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Pesche al vino in Oneglass

pesche al vino

Con le temperature che salgono e i termometri che ormai schizzano verso l'alto, abbiamo voglia di mangiare cibi freschi e dissetanti, non parliamo della voglia di cucinare che chiaramente sparisce insieme alla fame. Mentre in questo primo weekend di luglio voi sarete già tutti belli spaparanzati in spiaggia e io a casa, mi è venuto in mente che è un pochino che manco dai nostri incontri semifestivi in cui si parla di drinks ed era ora di rimediare. Il colore di quello che beviamo secondo me è legato alla stagione in cui ci troviamo, mentre in inverno prediligiamo colori più forti e scuri in estate la mia scelta ricade su quel qualcosa che anche al primo colpo d'occhio ci trasmetta freschezza. Questa è la ragione per cui di solito per le mie pesche al vino preferisco usare vino bianco. Un bianco che sia di buona qualità e ricco di aromi è quello che fa al caso nostro:

PESCHE AL VINO

200 ml di vermentino (2 confezioni oneglass)
1 pesca noce soda bio
poco zucchero

Tagliare la pesca a spicchi condirla con dello zucchero e mescolare bene. Prendere il vino fresco di frigorifero e versatelo sulla pesca per coprirla tutta. Lasciate riposare in frigorifero qualche ora prima di servire. C'è chi ci aggiunge anche la cannella ma secondo me con un vino profumato e aromatico come il vermentino non necessiterebbe nemmeno dell'aggiunta di zucchero.
Bagnare il bordo del bicchiere con acqua brinarlo con dello zucchero semolato e riempire i bicchieri con le pesche al vino.
Servire come chiudi pasto nelle calde sere d'estate.

L'idea di Oneglass l'ho trovata subito molto simpatica. Mi sono già vista pronta per il mio picnic senza dover portare dietro pesanti bottiglie in vetro per poi sprecane mezza. Si può scegliere il vino che preferite tuffarlo nella borsetta ed è pronto per "stapparlo" o "strapparlo" in riva al mare e gustarsi ancora di più un romantico tramonto... Proprio a proposito di weekend!

oneglass

Torta morbida alle fragole

Torta morbida alle fragole

Non era previsto che oggi scrivessi, ma vi capita mai di aver voglia di battere le dita sui tasti e voler scrivere, quasi fosse una terapia, il blog è stato sempre in grado di farmi star bene e riprendere dai momenti tristi. Ieri i funerali di Del Lucchese a Testaccio, Santa Maria Liberatrice piena di persone e io ero lì per Marco, per salutare il suo papà (o babbo come lo chiama lui), un inutile conforto lo so, come anche queste parole che ti dedico. Ma io sono qui quando vuoi...

Torta alle fragole

La ricetta di oggi è tratta dal mensile del Corriere, non ho resistito a fare le mie modifiche, volevo anzitutto più fragole, non solo sopra ma anche in mezzo al dolce, quindi ho triplicato la dose di fragole e aumentato un pochino il lievito. Il risultato è una torta morbida e umida, con tante fragole da mangiare fetta dopo fetta, nei pomeriggi di sole, magari in campagna Marco? Magari mentre verniciamo le tue pachine, una rosa e una viola allora?

TORTA MORBIDA ALLE FRAGOLE
(dosi per stampo da 20 cm)

250 g di farina
180 g di zucchero semolato
130 g di burro
180 g di fragole
60 g di zucchero a velo
4 uova
1 bustina di lievito
1 dl di latte

Lavate e mondate le fragole, 60 gr cospargetele con un cucchaio di zucchero a velo e lasciatele da parte. Gli altri 120 gr andranno amalgamati con l'impasto.
Lavorate 120 gr di burro morbido insieme allo zucchero semolato, con il dorso si un cucchiaio fino ad ottenere un composto cremoso. Unitevi un tuorlo e mescolate , aggiungete il secondo mescolate e cosi via aggiungete tutti i tuorli. Versate il latte e mescolate. Raccogliete gli albumi in una ciotola.
Mescolate il lievito con la farina e setacciatelo nel composto delle uova e burro.Dovete ottenere una pasta senza grumi. Montate a neve gli albumi, aggiungeteli alla pasta mescolando molto delicatamente dall'alto verso il basso.  Versate tutto nella tortiera, aggiungete i 120 gr di fragole tagliate grossolanamente anche sopra (tanto sprofonderanno da sole). Infornare a 180 °C per circa 45 minuti, aggiungere sopra gli ultimi 60 gr di fragole e cuocere ancora 15 minuti (vi ricordo sempre che i miei tempi sono un pochino più lunghi perchè ho un forno statico). Sfornate e lasciate raffreddare.Cospargete la torta con lo zucchero a velo rimasto prima di servirla, se ne avete voglia io non l'ho fatto.

Con questa ricetta partecipo al corncorso di Juls' Kitchen in collaborazione con Macchine alimentari: Ricetta per la felicità e la dedico a Marco

Insalata con tofu rosso e fragole, al balsamico.

Insalata tofu rosso e fragole, al balsamico

Capita che ogni tanto ci scappi quel panetto di tofu nel carello della spesa e ogni volta penso a quale sarebbe il modo migliore per gustarlo. Come sapete spesso mi trovo bene con dei panetti già aromatizzati o che aromatizzo da sola.

Per saperne di più sul tofu, proprietà e usi prego dirigersi verso la mia rubrica di cucina naturale sul blog: Spigoloso del network dissapore.

Quando si parla di piatti così semplici da gustare "crudi" è importante che i condimenti siano di ottima qualità. L'aceto che ho usato è questo qui: Leonardi, l'olio è quello extra vergine d'oliva premuto a freddo biologico che produciamo noi nel Chietino e il sale è questo qui.

INSALATA DI TOFU ROSSO E FRAGOLE, AL BALSAMICO (2 porzioni)

40 gr Rughetta
20 gr germogli di soia
200 gr tofu rosso (un panetto)
10 fragole
Aceto balsamico tradizionale di Modena dop
olio evo
fleur de sal

In un padella antiaderente scottare leggermente il tofu tagliato a cubetti, lasciateli scottare girandoli di tanto in tanto fino al punto che cominceranno ad attaccarsi alla padella quindi, comporre l'nsalata mettendo un letto di rughetta e germogli di soia, il tofu saltato senza grassi aggiunti e le fragole a pezzettini. Condire con olio e sale di buona qualità e aggiungere qualche goccia di buon balsamico soprattutto sui pezzetti di fragola.

Alchechengi glassati al cioccolato

Alchechengi al cioccolato


Come è possibile non subire il fascino di questi piccoli frutti arancioni ancora non me lo spiego. Pensare che quando sono andata dal mio solito pusher di frutta e verdura e li ho visti lì sul bancone alla mia richiesta di acquistarli lui mi chiede "ma ti piacciono davvero gli alchechengi?" ed io (dato che li sto comprando, magari anche si) "si con il cioccolato si!" ;)
Al che lui dice "Secondo me sanno di pomodorini acerbi!" AHAHAH! Rido io, e mi viene da dire che la cosa non mi soprende affatto dato che stiamo parlando della stessa famiglia di piante, le Solanaceae, quindi non si stava dicendo nessuna bestialità. Poi, come ogni cosa "degustibus..." chiaramente!
Gli Alchechengi (Physalis alkekengi) , contengono moltissima vitamina C, tannino , acido citrico e zucchero, pare che sia un toccasana per il vie urinarie dato che favorisce la diuresi. Si raccolgono nel mese di settembre quando sono maturi quindi sono frutti autunnali.
Potete anche vedere quelli di Camomilla o la versione caramellata di Zenzero e Cannella.

ALCHECHENGI GLASSATI AL CIOCCOLATO

Alchechengi
gocce di cioccolato fondente al 70%
zucchero a velo

Sciogliere le gocce di cioccolato a bagnomaria, quando sarà ben liquido aggiungere dello zucchero a velo per farlo un pochino addensare e fare la glassa.
Aprire delicatamente gli alchechengi liberando il frutto dal suo involucro ma lasciandolo attaccato e girato nel verso opposto in cui era prima. Immergere i frutti nel cioccolato e disporli su un foglio di cartaforno ad aspettare che solidifichi a temperatura ambiente.
Quando il cioccolato sarà indurito possono essere mangiati.

Bicchieri con caki, amaretti e cioccolato

Bicchieri di caki alla vaniglia, amaretti e cioccolato

AH! Oggi sono proprio soddisfatta riesco finalmente a riproporvi un'altra ricettina sciuè sciuè del mio grande amore Simone Rugiati! A proposito... Vogliamo parlare di quanto è decaduto il suo programma "oggi cucino in..."? Ragazzi sta per passare hai livelli di "Mattia detto fatto"! Ridatemi il mio Simone Rugiati un pochino più in veste professional!!! :)
Scherzi a parte questo blog sta davvero scadendo in discorsi da "Signora Maria..."
Alziamo quindi il tono di questo post... Parliamo del tempo? Non ci sono proprio più le mezze stagioni... Parliamo del traffico di Roma? Un delirio sul raccordo oggi.... Ma che te lo dico a fa! AHAHA! Sono proprio schizzofrenica! Ma oggi di essere seria non ne ho voglia!
Quindi mentre scrivo questa ricetta facile facile continuerò a pensare al sorriso di Simone e a cominciare a escogitare un piano per conoscerlo facendogli le poste sotto gli studio del Gambero Rosso... ;) Solo per dirgli che è ora che torna a fare un pò più il serio!
Demenza a parte ecco la ricetta:

BICCHIERI CON CAKI, AMARETTI E CIOCCOLATO (2 bicchieri)

2 caki
4 amaretti
1 bacca di vaniglia
50 gr di cioccolato fondente al 70%
10 ml di latte

Sbucciare i caki, ricavarne la polpa mettendola in un contenitore adatto al frullatore ad immersione. Aggiungere alla frutta la parte interna di una bacca di vaniglia. Procedete in questo modo: tagliare la bacca a metà passare su ogni lato interno del baccello il coltello e prelendo i semini neri che esso racchiude.
Con il frullatore ad immersione montate la polpa dei caki incorporando aria.
Far fondere il cioccolato aggiungendo poco latte o anche panna da montare, appena il composto è liquido togliere dal fuoco.
Sbriciolare gli amaretti disporli in fondo al flute al calice o qualsiasi bicchiere abbiate scelto, sopra disporre la polpa di caki soprà la cremina al cioccolato guarnire con altri amaretti, interi o sbriciolati.

Prosciutto fresco con uva fragola e rosmarino

Prosciutto di maiale con uva fragola e rosmarino

Se lo dice Sigrid ci fidiamo tutti! Uva fragola e rosmarino si può fare, "fa rima e c'è"! :))
Ma leggi che ti rileggi e sfoglia che ti risfoglia questa bella rivista che esce mensilmente con il Corriere della sera mi sono lasciata tentare dalle tante ricettine con l'uva. Certo che ne esistono davvero tantissime qualità? Di uve intendo. Soprattutto esistono davvero moltissime ricette nella nostra tradizione gastronomica che ne prevedono l'utilizzo. Solo per farne un piccolo elenco:
Sugol (budino di mosto d'uva diffuso diffuso in Emilia, Mantovano e Veneto)
Salsicce con l'uva (specialità umbra, le salsicce vengono rosaolate in padella con uva bianca)
Schiacciata con l'uva (tipicamente toscana)
Per non parlare poi di tutte le preparazioni con l'uva passa...
Insomma l'uva si mangia sempre anche da sola o in abbinamento a formaggi. Quest'estate in Inghilterra notavo che andava per la maggiore e io nonostante tutto non li avevo mai mangiati insieme! Incredibile ma vero! Si dice del formaggio con le pere, ma formaggio e uva avete provato? Magari ero solo io a non saperlo! :) Ad ogni modo meglio scoprirlo tardi che mai!

PROSCIUTTO DI MAIALE CON UVA FRAGOLA E ROSMARINO

4 fette di prosciutto fresco di maiale
70 gr di uva fragola
1 rametto di rosmarino
1 bicchiere di barbera
olio evo
sale in fiocchi
spinaci (per contorno)

Aprire tutti gli acini d'uva e eliminare i semini.
In una padella cuocere la carne con l'olio e il rosmarino, salandola da ambo i lati e aggiungendo il bicchiere di barbera. Togliere la carne dalla padella per non farla cuocere troppo e indurire, e scaldare in padella gli acini d'uva 10 minuti il tempo di farli disfare. Ultimanre la cottura della carne insieme al condimento eventualmente aggiustando di sale.
Io ho servito la carne su un letto di spinaci freschi saltati con poco aglio.


... In the cinema for love:

Questa piccola postilla al termine dei miei post, è di nuova creazione. E' bello condividere con voi la mia passione per la cucina e mi piacerebbe farlo anche per quel che riguarda il cinema.
Perciò quando avrò modo condividerò con voi i film che vedo. Potrete collegarvi al mio account o leggere la recensione del film di oggi:

Crema di meloncello


E' pronto! Dopo diversi giorni di attesa anche questo liquore è pronto per essere assaggiato...
Scusate la foto che non rende minimamente ne il colore ne la consistenza, dovrò raccontarvelo io a parole.
Questo liquore cremoso ha un colore arancione pallido (non il rosa strano che si vede qui)! Profumato e con un sapore di melone, abbastanza intenso che prima arriva alle narici e poi al palato, abbastanza dolce, ma non tanto quanto le creme comprate. Dopo averlo preparato è consigliabile tenerlo nel congelatore e quando bisogna servirlo è meglio agitarlo bene.
Inutile dire che la riuscita di questo liquore non è la stessa se non usate meloni profumatissimi e molti dolci, quelli estivi, assolutamente bio, io consiglierei i cantalupo, dato che si usa anche la buccia... OK! Ok! Tanto la buccia si mette nell'alcool che strerilizza tutto! ... Ma quanto poi sia vero questo non lo so! Forse bisognerebbe chiedere al mitico Bressanini.

CREMA DI MELONCELLO ( in 7 giorni)

1 melone (circa 350 gr)
400 gr di alcool puro a 95°
1 litro di latte
400 gr di zucchero
250 gr di panna per dolci

Lavare il melone tagliarlo e pulirlo solo dai filamenti interni. Farlo a pezzi con la buccia metterlo in un conteniture che possa essere chiuso. Versarci sopra l'alcool, schiacciare un pò il melone con una forchetta e mettere al buio il conteniture chiuso. Io ho avuto bisogno di 400 gr di alcool perchè il mio melone era abbastanza grande, ma considerate che se avete un melone più piccolino mettetene il quantitativo sufficiente in modo tale che il frutto ne risulti tutto coperto.
Lasciar riposare per 7 giorni, agitandolo quando ve ne ricordate.
Il sesto giorno in una pentola molto capiente unire il latte e la panna e cuocerli insieme fino all'ebollizione, da qui continuando a mescolare lasciate cuocere a fiamma bassa per 30 minuti. Trascoso tale tempo chiudere la pentola e lasciar riposare tutta la notte.
Il giorno successivo, cioè il settimo giorno, filtrare l'alcool il cui avete lasciato macerare il melone. Aggiungerlo al latte. Conservare in freezer, e bere trascorsa un altra settimana.
Con queste dosi ho attenuto circa 4 litri di meloncello

Schiacciata alla cannella con uva fragola


Tripudio di post sulla famosa schiacciata toscana (anzi Fiorentina) con l'uva... L'ho vista in talmente tanto blog che ormai ho perso il conto! Ma evidentemente sarà perchè ne vale davvero la pena??
Forse perchè? La consistenza come dire? "succosa" di questo dolce conquista al primo assaggio?
L'impasto morbido e zuccheroso fa da contorno all'uva avvolgendola dolcemente e questa via via che si cuoce crea... Un'idea di marmellata? Un idea di mosto? Non saprei definirlo. Nell'impasto lievitato ho aggiunto un pizzico di cannella, giusto per dare un lieve profumo, che si potesse percepire, ma non sentire dato che la vera protagonista di questo dolce deve essere l'uva. Di solito la cannella sposa bene con la frutta e con molte confetture in questo caso il lieve accenno si sentiva solo nel profumo ma non al palato.
Dopo aver letto la versione di Carolina, Sigrid, Furfecchia, Elga e Juls ho usato questa versione:

SCHIACCIATA ALLA CANNELLA CON UVA FRAGOLA

1 kg di uva fragola
500 gr di farina
150 gr di zucchero di canna
1 cubetto di lievito di birra
1 bicchiere d'acqua
2 cm di stecca di cannella
olio evo
sale

Armatevi di santa pazienza e cominciate a pian piano a sganare l'uva lavarla, tagliare a metà ogni acino e togliere i semini. L'operazione per un 1kg di uva richiede 40-45 min... Se non optate per lasciare e semi! :)
Sciogliete il lievito in acqua. Nell'impastatrice mettere la farina, 2 cucchiai di zucchero, una grattatina di cannella, un pizzico di sale e cominciate a impastare aggiungendo via via l'acqua con il lievito, fino a che non otterrete un impasto della consistenza della pizza. Lasciatelo riposare per 2 ore. Dopo stendete 2/3 dell'impasto su una teglia da forno ben unta d'olio. Ora lasciando un margine abbondate di 5 cm, sistemate gli acini d'uva, circa 750 gr, cospargere con lo zucchero di canna (ma lasciatene da parte ancora un cucchiaio). Prendere a questo punto il restante impasto allargarlo e disporlo sopra all'uva in modo da chiuderla in un fagotto, tirare su i lembi della pasta sottostante e con le mani. Date una forma rettangolare al tutto facendo aderire la parte inferiore e superiore della pasta.
Disporre l'uva restante sulla superficie schiacciandola un poco e usare lo zucchero rimanente anche sulla superficie. Questo caramellerà leggermente la superficie rendendo la pasta ancora più golosa. Cuocere a 180° per 1 ora (forno statico) credo 40 minuti in quello ventilato.

Scusate qualche problema tecnico questa mattina!! Sono comparsi dei post involontariamente

Fragole e pamigiano all'aceto balsamico


Non so chi abbia inventato questo abbinamento, ma senza dubbio merita i miei complimenti perchè colui o colei che ha per primo pensato di mettere insieme questi tre sapori merita davvero un applauso. Io per la prima volta l'ho assaggiato durante un aperitivo e ne sono rimasta colpita... Quindi quando finalmente da Modena i miei hanno portato l'aceto Leonardi (50 anni) non ho avuto dubbi di come sfruttarlo al meglio! Viene fuori un insalata fresca: il dolce delle fragole e la loro morbidezza di sposa benissimo con il sapore più forte e deciso del pamigiano, ambedue i sapori sono valorizzati dall'aceto. Da provare anche solo parmigiano e balsamico e solo fragole e balsamico se ancora non l'avete fatto.
Ma ora passiamo alla non ricetta, dato che è solo un assemblaggio di ingredienti:

FRAGOLE E PARMIGIANO ALLA'ACETO BALSAMICO

200 gr di parmigiano reggiano
1 cucchiaino di aceto balsamico a porzione
(grambi di sedano tagliati per guarnire)

Pulire le fragole e tagliarle a pezzetti, le fragole di Terracina non hanno bisogno di ulteriori condimenti restano dolcissime anche così. Tagliare a quadrettini il parmigiano, mescolare. Con un cucchiaio inserire il composto in un coppapasta e condire con aceto

Con questi 3 ingredienti partecipo subitosubito alla raccolta di Pan di Panna: La prova del 3


Bento per picnic di maggio

La carrellata di ricette di questa settimana pensavate fossero tutte a caso? Eh no! Invece erano la storia di un percorso organizzato e studiato con estrema precisione per giungere proprio qui... Al fine settimana. Facciamo quindi un riassuntino delle puntate precedenti tutte in una scatola!
Ricordate il mio primo bento? Ok! Adesso che ho capito come funziona, mi sono impegnata di più e ho realizzato anche il secondo! In realtà oggi non vi scrivo una vera ricetta ma posto solamente qualche idea utile per fare un picnic o per realizzare un bento.

BENTO PER PICNIC DI MAGGIO

- Fave al sale
- salsa di soia (per gli onigiri) nel contenitore celeste
- seitan fumè mediterraneo
- carote con maionese di soia bio
- uovo sodo con egg mold

Solo qualche suggerimento per fare le uova con l'egg mold:
Scegliere uova medio-piccole e metterle sul fuoco in un pentolino con acqua. Mentre l'acqua va in ebollizione girare spesso il liquido sempre nello stesso verso. Serve per far posizionare il tuorlo esattamente al centro dell'uovo. Cuocere un paio di minuti dopo che l'acqua ha raggiunto il bollore. Dopo di che sbucciarle come un qualsiasi uovo sodo. A questo punto prendere lo stampino e inserirvi dentro l'uovo. Non importa se premendo l'albume si scalfirà un poco o andrà fuori dalla forma esatta chiudete comunque lo stampo e immergetelo in acqua fredda. Aspettare una decina di minuti e estrarli. Aspendo gli stampini... MAGIA! Avranno le forme desiderate!

Accompagnare il picnic con un birra giapponese gelata.
E per finire? Si poteva stare senza dolcetto e frutta? Nooooo


- Mela lime e cannella
- Kiwi al limone

Buon fine settimana e buoni picnic!
Con questa ricetta partecipo alla racconta di Desperate houseviz: Ricetta da schiscetta

O-Bento con mela lime e cannella


Ma quanto sono belli gli O-Bento giapponesi? Io non finirei mai di comprare tutti quei fantastici accessorini, quelle colorate formine, mi sembra di avere ogni volta un giochino nuovo! Spesso mi chiedo come mai in molti ragazzi e ragazze della nostra età di riscontra questa questa attrazione e a volte mania nipponica. Solamente perchè ora va di moda? Mi chiedo. La realtà, almeno la risposta che mi sono data io deriva dal fatto che sin da bambini siamo cresciuti davanti a televisoni accesse (io poco per fortuna!) che ci trasmettevano immagini di cartoni animati giapponesi e che volenti o nolenti sono entrati nel nostro immaginario, legandoci al ricordo di quelle puntate inesorabilmente, il fatto di ritrovare faccine e cartoni animati nei bento è qualcosa di eccezionale non trovate?
Questo è il mio primo esperimento, un pochino triste a dire il vero... MA non potevo non postarlo. Se non altro per farvi vedere il mio nuovo acquisto! Come al solito Laura the happy housewife in questo mi sta facendo scuola!

O-BENTO con MELA LIME E CANNELLA

Fave
prosciutto cotto
emmental
mela
cannella
lime
Sgusciare le fave. Tagliare il prosciutto cotto e avvolgerlo intorno alle listarelle di Emmental (..e in questo momento mi sono chiesta il perchè non acquisto mai le sottilette? Avrebbero fatto si che i rotolini venisse perfetti!). Tagliare la mela a dadini e condirla con succo di lime e cannella grattata.
Per ultimo, ma non in ordine di importanza un bellissimo pensiero mi è giunto da:
Pagnottella mi ha regalato questa bella emozione... Un premio meraviglioso e tutto primaverile!

Pere al rum con mousse di cioccolato alle nocciole


Pere e cioccolato? Un classico intramontabile... Ma quanto stanno bene insieme? Io ne vado matta! Prima che la stagione per questo frutto, finisca del tutto vi propongo un dessert che utilizza proprio questo abbinamento. Come Simone Rugiati insegna il piatto non deve essere piatto, ma smosso, sevono quindi i giusti contrasti... allora perchè non scaldare le pere e servirle con un mousse fredda? E magari alla cremosità della muosse aggiugere la croccantezza delle nocciole intere? Insomma un vero peccato di gola!
Per la ricetta della mousse ho utilizzato quella presa da un libricino, regalatomi inaspettamente e per questo davvero gradito! Il libretto in questione è: Dolci al cucchiaio, sorbetti e gelati.
Ve lo presento la ricetta:

PERE AL RUM CON MOUSSE DI CIOCCOLATO ALLE NOCCIOLE (x2)

2 pere Williams
1 bicchierino da caffè di rum
1 cucchiaio di zucchero di canna

150 gr di cioccolato fondente 70%
1 uovo
1 cucchiaino di caffè solubile
20 gr di burro
acqua
20 nocciole
zucchero a velo

Per la mousse:
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato con il burro, aggiungere il caffè e 1 cucchiaio di acqua tiepida. Incorporare il tuorlo leggermente sbattuto e l'albume montato a neve. Aggiungere le nocciole. Andrebbe conservato in frigo per almeno 3 ore... Ma nel mio caso ho aspettato meno ed è rimasta una mousse piuttosto liquida.

Tagliate le pere spicchi e caramellarle in padella con lo zucchero di canna, sfumando con il rum. Disporre le pere ben calde su di un piatto e coprirle per metà con la mousse. Spolverare tutto con dello zucchero a velo.

Purea di fragole allo champagne


C'era una volta F. Girardet chef nell'arcinoto ristorante dell' Hotel de Ville Crissier in Svizzera, ora passato di mano al suo successore P.Rochat che da il nome al ristorante. Si dice che lui abbia inventato "la prima grande cucina creatina"; Girardet è anche il titolo del libro che è uscito ormai qualche settimana fa in edicola, con la racconta che sto facendo di cui vi avevo parlato già qui.
Insomma tutto questo preambolo per arrivare al dunque e dire: chi viene con me a provare questo ristorante??? :)))
No scherzo! Tutto questo per dire che ho provato a realizzare una sua ricetta, anche se alla fine l'ho del tutto snaturata da quello che era in origine... :) Va bè dai! Posso dire che che ho tratto ispirazione... Dunque nell'originale c'erano le fragline di bosco io ho preso dal mio fruttivendolo delle fragole (vere! Non quelle cariche di pesticidi) fragole che a vederle erano proprio bruttine e piccoline. Certo nulla a che vedere sicuramente con quelle di bosco della ricetta ma ho voluto provare lo stesso! Buon risultato!

PUREA DI FRAGOLE ALLO CHAMPAGNE

250 gr di fragole
1 dl di Champagne (io avevo aperto un Moët & Chandon)
5o gr di zucchero
succo di mezzo limone
foglie di menta
Zucchero per brinare i bicchieri

Tagliare, pulire e lavare le fragole. Metterne da parte la metà e il resto frullarlo con lo zucchero e il succo di limone unire lo champagne e se necessario (dipende da quanto sono agre le fragole) aggiungere un altro pò di zucchero. Con questo succo condire le altre fragole. Inumidire leggermente il bordo del bicchiere con il succo di limone quindi passarlo nello zucchero. Guarnire con una fogliolina di menta