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Bento Week: Bento con insalata di pasta

bento con insalata di pasta

Passiamo subito al bento box di oggi, più che di ricette giapponesi parliamo di ricette molto italiane/mediterranee in effetti. La pasta fredda non sarà la trovata del secolo ma avete mai provato la versione con al pasta di acciughe? A me piace sia versione calda che versione fredda.
Per la versine calda: si scalda olio con uno spicchio d'aglio e si sciolgono le acciughe dentro si salta la pasta nell'olio ed è fatta, è buona così, ma sapete già che in sicilia oltre a questo aggiungono il pangrattato, vero?
Per la pasta fredda potete sbizzarrirvi con le diverse varianti.
Ma ora passo a raccontarvi quello che vedete nella foto:

- albicocche con limone (se no scruscono subito)

INSALATA DI CETRIOLI CON ZUCCHINE E FETA

Tagliare le zucchine con un pelapatate o una mandolina in modo da ottenere una carpaccio. Condire con olio sale e limone, poi passare ai cetrioli una volta puliti condite con olio e sale. Disporre le zucchine sotto i cetrioli a formare un letto e infine tagliare delle stigriscioline di feta aggiungendeo anche l'origano

INSALATA DI PASTA MEDITERRANEA

100 gr di castellane (o il tipo di pasta che preferite)
8 pomodorini pachino
pasta d'acciughe o filetti
olive nere
capperi
olio evo
sale
basilico

Lessare la pasta in acqua e sale e scolarla, condirla con olio e un cucchiaino di pasta d'acciughe, mescolare bene e aggiungere tutti gli altri ingredienti pomodorini cappeli dissalati, olive nere denocciolate e affettate ancora basilico fresco e un filo d'olio ancora per finire.

Couscous prosciutto croccante melone & Tai Rosso

cous cous prosciutto e melone

Ricordate la piadina prosciutto e melone? Pare che di anno in anno l'abbinamento più gettonato dell'estate non riesca proprio ad abbandonarmi.
Questa volta però la sfida di degustare un bicchiere di rosso con un piatto estivo e fresco come è il classico prosciutto e melone, mi aveva incuriosita da subito quando l'ho letto qui. Certo, il rosso in questione è quello di Dal Maso Tai Rosso dei Colli Berici, e il prosciutto e melone non è propriamente in versione tradizionale ma couscous-seggiante.
Il risultato finale? Gradevole, d'altronde il Tai Rosso è un vino da tutto pasto, se ne consiglia l'abbinamento con primi piatti saporiti e carni bianche nonché con i piatti più tipici del vicentino (loro noto baccalà). Ho trovato che, anche in questo caso, il vino, che ho preferito servire a temperatura di frigorifero, creava il giusto accompagnamento per un piatto non facile da decifrare in cui si uniscono anche sapori un pò etnici come il couscous ai quattro cereali (gran duro, kamut, farro e mais). In particolare ho notato che la parte di cous cous resa croccante dalla tostatura in padella, meglio si sposava con il bicchiere che stavo bevendo e il prosciutto e melone.
Prima di passare alla ricetta, il ringraziamento va Davide Cocco di Studio Cru che con i suoi tweet mi ha consentito di conoscere questa iniziativa.
Per un altra simpatica interpretazione vi condiglio di sbirciate anche la ricetta di Senza Panna

COUSCOUS PROSCIUTTO CROCCANTE E MELONE (2 o 3 porzioni)

200 gr di cous cous bio ai 4 cereali
2 fette di melone
6 fette di prosciutto saporito
4 foglie di menta 4 foglie
glassa al vin cotto
acqua
olio evo
fior di sale

Cuocere il cous cous nello stesso volume di acqua con un cucchino di olio e un piazzico di sale per cinque minuti.
Sgranate il cous cous conditolo con olio fior di sale e folgioline di menta tritate. A questo punto prendete una padella senza ungerla e rosolate due fette di prosciutto per un minuto girandole da un lato e dall'altro perchè non scuriranno, devono diventare croccantissime, quando il grasso in cottura da trasparente sarà tornato bianco prelevarle e metterle da parte. Adesso usare la stessa padella del prosciutto per tostare il cous cous, dategli forma di hamburger a mano o con un coppa pasta e rosolarli da ambo i lati facendogli formare un sottile crosticina brunita. Considerare due hamburger a porzione.
Tagliere il melone e condirlo con poco olio e abbondate pepe. Tagliare a striscette le fette di prosciutto (sia le due fette che abbiamo reso croccanti, sia le due fette "normali")
Comporre il piatto mettendo uno strato di cous cous, i pezzetti di melone, le listarelle di prosciutto fresco due foglie di menta un paio di gocce di glassa al vino cotto. Si ricomincia con il cous cous e sopra ancora melone, prosciutto, croccante questa volta, menta e finire con un giro di vino cotto.


tai rosso

Romanità a tavola: la carbo-mare

carbomare

"Non sai cosa ha ordinato mio padre ieri sera?!"
Ed io: " ... Dai cosa cosa??"
" la carbo-mare"
ed io, già con gli occhi di che luccicavano e il sorrisetto, resto in ascolto della spiegazione del piatto. L'idea la trovo subito buonissima non potevo aspettare troppo con questa idea in cantiere che frullava nella testa. Oggi è martedì e come ogni martedì cosa succede da queste parti?
Si bravi c'è l'appuntamento con la cucina romana, che trovate anche su Made in Kitchen ammetto che con questo caldo sta cominciando a dare un pochino di filo da torcere.

Dopo l'azzardo della scorsa settimana nel proporvi cacio e pepe in versione finger food, c'è sicuramente chi ha stretto i denti e ha urlato al sacrilegio. Mi piacciono le provocazioni e soprattutto le sfide, devo dire che se una ricetta fa discutere è perchè ha suscitato dell'interesse quindi non posso che esserne felice. Sono convinta anche io che le ricette tradizionali proprio perchè tali, proprio perchè collaudate siano insostituibili, ma non per questo ogni tanto si deve escludere la possibilità di "giocare" con qualche classico.
Quindi anche oggi mi sento di raccontarvi una ricetta che non è esattamente come "dovrebbe essere". Si parla sempre di carbonara, si parla sempre di uova e pecorino, ma per volerne fare una versione più estiva? Avevate mai pensato di sostituire il guanciale con della bottarga di muggine? Allora questa la dovete provare e solo dopo averlo fatto ditemi se non si potrebbe innamorare di questo primo piatto anche il più incallito degli amati della carbonara.

LA CARBO-MARE

200 gr di mezzemaniche
2 uova (2 tuorli e mezzo albume)
30 gr di pecorino
20 gr di parmigiano
20 gr di bottarga di muggine
sale

Cuocere la pasta in acqua salata.
In una terrina sbattere l'uovo e il tuorlo insieme al parmigiano e al pecorino fino ad ottenere una crema della stessa consistenza di quella pasticcera, quindi che si scivola giù dolcemente dal cucchiaio.
Tagliare la bottarga a fette e poi pezzetti, come se tagliaste la pancetta. Potete conservare qualche fettina intera per guarnire alla fine.
Scolare la pasta aggiungerla nella zuppiera con dentro le uova mescolare rapidamente e aggiungere un goccio d'acqua di cottura se necessario. Aggiungete anche la bottarga girate e disporre le mezzemaniche nei piatti con un altra spolverata di pecorino.

Romanità a tavola: Tagliatelle alla gricia

Tagliatelle alla gricia


Qualche rivoluzione nello staff di Made in Kitchen infatti da ieri incontriamo a capo del noto sito, una mia "vecchia" conoscenza... E mò tanto vecchia non direi dato che ha la mia età, ma Chiara aka Cinnazza sono sicura che si farà in quattro per portar avanti la gestione di Mik, a lei vanno i miei migliori in bocca al lupo.
Quindi continuano gli appuntamenti con la "romanità a tavola" per tutti coloro che un pochino si sono affezionati a questa rubrica. Dico bene Michelangelo? O Enrico? :) ...ops omonimia?
Avessi, sisammai trovato la giusta formula? Ricordate in questo blog si parlò in lungo e in largo della cucina che piace agli uomini. Ad averlo saputo un anno fa che con la cucina romana avrei ottenuto quello che chiedevo!! :))
Chiaramente qui si scherza, ma nel famoso libro: "la cucina per prendere gli uomini per la gola" che ovviamente non scriverò mai, perchè aspetto solo che qualcuno presto mi freghi l'idea, questa ricetta comunque ci rientrerebbe a pennello. Sostanziosa, gutosissima a prova de "omo" famelico che torna a casa da lavoro e se "nun te sbrighi a cucinà te se magna pure a te!"
Oggi sono decisamente in clima pre-vacanziero... Si nota che sto dando libero sfogo al cervello? Diciamo che tutta "sta romanità" tira fuori il meglio di me, dopo aver citato abbacchi e Monnezza, un pò tutto mi è consentito.
Come dicevo: la gricia è facile da preparare tuttavia è necessario qualche piccolo accorgimento per non ottenere un collume di pecorino pasta e pepe che assume un insano colore grigiasto ed è più a palletta che a crema. Come sempre, mi ripeto, consiglio per questi piatti semplici di usare prodotti di buona qualità.
Magari quel pacco di tagliatelle Latini, quel pecorino romano dop e quel guanciale amatriciano non troppo asciutto che quando viene rosolato mantiente all'interno i suoi succhi senza seccarsi troppo (ma questo è questione di gusti, i miei chiaramente!).
Vi lascio la ricetta e scusate scappo ad una certa degustazione di vini di Borgogna e formaggi francesi. Martedì prossimo sono alla verticale di Sassicaia invece, per chi passasse da quelle parti.
A tutti un buon 2 giugno!

TAGLIATELLE ALLA GRICIA ricetta di Luca Ogliotti

200 gr di tagliatelle
150 gr di guanciale
50/80 gr di pecorino romano
pepe nero

olio? no non c'è!

In una padella bollente aggiungere il guanciale, lasciarlo appena rosolare e poi togliere dal fuoco, è consentito togliere parte del liquido che il guanciale ha rilasciato e buttarlo via, il risultato finale non cambierà. Mentre nella carbonara il guanciale si usa ben tostato perchè non ha un secondo passaggio in padella, per la gricia bisogna lasciar eil guanciale ancora rosa, toglierlo dal fuoco e procedere con la cottura della pasta. Lessare le tagliatelle in acqua poco salata e scolarle praticamente a metà cottura. Mettere la pasta nella padella con il guanciale pepare e spegnere il fuoco. A questo punto piano piano cominciare ad aggiungere il pecorino e un pochino di acqua di cottura, diciamo iniziamo con un cucchiaio di pecorino e uno di acqua di cottura, per poi aumentare. Mescolare e saltare le tagliatelle. Ricordate la regola che "non si torna indientro" perciò è sempre suggeribile aggiungere piccole quantità sia di formaggio che di pasta, tanto ad "aggiugere" si fa sempre in tempo. Quindi ancora pecorino e ancora acqua di cottura fino a che non si raggiunge la consistenza desiderata, sempre girando.
Servire immediatamente, quando impiattate potete aggiungere ancora pecorino e pepe sopra.

La ricetta con altre delucidazioni (ehm ehm! Cof cof!) la trovate chiaramente anche su: MIK

Casarecce con asparagi selvatici, cipollotto e nocciole

Casarecce con asparagi selvatici

Vi siete accorti che non c'ero questi giorni oppure non mi avete proprio pensato? Certo pure io andar via senza avvisare? Ad ogni modo sono già di ritorno. Reduce da un pò di mare e dal bellissimo incontro sui finger food, fatto ieri al Gambero rosso. Oggi vi propongo la ricetta light e vegetariana preparata per la rubrica su Spigoloso per il solito appuntamente con la cucina naturale. Mio padre, chiaramente, ha preferito mangiare questo primo piatto con una abbondente spolverata di parmigiano sopra io le ho preferite così come le vedete. Per informazioni sulle proprietà nutritive degli aparagi, potete cliccare qui.
La ricetta ve la posso anticipare qui sotto:

CASARECCE CON ASPARAGI SELVATICI, CIPOLLOTTO E NOCCIOLE

200 gr di casarecce
150 gr di asparagi selvatici
1/2 cipolotto fresco
20 gr di nocciole
1 spicchio d'aglio
acqua
olio evo
sale

Lavare bene gli asparagi e togliergli la parte legnosa. Legarli con uno spago e cuocerli in una pentola stretta e lunga, per circa 20 minuti fino a che non saranno teneri.
Tagliare finemente il cipollotto e tritarlo con l'aiuto di una mezza luna. Scaldare in una padella ampia dell'olio e soffiggere il cipollotto qualche minuto insieme ad uno spicchio d'aglio schiacciato. Appena il cipollotto comincia a imbiondire aggiungerete un cucchiaio o due di acqua di cottura della pasta e lasciate cuocere ancora due minuti. Eliminate l'aglio e saltate gli asparagi, tagliati a tocchetti, nella padella.
Quando la pasta sarà arrivata quasi a cottura scolatela e saltate in padella anche questa.
In forno scaldate a 120° per 6-7 minuti le nocciole.
Aggiungerle alla preparazione, intere o dopo averle frullate, come preferite. Decorare il piatto con quache filo verde ricavato dal cipollotto.

Risotto liquirizia e limone

Risotto alla liquirizia

Ho voluto sperimentare questo risotto, la cosa che più mi incuriosiva delle ricette che trovavo in giro è il fatto che in molte non era previsto l'utilizzo di brodo. Mi chiedevo come potesse venire saporito e cremoso un risotto senza questo ingrediente. Con il timore di bruciare tempo e fatica in questa preparazione, mi sono messa all'opera. La liquirizia che ho utilizzato è un ingrediente d'eccezione di cui ho già parlato qui e che arriva direttamente da Torino. Se avete voglia di realizzare questo piatto è necessario utilizzare liquirizia pura e non altri composti, prima di utilizzarla è necessario ridurla in polvere, utilizzando un frullare o un macinaspezie elettrico (ultimo mio acquisto culinario di cui sono moolto soddisfatta).
Realizzare questo riso è davvero semplice e veloce, in più volete mettere? Sporcare un unica pentola, mica male no? :) Sfruttando le temperature e il tempo autunnale di questo ultimo weekend e venuta la voglia di riso e perchè no, anche un tè a metà - ? - pomeriggio, magari da sweety rome (vivamente consigliato a chi manca un pò Londra e Hummingbird) Ah! E se siete da quelle parti, non mancate di fare un salto, al nuovo Castroni a via Nazionale, giusto se vi mancasse la liquirizia per il riso! :)
Una domanda che non centra nulla... Per caso sapete cosa posso farci con la farina si soia tostata? :))

RISOTTO LIQUIRIZIA E LIMONE

200 gr di riso arborio
2 cucchiaini di liquirizia purissima in polvere + altra per guarnire
parmigiano reggiano
1/2 cipollotto fresco
1/2 limone la scorza
1 noce di burro
acqua tiepida
sale
olio evo

Affettare il cipollotto e tritarlo finemente, lasciarlo cuocere nell'olio in una pentola con doppiofondo (possibilmente). Appena il cipollotto comincia a dorare aggiungere un mestolo di acqua tiepida e lasciarlo stufare ancora per pochi minuti. Aggiungere il riso e lasciarlo tostare mescolandolo fino a che non diventa trasparente. A questo punto aggiungere altra acqua tiepida e continuare la cottura mescolando il riso per circa 20 minuti. Mantecare a questo punto con burro, parmigiano e i due cucchiaini di liquirizia, mescolare e grattugiare poca scorza di limone, il resto servirà per guarnire.
Impiattare il riso con un coppapasta e guarnire con altra liquirizia, scorza di limone ottenuta con un grattalimoni e fili di cipollotto.

La cucina naturale: Spaghetti con puntarelle e briciole

Spaghetti puntarelle e briciole2

Periodo di puntarelle, se ne è parlato spesso, le abbiamo fatte alla romana versione cruda, ma le puntarelle sono buone anche cotte, aggiungete alla pasta per un primo piatto leggero e primaverile. Andate a leggere su:

Spigoloso in merito a questo.


L’idea per questa pasta mi è venuta mescolando due ricette che amo entrambe una è romana quella delle puntarelle condite con acciuga e aglio, l’altra è siciliana: la pasta ammuddicata usando come leitmotiv appunto le acciughe.

SPAGHETTI CON PUNTARELLE ALLA ROMANA E BRICIOLE

200 gr di spaghetti
200 gr di puntarelle pulite
6 filetti di acciunga sott'olio
2 cucchiai di pangrattato homemade
olio evo
1 spicchio d’aglio

Scaldare dell’olio in una padella capiente con uno spicchio d’aglio, sciogliere nell’olio 3 acciughe e aggiungere le puntarelle, lasciarle cuocere 5 minuti devono diventare morbide ma non perdere totalmente la loro croccantezza.
In un altro padellino a parte scaldare poco olio, scioglierci altre 2 acciughe e aggiungere il pangrattato. Cuocere mescolando fino a che non diventa di un bel dorato.
Lessata la pasta in abbondante acqua e sale, scolarla e aggiungerla alla padella della puntar elle, avendo avuto cura di eliminare l’aglio. Saltare la pasta qualche istante e aggiungere anche le briciole di pane.
Servire gli spaghetti guarniti con pezzetto di acciuga intero e un altra spolverata di briciole croccanti.

Pasta con la zucca 2x1

pasta con la zucca 2x1

Mi sto dando ai saldi questo periodo? Sì svendo un pò di ricette invernali che a breve con la primavera non saranno più utili a nessuno. Ma ancora avevo la zucca in frigo e vi volevo raccontare due idee semplici semplici che hanno riscosso successo in caso di pranzo o cena al volo, magari quando arriva l'imbucato o gli imbucati di turno. Ammetto di avere ancora in cantina conservate con lo stesso metodo dei pachino, un paio di zucche (altro che biologiche!) proprio del mio giardino, che potrò usare anche quando sarà più caldo. I miei lettori più affezionati sanno della mia passione per questo ortaggio, troppo versatile, dal colore accattivante e davvero buono. Ad ogni modo, prometto che per questa stagione chiudo qui il discorso... Forse! :)

Cuocere la zucca
La zucca di qualsiasi tipologia sia, va sbucciata e pulita dai semi e dai filmanti interni.

al vapore: tagliarla a pezzettini e metterla nella vaporiera, salarla e aspettare che l'acqua bollendo la renda morbida, da poterci affondare la forchetta, senza però disfarla. 20 minuti.

in padella: tagliare la zucca a dadini scaldare in una padella dell'olio (volendo si può fare un fondo di cipolla e aglio) e cuocere a fuoco medio, mescolando di tanto in tanto. Per non far attaccare la zucca al fondo è consigliabile lasciare l'ambiente di cottura umido mediante l'utilizzo di un coperchio. 20 minuti.

al micronde: tagliare la zucca a fette spesse mezzo centimetro più o meno. Adagiare le fette su di un piatto fondo coprire le fette con dell'acqua, avviare la cottura (nel mio micro non ho indicatori di potenza quindi non posso aiutarvi in questo). 5 minuti.

al forno: Tagliare la zucca a spicchi, in questo caso non c'è bisogno di sbucciarla, si farà più agevolmente dopo. Adagiare gli spicchi su di un foglio di carta forno, cuocere a 180° fino a che non è morbida. 1 ora.

Mezze maniche zucca, guanciale e mandorle


MEZZE MANICHE ZUCCA, GUANCIALE E MANDORLE

200 gr di mezze maniche
200 gr zucca già pulita
100 gr di guanciale
20 gr di mandorle a lamelle
1 cipollotto fresco
olio evo
sale
pepe

Tagliare il guanciale e cuocerlo in padella, in modo che la parte grassa si sciolga leggermente, lasciatelo cuocere solo un paio di minuti deve dorarsi appena. Eliminate dalla padella il guanciale e mettetelo da parte. Utilizzare il fondo di cottura così ottenuto per cuocere il cipollotto e la zucca. A tal fine, tritare finemente la cipolla e iniziare la cottura, appena comincia a soffriggere aggiungere poca acqua, lasciarla stufare qualche istante e infine buttare in padella anche la zucca. Salare e pepare, lasciare cuocere la zucca coperta mescolando di tanto in tanto, per una ventina di minuti. Quando anche la zucca sarà cotta aggingere il guanciale.
A questo punto scolare la pasta, cotta in abbondante acqua salata, al dente e saltarla nella padella insieme al condimento.
Tostare le mandorle in un padellino e aggiungerle alla pasta, mescolare il tutto e servire con una macinata di pepe.

Alternativa ultra fast:
Invece del guanciale si può acquistare pancetta già a pezzettini. Cuocere la zucca al micronde, e ultimare solo la cottura in padella insieme a tutti gli altri ingredienti prima di saltarci la pasta.

Spaghetti zucca e pesto di fiori di zucca


SPAGHETTI ZUCCA E PESTO DI FIORI DI ZUCCA

200 gr di spaghetti
150 gr di zucca già pulita
cipolla
sale
olio evo
2 cucchiai pesto di fiori di zucca (o normale pesto)

Tirate fuori dal congelatore un bicchierino di quel pesto di fiori di zucca che conservate gelosamente. Io vi avevo avvertito che era bene congelarlo! :) Ad ogni modo potete usare il normale pesto. Far dorare la cipolla, tritata finemente, in padella con un filo d'olio, quando comincerà ad imbiondire aggiungere la zucca e cuocerla 20 minuti coperta, salando il necessario.
Scolare gli spaghetti al dente saltarli in padella con la zucca e aggiungere due cucchiai di pesto.

Alternativa ultra fast:
Cuocere la zucca al micronde e saltarla in padella con la cipolla prima di aggiungere la pasta e il pesto. Per la ricettina del pesto alla genovese: qui

Paccheri con carciofi, ventricina e pecorino

Paccheri carciofi, ventricina e pecorino

Sentite, io questa volta ci scommetto: questo è un primo piatto che piace anche agli uomini. Torniamo al vecchio dibattito, già discusso su questi schermi. Il famoso libro che prima o poi dovrò scrivere è quello dal titolo: " la cucina per prendere gli uomini per la gola", zero ricettine fricchettate, poche ricercatezze, cucina più da "omo". Come mi scrisse qualche giorno fa qualcuno via tweet - Fattene una ragione agli uomini piacciono le cose semplici - un modo carino per dirmi: si è vero stai sbagliando tutto! Allora dopo aver introdotto la rubrica di cucina romana verace oggi vi propongo questo primo piatto, dal gusto rustico, il fine è quello di incontrare anche i gusti degli uomini di casa. Oggi, chiaramente, va dedicato all'uomo più importante della mia vita: il mio Papà. Lui non è tanto per le ricorrenze come la festa di oggi, non è per il tofu o per il giapponese, non lo definirei proprio un uomo di gusti semplici, perché nella sua semplicità ha sempre una grande raffinatezza, che va di pari passo con la "sostanza" però. A lui oggi dedico questo primo e a tutti i papà. Ok! La sviolinata per ora è conclusa. :)
Prima di passare alla ricetta due parole su questo prodotto: la ventricina, che magari non tutti conoscono. E' un insaccato che viene prodotto in Abruzzo, prevalentemente nella zona di Vasto e viene prodotta artigianalmente, infatti non sempre i salami disponibili nei supermercati con questo nome corrispondono esattamente a questo prodotto. La ventricina"originale" è un salame composto dal 70% di tagli magri (soprattutto prosciutto e lombo) e la restante parte da pancetta e grasso di prosciutto, alla carne viene aggiunto del peperoncino che conferisce il tipico colore rosso. Data la mobilitazione che c'è stata per 99 colombe, ricorderei che esistono moltissime altre aziende e prodotti abruzzesi che vanno salvati, tutelati e soprattutto apprezzati.

PACCHERI CON CARCIOFI, VENTRICINA E PECORINO

200 gr di paccheri
2 carciofi romaneschi
100 gr di ventricina del vastese
pecorino romano dop
olio evo
sale
1 spicchio d'aglio
prezzemolo

Pulire i carciofi tagliarli e privarli della barbetta interna, tagliarli a pezzettini non molto grandi e scottarli in padella con aglio olio e prezzemolo. Cuocerli per 20 minuti in un tegame coperto, fino a che non saranno morbidi. Tagliare la ventricina a dadini piccoli aggiungerla ai carciofi quando questi sanno cotti, togliere l'aglio. Lessare i paccheri in acqua e sale, scolarli al dente passarli nel tegame dei carciofi. Salatare la pasta un minuto e aggiungere sopra abbondante pecorino.

Romanità a tavola: Pasta e ceci al rosmarino

Pasta e Ceci al rosmarino

La tradizione di cucinare pasta e ceci a Roma è davvero antichissima, sicuramente più della carbonara. E' un piatto tradizionale di Roma, ma anche di tutto il Lazio, i ceci venivano mangiati persino al tempo degli Etruschi e a Roma sono molto diffusi. Una volta venivano cucinati i giorni di “magro”, cioè il venerdì o in quaresima quando si digiunava dalla carne, si usava cucinare questo piatto in abbondanza. Le versioni sono molteplici, variano di famiglia in famiglia c’è la versione più brodosa (la mia) e quella più asciutta.
Sicuramente la cosa che caratterizza di più la pasta e ceci alla romana è l’utilizzo del rosmarino. Ci deve essere, si deve sentire e si deve scartare con le mani quando la fogliolina resta in bocca.
Il trucchetto della nonna? Ammollare i ceci... Continua a leggere su Made in Kitchen

Spaghetti con bottarga, pistacchi di Bronte e zest di limone

Spaghetti con bottarga, pistacchio e zest di limone

Immancabile nel frigorifero: la bottarga, di tonno o di muggine. Diventa l'ingrediente principe di quel piatto di spaghetti fatto al volo quando si torna a casa affamati. Oppure per i più appassionati, tagliata finemente, come il carpaccio e irrorata con limone, può diventare un antipasto o un secondo. Personalmente preferisco quella di muggine, ha un sapore che resta più delicato, invece quella di tonno è decisamente più saporita. Ho sempre saputo che la bottarga fosse un prodotto sardo (famosa quella di Carloforte, Alghero, Stintino e Cabras fatta con uova di muggine), invece ho scoperto che, quella di tonno, prodotta in Sicilia, ha pari importanza. Proprio ai profumi siciliani quindi è dedicato il piatto di oggi, dato che ho usato la bottarga di tonno prodotta da quelle parti, cioè da Campisi non potevo che unire anche gli altri prodotti di questa terra.
Avete presente quando arrivano a casa amici all'improvviso o proprio non vi va di preparare nulla ma "vi tocca"? Ecco questa è la soluzione perfetta ultra rapida per risolvere la situazione con un certo stile (mi permetterei di aggiungere!)

SPAGHETTI CON BOTTARGA, PISTACCHI DI BRONTE E ZEST DI LIMONE

200 gr di spaghetti
100 gr di bottarga di buona qualità
50 gr di pistacchi di Bronte tritati
olio evo
sale
1 limone bio

In una terrina grattuggiare la bottarga e condirla con olio e con i pistacchi tritare, mescolare tutto quanto con un quantitativo di olio sufficiente per condire la pasta. Scolare al dente gli spaghetti, dopo averli cotti in acqua salata e saltarli in padella insieme al misto di pistacchi e bottarga. Spellare un limone ricavando con un pelapatate delle listarelle di buccia (solo la parte gialla) tagliare al coltello le listarelle per ottenere delle striscioline sottilissime aggiungerle alla pasta e finire di saltare in padella con il limone.
Impiattare e guarnire con altro pistacchio

Cinque cereali versione invernale 2.0

cinque cereali invernali

Incursioni al NaturaSi e acquisto compulsivo di farine e cereali, che serviranno un pò a tutti a casa per disintossicarci in questo mese di gennaio, poi dal pusher ortofrutticolo di fiducia ho fatto scorta di cavoli e broccoletti sempre per lo stesso fine e per fare il pieno di vitamine e acido folico. Mettere insieme il tutto, ha fatto nascere il piatto che credo a casa nostra andrà per la maggiore in questi mesi invernali, una via di mezzo tra l'orzotto e l'insalata di riso, adattissimo anche da ficcare il un bento da portare in ufficio per pranzo, dato che rimane gustoso anche freddo.
I cinque cereali si trovano in commercio già precotti e con 10 minuti sono pronti da condire, la confezione contiene: farro perlato, orzo perlato, Kamut perlato, riso Thaibonnet integrale parboiled e avena decorticata. A proposito di cereali, poi quasi dimenticavo di parlarvi di una mia recente scoperta. Dopo l'acquisto del libro "A tavola con il metodo Kousmine" di Suzanne Preney, mangiare tipi di cerali di diversi sta cominciando ad entrare nell'ordine di idee che è qualcosa di importante da fare, credo che molti di voi conoscono già questo metodo. Con un alimentazione che mira ad utilizzare prodotti stagionali e integrali, semi, olio, frutta e verdura come se piovesse, la Kousmine elabora un suo personale metodo, che tuttavia pare si sia rivelato efficace nel migliorare le risposte del sistema immunitario e quindi nel prevenire e combattere malattie autoimmuni (come la sclerosi multipla, la colite ulcerosa, il morbo di Crohn, la spondilite anchilosante, l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso, ecc.) o legate a squilibri dell’organismo, che sono difficilmente curabili con terapie tradizionali. Chiusa parentesi e tornando ai nostri bei cereali, sono perfetti regolatori dell'intestino (altro che activia) sapendo che, ad esempio: il riso è costipante e invece l'avena è rilassante per il nostro intestino possiamo tranquillamente usarli a nostro piacimento a seconda del problema che abbiamo. A prescindere da chi ritiene che il metodo Kousmine sia efficace oppure no, seguire una sana alimentazione credo sia un pò interesse di tutti, pertanto, anche io che sono la prima scettica su rimedi "fai da te", come la storia della cartilagine di squalo, ritengo che confrontare più metodi di nutrizione, consumare cibi biologici e prevenire prima di curare, sia fondamentale oggi come oggi.
Va bene passerei alla ricetta... Che è meglio!

CINQUE CEREALI INVERNALI

200 gr di cinque cereali biologici
200 gr di cavolfiore
150 gr di salmone affumicato
1 porro
1 spicchio d'aglio
brodo vegetale
sale
olio evo
foglie di finocchietto

Cuocere il cavolo in acqua salata o al vapore, per preservare molte delle sue proprietà quest'ultima cottura è considerata migliore.Cuorere in acqua i cereali per 5 minuti, la metà del tempo indicato sulla confezione. Saltare le cimette di cavolfiore in padella con l'olio e il porro tritato finemente, far rosolare insieme anche l'aglio, ma abbiate cura di toglierlo prima di unire i cereali.
Terminare la cottura dei cereali in padella con il cavolo e un mestolo di brodo vegetale (sedano carota e cipolla), la preparazione deve rimanere abbastanza asciutta. Tagliere a listarelle in salmone e unirlo quando ormai i cereali saranno cotti, guarnire i piatti con del finocchietto.

Pasta e patate con aringa affumicata, limone e timo

Pasta e patate con aringa affumicata e limone

Aringa e patate suona un pochino svedese non trovate? Leggevo che in Svezia cucinano uno specie di sformato con questi due ingredienti, sempre alla faccia di chi, una volta disse che la Svezia non aveva una vera e propria cucina tipica. A parte partenze per Stoccolma e il crispbread, che poi tanto svedese non è, dato che è nel barilla group, oggi, qui siamo very made in Italy, e poi ditela tutta, quando l'italiano trova in frigorifero l’aringa bè la prima idea, subito dopo il crostino credo sia "pasta", ammettiamolo.
Pasta e patate sono il piatto povero per eccellenza, semplicissimo ma che in fatto di gradimento credo non abbia eguali, nel senso che piace davvero a tutti. L'aringa anche, considerata da sempre un alimento povero, dona a questo primo la giusta sferzata di sapore. Da punto di vista nutrizionale l’aringa è davvero un alimento interessante soprattutto per l’omega 3 che contiene e perchè fornisce un apporto proteico almeno quanto la carne, il mio consiglio infatti è di cucinare questo primo come piatto unico, risulta sicuramente completo e anche abbastanza robusto. Adatto all'inverno insomma.

PASTA E PATATE CON ARINGA AFFUMICATA, LIMONE E TIMO

200 gr di pasta corta
1 patata media
70 gr di aringa
zest di un limone
1 noce di burro
1 cucchiaio di vodka
timo
olio evo
sale

Cuocere la pasta in acqua salata. Tagliere l'aringa a listarelle sottili e in una padella, scottarla con pochissimo burro e sfumare con la vodka, cuocerla solo qualche istante, insieme ad un rametto di timo.
Lessare le patate o in alternativa pelarle tagliarle a fette e cuocerle 4 minuti al micronde con poca acqua, in entrambi i casi lasciatele abbastanza al dente. Metterle in padella con dell'olio, quindi scolare la pasta ancora molto al dente nella padella con le patate e via via terminare la cottura risottando la pasta aggiungendo l'acqua di cottura.
Alla fine aggiungere l’aringa scottata, mescolare bene. Con un riga limoni o altrimenti al coltello fare una zest di limone e aggiungerla sopra alla pasta già inpiattata, foglie di timo per decorare.

Risotto con zucca bianca, fonduta di taleggio e arancia

Risotto zucca taleggio e arancia

La conoscete la zucca bianca? Per me è stata una piacevole scoperta. Certo ammetto che la zucca arancione ha decisamente il suo fascino, volete mettere quanto è più coreografica con il suo colore deciso e la sua polpa carica di carotene che ci fa tanto bene per disintossicarci persino dall'inquinamento atmosferico? Si però, giusto per saperlo c'è anche lei, la sorellina meno nobile e più delicata la signorina zucca in bianco! Meno saporita della arancione, la sua polpa non è completamente bianca ma con una tendenza al giallo, per utilizzarla la cosa migliore forse è friggerla per renderla un pochino più saporita oppure farci una confettura.
Tutto sommato, la versione risotto non è stata una cattiva idea a patto di insaporirlo con qualche ingrediante che conferisca al piatto sapidità senza però sovrastarne del tutto il sapore. Poi, diciamocela tutta, quest'anno ancora non credo di avervi tediato molto con la zucca no? Quindi una nuova proposta per il classico risottino quest'anno ci voleva!

RISOTTO CON ZUCCA BIANCA, FONDUTA DI TALEGGIO E ARANCIA

200 gr di riso carnaroli ( o per risotti)
200 gr di zucca bianca
150 gr di taleggio
50 gr parmigiano
poco latte
brodo vegetale (sedano carota e cipolla)
la scorza grattuggiata di una arancia bio
cipolla
olio evo
sale
noce moscata

Preparare il brodo facendo bollire sedano carota e cipolla fino a che non sarà sufficentemente ristretto. Scaldare in padella dell'olio con un fondo di cipolla, pulire la zucca tagliarla a dadini e iniziare la cottura in padella. Dopo una decina di minuti aggiungete il riso e cominciare a tostarlo fino a che non diventa trasparente, a questo punto cominciare ad aggiungere il brodo via via che si ritira, fino a che il riso non sarà cotto. Sciogliere i dadini di taleggio nel latte in una casseruola, grattare la noce moscata e aggiungere il parmigiano grattugiato. Quando il risotto sarà quasi cotto aggiungere la fonduta di taleggio mescolare un minuto, aggiungere la scorza d'arancia e servire.

Per ultimo ma non per importanza, un grazie particolare va a Precisina, per aver organizzato il simpatico incontro di sabato a tema "panettonesco" e Le Franc Buveur, è sempre un piacere incontrarli per fare 4 chiacchiere in ambito culinario e cogliere l'occasione (chiaramente se no che foodblogger saremo!) per mangiare qualcosa insieme. A giovedì ragazzi!

Polenta al sugo di coppa piccante

Polentina al sugo

Che volevamo far venire l'inverno senza nemmeno prepararci una polenta buona e fumante? E no! Già l'anno scorso c'avevo provato e quest'anno? Detto fatto, ci mettiamo subito a lavoro.
Pronti con il paiolo di rame, la farina di granturco gialla e la pazienza. Arriva mia nonna in casa e mi fa: "Ovvia, oggi fai la polenda?", già, lei toscanissima, l'ha sempe chiamata così "polenda" pensavo sbagliasse invece se si va a vedere l'etimologia di questa parola mia nonna non si è inventata nulla. Polenta o polenda deriva da: poltiglia e focaccia il nome risale niente popodimenochè al tempo dei romani (quindi più o meno dai tempi di mia nonna! Ahahaha! Rido solo io vero? Bè pazienza, lo so la battuta era vecchia).
Adesso non gridate subito all'eresia, ho fatto il sugo ma non ho resistito alla tentazione di usare loro, quasi mi dispiace toglierli dalla cantina sono davvero coreografici, ma era arrivato il momento e così la polenta o polenda di oggi siore e siori... E' con un sughetto di pachino. E le spuntature? Bè le spuntature, anche no, per me grazie! Però avevo questa coppa qui, che arriva dritta dritta e fresca dall'Abruzzo ed è fatta artigianalmente. E' sempre polenta con sugo di maiale in fin dei conti no? Però il sugo resta decisamente più fresco e acidulo.

POLENTA AL SUGO DI COPPA PICCANTE (x 2)

750 gr di acqua
160 gr di farina per polenta (mezza confezione)
200 gr di pachino (o di pelati)
150 gr di coppa di maiale
70 gr di pamigiano
sale
olio evo
cipolla
sedano
peperoncino

Tritare finemente la cipolla e il sedano lasciati soffrigere lievemente in olio prima di aggiungere i pachino puliti e tragliati a metà. Lasciare cuocere la pentola coperta per 15 minuti. In una padella a parte, far rosolare la coppa con il peperoncino e un filo d'olio e unire i pachino. Saltare qualche minuto e spegnere.
Portare ad ebollizione l'acqua salata per la polenta nel paiolo di rame. Versare a filo la polenta e via via mescolare con un cucchiaio di legno, girare sempre nello stesso verso.
Fino a che non si è rappresa. Il parmigiano può essere aggiunto alla polenta oppure al sugo io ho preferito metterlo nella polenta perchè l'avevo salata poco.
Stendere la polenta su un tagliere di legno e condire con abbondante sugo. Mangiare fumante eventualmente con un altra solverata di parmigiano sopra.

Risotto all'ortica e Gewurztraminer

Risotto all'ortica e gewurztraminer

Quando ho notato alla fine dell'estate che si cominciava a diffondere in giardino l'ortica, mio padre voleva sradicarla ma io gli ho chiesto di farla crescere... Si, è finito halloween ma la streghetta continua a coltivare ortiche per le sue misteriose pozioni! UAHUAHAHAHA!
Quando l'ortica ha cominciato ad invadere un pochino tutto e crescere e dismisura è arrivato il momento di raccoglierla. Chiaramente, non c'è bisogno di dirvi credo, di usare guanti e far molta attenzione a non toccarvi il viso, durante la raccolta, no? Raccolta l'ortica e lasciata riposare, dopo un ora perderà il suo potere orticante. Ma per il vostro riso non dovrete aspettare un ora, basta immergerla subito in acqua e poi si può usare anche subito non sarà più orticante.
Ve lo devo dire io che l'ortica è depurativa o già lo sapete? AH! Lo sapete che se la raccogliete e le fate seccare potete farci delle tisane ottime no? Magari aggiungendo solo un pò di menta.
Perciò oggi ricettina leggera e salutare! Poi, lo ammetto è una bella soddisfazione raccogliere spezie ed erbette in giardino e poi utilizzarle in cucina e questo lo avete già visto fare dalle mie parti!
Adesso due paroline su questo vino invece, non sono un intenditrice, ma accidenti è uno dei bianchi che prediligo, il gewurztraminer è considerato un vino da aperitivo mentre fu proprio Heinz Beck a trovarlo adatto anche a tutto il pasto, per le sue note aromatiche e fruttate il gusto morbido, secondo me in questo risotto insieme al sapore delicato dell'ortica si sposa bene.

RISOTTO ALL'ORTICA E GEWURZTRAMINER

200 gr di riso per risotti
100 gr di foglie di ortica fresca
brodo vegetale (sedano carota e cipolla)
fior di sale
1 bicchiere di gewurztraminer
olio evo
cipollotto

Mettete a cuocere le verdure per il brodo. In una padella preparare un fondo di cipollotto e cuocerlo nell'olio, prima che comincia a sfriggere forte aggiungete poca acqua e dopo qualche minuto aggiungere anche l'ortica. Cuocerala come degli spianci, mescolando di tanto in tanto e salando, chiudere la padella con il coperchio e cuocere per 10 minuti a fuoco dolce. Togliere il coperchio e aggiungere il riso. Mescolare e tostare il riso in padella con la verdura. Via via come si asciuga aggiungere il brodo, quando sarà a 3/4 della cottura aggiungere il vino far assorbire.
Eventualmente aggiustare di sale, impiattare e servire caldissimo.
Mio padre è un appassionato di parmigiano lo metterebbe ovunque, lui nel suo piatto ha aggiunto infatti un abbondante spolverata di formaggio, io ho preferito gustarmi il sapore delicato di questo riso al naturale.

Pennette rosse con rosmarino e branzino al limone

pennette rosse con rosmarino e branzino al limone

E' ora di fare il cambio di stagione insomma... Il mio armadio richiede una bella sistemata almeno quanto la testa! Rioganizzare e stabilire cosa serve e cosa no, soprattutto buttare le vecchie cose che non servono. Non so se a voi da soddisfazione liberarsi di delle cose che non si usano più, a me da morire! Ma devo essere anche nella condizione psicofiscica adatta per farlo e a stomaco pieno (il giusto) si ragiona molto meglio. Allora vi racconto questa ricetta che per me è un piatto unico perfetto, anche per assumere un pò di fosforo che, come dice la nonna, aiuta a concentrarsi.
Dopo questo putpurrì di detti popolari... Andiamo al sodo! Amo i sughetti di pesce, quindi quando lo acquisto, ne prendo uno in più così il giorno successivo con la parte che resta posso fare un condimento per la pasta... In questo caso avevo del branzino. Per questa ricetta si può usare cotto al forno o anche lessato, certo che se le avrete cotto in forno con tutti gli aromi, come in questo caso, e con il rosmarino, ripreso nel sugo, è un altra cosa.
Per il sugo, quindi, ho unito pachino e rosmarino, se ancora non lo avete assaggiato domani stesso provate!! Fondo di cipollotto, pachino tagliati a metà, due bei rametti interi di rosmarino fresco, far saltare in padella fino a che non si formi un pò di cremina pachinosa e togliere i rametti saltarci la pasta con un filo d'olio. Poi mi dite eh?? Ricetta nella ricetta oggi! :)

PENNETTE ROSSE CON ROSMARINO E BRANZINO AL LIMONE

200 gr di pennette
150 gr di branzino già pulito
100 gr di pachino
2 rametti di rosmarino
cipollotto
scorza grattugiata di un limone bio
olio evo
sale

In una padella capiente preparate il sugo come indicato sopra, cioè stufando leggermente il cipollotto in olio e magari poca acqua se sta soffriggendo troppo. Aggiungere i pachino e il rosmarino, quando vedrete che i pachino cominciano a "sgonfiarsi" aggiungere il pesce e terminare la cottura eventualmente aggiungerno un pochino di acqua di cottura della pasta.
Scolate le pennette cotte in acqua salata e saltatele nella padella con il condimento. Aggiungete le zest di limone.

Spaghetti con fiori, zafferano e rosmarino

spaghetti con fiori zafferano e rosmarino



Si torna a parlare di ricette, finalmente il fresco mi ha dato una mano a tornare in cucina... Non è che stessi prendendo tempo con il reportage del mio viaggio... No figuriamoci! :)
Insomma anche voi siete tornati ad accender il forno pian pianino come vedo.
Ho visto sul blog di Lenny una ricetta che mi ha ispirato! Perfetta sicuramente la sua versione ma non ho resistito ad apportare alle mie personali modifiche. Lenny chi sa ad aggiungere una parte croccante come la mollica?? Chissà come sarebbe venuta. Da provare!
Adesso due parole sulla ricetta: lo zafferano fa bene, aiuta a rilassarci ed è un antidepressivo perciò è giusto non usarlo con troppa parsimonia. Lo zafferano in pistilli chiaramente è preferibile a quello in polvere, se decidete di usare quello in polvere ricordatevi che sprigiona meglio in suo aroma se aggiunto in ambiente umido quindi magari ad un pò di acqua di cottura della pasta. Senza però "cuocerlo" troppo perchè se no perde tutti i suoi principi. Unire i fiori allo zafferano

SPAGHETTI CON FIORI, ZAFFERANO E ROSMARINO


200 gr di spaghetti di Gragnano
10 fiori di zucca
1 piccolo rametto di rosmarino fresco con i suoi fiori
o,o1 gr di pistilli di zafferano (4-5 pistilli)
Capperi (se vi piace)
Olio evo
Sale



Pulire i fiori di zucca dal pistillo sciaquarli e asciugarli. In una pdella con dell'olio mettere le foglioline di rosmarino qualche istante senza farle rosolare troppo e poi toglierle (se si friggono troppo rendono l'olio amaro, però così rilasciano solo il loro profumo). Scottare i fiori di zucca sfilettati nell'olio salandoli. Qualche minuto di cottura, aggiungere i capperi dissalati. Scolare la pasta, lasciando poca acqua di cottura e saltare tutto in padella con i pistilli di zafferano. Aggiungere i fiorellini di rosmarino, lavati per guarnire. Mio padre ha deciso che mettere sopra una spolverata di parmigiano stesse bene. Io li ho mangiati così credo che si possa apprezzare il meglio il profumo dello zafferano e dell'origano.

Sweet sweet Lady Cocca mi ha dedicato un bellissimo premio, per cui la ringraziodi cuore! Ho qualche problema a visualizzare il suo blog, non so da cosa dipenda.

Canton Noodle con gamberetti, verdure e alga wakame

I Canton Noodle, non sono cinesi bensì filippini, infatti nelle filippine hanno preso la cultura cinese dei noodle riadattandolo alle loro esigenze creando su questi diversi piatti tipici della zona.
Io non ho preaparato questo piatto un pò a mio gusto volevo che sapesse di mare, quindi oltre ai gamberetti ho unito un pochino di alga Wakamè. Vale la pena spendere due parole su questa... Lo sapevate che: nell'alga Wakame è contenuta, la Fucoxantina, sostanza, che ha mostrato di possedere la capacità di favorire l'eliminazione del grasso corporeo in eccesso? Dicono che l'infomazione venga da studi dell'università di Okkaido, ma se sia vero o no questo non ve lo so dire, ad ogni modo non fa male inserirla nella nostra dieta anche perchè è ricca di calcio e di grandi quantità di vitamine del gruppo B e di vitamina C, nonché di magnesio e ferro è ottima per problemi di pressione alta, per i problemi cardiaci, è disintossicante per il fegato, e aiuta l'organismo a depurarsi dalle scorie radioattive e dai metalli pesanti. Gli alginati, fibre colloidali di cui è ricca, proteggono e leniscono le mucose gastriche e possono trovare impiego nei problemi di acidità gastrica e reflusso gastroesofageo (fonte: Wikipedia). Che volete di più da un alga che vi lava e che stira pure i panni?? :)

CANTON NOODLE CON GAMBERETTI, VERDURE E ALGA WAKAME

200 gr di canton noodle
100 gr gamberetti
1 cucchiaio di alga wakame essiccata
10 pachino
20 fagiolini
1/4 di cipolla bianca
olio di riso
salsa di soia (a piacere) oppure sale

Cuocere i noodle in acqua salata 3 minuti scarsi da quando l'acqua è in ebollizione.
In un wok stufare la cipolla tritata e aggiungere i pachino tagliati a metà. I fagiolini già lessati e tagliati all'orientale (cioè con tagli obliqui) solo alla fine i gamberetti. Salare o aggiungere 1 cucchio di salsa di soia.
Mettere in ammollo l'alga wakamè per 5 minuti, farla rinvenire e saltare in padella insieme alla pasta.

Ladies and Gentlemen, dopo questa ricettina vi lascio anche i miei saluti, sto per partire, non so se avrò modo fuori di connettermi e salutarvi. Me lo auguro. Intanto vi lascio un abbraccio a da qui! A presto

Piccole insalatine di farro con pesto alla genovese e brie

PESTO addicted? Si!
Chi non ama questo tipo di condimento mediterraneo e profumato? E chi almeno una volta non ha sperimentato qualche variante di questo? Rosso, verde e persino giallo... Insomma se ci si vuole sbizzarrire con il pesto si può davvero!
Mi sono accorta che nonostante il caldo non ho postato ancora nessuna ricetta di pasta fredda o piatto analogo, accidenti devo un pochino recuperare!!
Il farro, sapete tutti che è uno di quei cereali "riscoperti" ed è tornato ad essere utilizzato sulle nostre tavole come alternativa al riso, contiene percentuali altissime di magnesio, provitamina A, fibre che non affaticano l’intestino, che è privo di crusca e quindi digeribilissimo, sazia velocemente, non provoca gonfiori e non dà pesantezza.
Si può acquistare sia decorticato, sia perlato (in questo caso i tempi di cottura sono ridotti) cioè senza glumetta (pellicina esterna). Ormai diffusissimo ne esistono numerose versioni in scatola anche già cotte.
Io avevo acquistato il farro della zone di Garfagnana, in Toscana non hanno mai abbandonato l'utilizzo di questo prodotto, ed ora è IGP, viene ancora brillato con macine in pietra.

INSALATINE DI FARRO CON PESTO E BRIE

200 gr di farro della Garfagnana
100 gr di brie
3 cucchiai di pesto alla genovese
1 manciata di pinoli

Pesto alla genovese:
4 mazzetti di basilico
pinoli
2 spicchi d'aglio
3 cucchiai di parmiggiano reggiano
1 bicchiere di olio evo
1 cucchiaino di sale marino grosso
(Unire gli ingredienti pestandoli in un mortaio di pietra)

Mettere il farro in ammollo per 12 ore. Lessarlo in abbondante acqua salata per 60 minuti. Scolarlo e lasciarlo intiepidire.
Aggiungere il pesto e aggiungere il brie tagliato a dadini dopo averlo messo un pochino in freezer xchè i pezzetti rimangano interi.
Tostare dei pinoli e aggiungerli interi all'insalata, per dare la parte croccante alla ricetta (simone Rugiati insegna...). conservare un ora in frigo prima di servirla.
Con questa ricetta partecipo al concorso di "Un tocco di zenzero": Più pesto per tutti, che Sandra sta portando avanti magnificamente in collaborazione con Palatifini.


Per ultimo, ma non per importanza, ringrazio Imma di "Dolci a go go!" per il bellissimo dono... Guardate che amore??