Visualizzazione post con etichetta salse e condimenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta salse e condimenti. Mostra tutti i post

Insalata di cavolo verza con finta maionese

Insalata di cavolo verza con finta mainese

Vi mancava la ricettina di Simone Rugiati? E come non lo so? Era già un pò che da queste parti non se ne parlava, non trovate? E va bene l'ho anche ammesso da quando, su facebook mi sono iscritta al gruppo "Noi che... l'uomo ideale l'abbiamo trovato si chiama Simone Rugiati" mi sono proprio superata! Ad ogni modo, mentre guardavo il nuovo look di Simone con i capelli ossigenati... Ho anche seguito la sua ricetta.
Mi ha colpito questa "finta maionese" che ho subito provato a rifare. Mi piace molto il gusto della mostarda, e sono sempre alla ricerca di idee nuove per utilizzarla, dato il magico barattolino acquistato proprio di quel di Digione, mentre ci si dirigeva verso la Marne. Il mio consiglio è di usare la salsina per accompagnare verdure e pinzimoni, ma anche carni bianche come pollo o magari pesce. La ricetta di Rugiati infatti prevedeva del pollo impanato e fritto da mangiare insieme a questa insalata. Il gusto della salsa è lievemente pungente e acidulo, chiaro che la mostarda si sente, ma è addolcita dallo yogurt, poi volete considerarla al livello calorico? Nemmeno si può paragonare alla maionese.

INSALATA DI CAVOLO VERZA CON FINTA MAIONESE

cavolo verza biologico
1 yogurt greco
mostarda dolce di Digione
olio evo
sale e pepe

Sfogliare il cavolo, lavorare le foglie e affettarle sottilmente.
Aggiungere allo yogurt, la mostarda il rapporto deve essere 3 a 1, mescolare e aggiungere l'olio a filo continuando a mescolare con una frusta, quando il composto avrà raggiunto una consistenza abbastanza fluida, salare pepare e condire il cavolo con la salsa.

Pesto di fiori di zucca, colatura di alici e semi di girasole

Ho un vera passione per i pesti, li trovo condimenti davvero pratici, veloci da preparare ed inotre lasciano ampio spazio alla fantasia. Tra tante prove che ho fatto devo dire che il classico alla genovese rimane sempre il mio preferito, anche se quelli con i pomodorini devo dire che mi piacciono molto. Ma l'amore al primo assaggio è stato questo che vi proprongo oggi.
Per ottenere un buon risultato con i pesti tutti suggeriscono di lavorarli in meno possibile e preferibilmente con mortaio e pestello. Se in alternativa si usa il frullatore non scegliere lame in metallo che non consentono alle foglie di sprigionare al meglio i loro profumi inoltre si surriscaldano e le foglioline usate si ossidano dando al composto un sapore più amaro. Simone Rugiati, invece consiglia, nel caso del frullatore, di lavorare il pesto mandando le lame del frullatore ad intermittenza, senza dargli il tempo di surriscaldare (che è poi quello che ho fatto io). Con 3 o 4 "mandate" riuscirete ad ottenere la giusta consistenza. Nel mio caso ho aggiunto la colatura di alici di Cetara... Bè la morte dei fiori di zucca è con le alici e formaggio no? OK! Stesso abbinamento riprosposto PESTATO! :)



PESTO DI FIORI DI ZUCCA, COLATURA DI ALICI E SEMI DI GIRASOLE

100 gr di fiori di zucchina feschissimi
150 gr di Parmigiano reggiano
100 gr di semi di girasole
10 foglie di basilico napoletano
1 cucchiaio di olio evo
Colatura di alici di cetara

Pulire bene i fiori dal pistillo e conservare sole le corolle, lavare e fatte asciugare. Grattuggiare il parmigiano e inserirlo nel boccale del frullatore con l’olio i semi. Dare una prima frullata. Aggiungere la colatura di alici, questa è a vostro gusto non c’è una dose precisa, io ne ho messi 3 cucchiai e non ho aggiunto sale. Inserire nel boccale il basilico e i fiori di zucca. Dando due o tre frullate rapide si dovrebbe ottenere la giusta consistenza.
Scolare la pasta al dente e condirla con questo pesto. Se vi sembra sciapa (a mio parere non lo è) potete anche aggiungere altro parmigiano.

AH! Quello che avanza è possibile congelarlo, altrimenti il giorno successivo scurisce dato che è molto delicato, io l'ho fatto usando dei bicchierini da caffè in plastica in modo da avere la giusta dose per due persone.

Olio al peperoncino fresco di Cayenna

Olio al peperoncino

Mr. Peperoncino rosso di Cayenna, acquistato e coltivato pazientemente in giardino è annoverato nella categoria dei peperoncini "molto piccanti" anche se non è tra i più piccanti del mondo, per i quali ricordo l'Habanero.
Il nome deriva dalla città di Cayenna nella Gujana francese e il termine "cayenna" viene spesso usato per indicare qualsiasi tipo di peperoncino, della stessa famiglia è anche il notissimo pepe.
Per il grado di piccantezza potete guardare qui la gradazione sulla scala di Scoville.
I modi di conservare il peperoncino sono principalemte due: seccarlo, o mettelo in barattoli. Io ho deciso per il secondo tipo, quindi fondamentale in questo caso è: l'OLIO. Extravergine d'oliva premuto a freddo. Per quel che mi riguarda (già decantate origini abruzzesi di mia madre) noi lo facciamo con le nostre olive nella zona del Chietino.

OLIO AL PEPERONCINO FRESCO DI CAYENNA (1 barattolo)

100 gr peperoncini rossi di Cayenna freschi
3,5 dl di olio extravergine di oliva
sale

Prima di fare tutte le operazioni è consigliabile usare dei guanti e star bene attenti agli occhi.
Tagliare a pezzi i peperoncini freschi e disporli su una teglia da forno, salarli lasciarli evaporare in modo che perdano l'umidità, usando il forno al minimo con lo sportello aperto. Lasciarli così un ora abbondante, senza farli cuocere però.
questo perchè non debbono cuocere ma solo deumidificarsi.
A questo punto raccogliere tutti i peperoncini in un barattolo e coprirli con l'olio extravergine lasciando un centimetro di aria.
Chiudere bene i barattoli e inserirli in una pentola con doppio fondo piena di acqua. Lasciar bollire i barattoli per almeno 20 minuti.
Dopo una settimana si possono consumare, usando questo procedimento il barattoli non sono a rischio botulino e muffe, a patto di rabboccare l'olio quando i peperoncini cominciano a 'scoprirsi'. Nel senso che i peperoncini devono sempre essere coperti dall'olio perchè non vadano a male.

Ragù nonna style


A casa mia ancora non è sparita l'abitudine di fare le bottiglie di conserva dei nostri pomodori. Già! Mia nonna (84 anni) insieme ai miei genitori, 2 giorni l'anno si impegnano a: passare, pelare, spremere, imbottigliare, bollire, chiudere le preziosissime bottiglie di pomodoro. Il sugo di mia nonna nasce quindi da questa conserva di pomodori fatta in casa. Anche quando lo faccio io viene con il medesimo sapore, sempre a patto di usare le magiche bottiglie. Non amo i sughi troppo pesanti e ricchi di grassi, di carne di maiale e con questo infatti mi trovo una meraviglia!

RAGU' NONNA STYLE

500 gr di carne trita di vitellone
1 bottiglia di passata di pomodoro (750 gr)
1 cipolla
1 carota
1 cuore di sedano
mezzo bicchiere di vino bianco
olio d'oliva
prezzemolo fresco o altre erbe di stagione (in estate il basilico)

Il primo passo è macinare la carne... Mia nonna non compra mai il macinato! Infatti la macina da sola in casa con il tritacarne. Io ho il robot da cucina che fa anche questo quindi si compra la carne intera e si macina fresca.
In una pentola soffriggere in olio: il sedano la carota e la cipolla tritati finemente per qualche minuto. Aggiungere la carne tritata e mescolareco un a spatola sfumando con il vino. Aggiungete la passata di pomodoro e continuate la cottura a fuoco lento per almeno 1 ora e mezza. Aggiungere per finire il prezzemolo tritato e aggiustare di sale.