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La pizza del dream team

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La prima sfida da affrontare è stata: il caldo. Una torrida domenica di luglio, un pò per gioco, un pò per curiosità, un pò perchè quando dissapore chiama insomma, si è felici di andare...
Ci si ritrova a Melizzano, nel pressi di Benevento, a casa di Cristina e Maurizio per un incontro a tema pizza.
Il grosso forno, restaurato da Stefano Ferrara (un nome poco noto per quel che riguarda la costruzione dei forni artigianali :) ardeva nonostante i 40 gradi all'ombra. Chi infornava, chi stendeva, chi condiva.
Inizia Franco Pepe (Pizzeria Pepe), lui la pizza ancora la impasta a mano! Appena arrivati il primo assaggio è stato della sua famosa “Caiazzana”, fatta con fiordilatte, prosciutto crudo, olive di Caiazzo e scaglie di formaggio “cacio peruto”. Applauso!

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Non poteva mancare chi friggeva: l'ottimo Enzo Coccia (Pizzeria La Notizia) che si è cimentato in pizze fritte con pomodoro e mozzarella e con ricotta e pepe, gonfie, buone, difficilmente scorderò questo assaggio e il breve momento in cui mi spiegava come tenere le mani per stendere l'impasto crudo.
Al fianco di Coccia il grandissimo Antonio Tubelli di Timpani e Tempura, di cui già avevamo parlato.

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Arriva il turno di Sorbillo (c'è bisogno di presentarlo? L'omonima pizzeria a via dei Tribunali a Napoli?). Insieme a lui arriva il turno anche dei suoi ingredienti d'eccezione, ma sentito parlare del pomodoro nero? Mai sentito parlare della suo famoso superpomodoro? Ecco!
Assaggiata anche la pizza con il pomodoro secco e aglio novello, diversa dalla prima di Pepe chiaramente, più sottile ma degna di nota. A dirla tutta la pizza di Sorbillo già la conoscevo essendo andata in loco a provala anche se in questa occasione ne ha realizzate di più particolari.

Progetto1Il dream team dei pizzaioli ha fatto sognare e non solo me, ma anche tutto il gruppo di Dissapore e i molti romani intervenuti all'evento tra cui i fooders (sempre grandi), Itaian Linguini (il più noto diplomato in parandanza), Il buon Vincenzo Pagano, Remigio , Liberati e sicuramente dimentico qualcuno. La piacevole compagnia è stata alietata dalla birra del birrificio campano Karma, un peccato dover andar via troppo presto e non essere riuscita ad assaggiare le ultime delizie di Sorbillo.

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Ma come diceva Cristina, la prossima volta la facciamo a novembre :)) qualche grado in meno avrebbe senz'altro aiutato.
Grazie a dissapore, gli organizzatori, ai gentili padroni di casa a tutti i cuochi d'eccezione intervenuti.

Pan brioche limone e mandorle

Pan brioche adriano

Il pan brioche di Adriano si contraddistinge dal fatto che è realizzato con il poolish, cioè un pre-impasto (semiliquido) lievitato che viena aggiungo al tradizionale (o quasi) impasto per il pan brioche.
Versione 2.0 del pan brioche latte e miele, fatto qualche tempo fa, quest'ultimo resta soffice per qualche giorno in più ma necessita di maggior tempo e attenzioni anche nella preparazione.
Il risultato finale è decisamente poco dolce quindi adattissimo ad essere spalmato con la mamellata che preferite o con la cremina al cioccolato di turno, e tuffato nella tazza del latte e caffè, tanto per darvi un idea. L'alternativa è invece salata: è possibile servirlo per un brunch anche accompagnato da affettati creando un piacevole contrasto tra pan brioche e sapidità del companatico, se vi piace.
Segue la ricetta con le mie piccolissime modifiche, la principale è quella di omettere la glassa e spolverare la brioche sono con zucchero a velo.
Chiaramente se decidete di utilizzare questa brioche per il salato saltate questo passaggio.

PAN BRIOCHE LIMONE E MANDORLE

500gr farina manitoba
200gr latte
135gr zucchero
100gr burro
2 uova
100gr farina di mandorle
65gr limone
7gr sale
12gr lievito fresco
zucchero a velo

La sera precedente:
Unire la farina di mandorle con il latte, solamente 150 gr, portare il composto ad ebollizione e lasciar freddare.
A parte di sciolgono 6 gr di lievito in poca acqua tiepida e si unisce il lievito a 75 gr di farina. Si mescola si uniscono i due comporti e si lascia il tutto riposare per la notte in frigo (Adriano suggerisce a 5°).

Il mattino:
Tirare fuori il poolish dal frigo e lasciarlo tornare a temperatura ambiente.
Sciogliere il lievito rimasto, gli altri 6 gr, nel restante latte, gli altri 50 gr, unire 50 gr di farina e lasciare anche questo impasto riposare fino a che non comincia a gonfiarsi. Sarà necessaria mezz'ora/40 minuti.

Grattuggiare la buccia del limone, solo la parte gialla e tenere da parte, pelare a vivo il limone eliminando le pellicine e frullare il tutto insieme allo zucchero.

Unire i due preimpasti, le uova (riservando un tuorlo) una manciata di farina mettere tutto in un impastatrice e cominciare ad impastare. Lasciamo compattare l’impasto, aumentiamo leggermente la velocità ed inseriamo la massa di limone a filo, alternandola con spolveri di farina e, una volta esaurito il tutto, uniamo il tuorlo ed il sale.

Uniamo il burro, appena plasmabile, in due volte, ribaltando spesso l’impasto nella ciotola.
Una volta incorporato, montiamo il gancio ed impastiamo a velocità sostenuta fino ad ottenere il velo. Conservare l'impasto al caldo e lasciar raddoppiare di volume.

All'ora di pranzo circa:
Rovesciare l’impasto sul piano di lavoro e dare le pieghe di tipo 2, coprire e dopo 15 minuti trasfere in uno stampo foderato di carta forno (io uno stampo quadrato 24x24 altrimenti due stampi da plumcake)

Lasciamo raddoppiare al caldo, Adriano dice a 26°, pennellare la superficie con un albume ed infornare a 180° fino a cottura, dovrà essere brunito sopra. Lasciar freddare e spolverare con lo zucchero a velo

Un ringraziamento: E' un vero piacere incontrare la movida foodblogger romana e non. La loro compagnia è sempre molto gradita, nonostante la serata un pò ventosa e un pò piovosa, Hande aka Vinoroma e Theo ci hanno ospitati per un incontro in cui il vino e le risate han fatto da padroni. Non sono mancati nemmeno gli appetitosi finger food di Hande, se è per quello. Grazie di tutto.

hande

Pane bianco alla menta

Pane bianco alla menta

Non so se capita anche a voi, sfogliare le riviste di cucina ed essere ammaliati da una bellissima foto e solamente dal titolo immaginare come poterla fare, senza nemmeno leggere la ricetta, senza nemmeno dargli una chance a quella povera ricettina lì stampata. E' il caso di dire che si è presi dall'ispirazione, oppure semplicemente si è partiti per la tangente del "come sarebbe se...", che si perde interesse in quello che è effettivamente. Mai capitato?
La rivista in questione è quella che cito più volentieri, la ricetta in questione è quella di un lievitato adatto all'estate che, tra l'altro, trova quasi un "parente" tra le pagine di questo blog la versione alla liquirizia. Sto parlando di un pane bianco salato, morbido, cotto nello steso stampo del plum cake e arricchito con tante foglioline di menta (chiaramente cresciuta nel mio giardino con tanto affetto!). Poi venitemi a dire che in cucina la componente sentimentale è acqua TZE!
Nella versione originale questo pane prevede l'utilizzo di zucchero (quanto non si sa!) molta più menta, ma vi assicuro che il quantitativo indicato è più che sufficiente per aromatizzare quanto basta.
Quindi passerei alla ricetta, anzi no, prima qualche consiglio per l'utilizzo: provate a farvi un semplicissimo panino con due fette di questo pane, stofinato d'aglio, un generoso strato di formaggio bianco cremoso qualche fettina di cetriolo, un filo d'olio e sale: ricorda nulla??
Sì è lui il panino allo tzatziki! :))
Non lo vedete adatto a questa sera per guardarsi la partita sul divano?


PANE BIANCO ALLA MENTA

200 gr di farina manitoba
100 gr di farina 00
12 gr di lievito di birra
150 gr di acqua (all'incirca)
20 gr di foglie di menta piperita
1 cucchiaino di malto
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio evo


La sera prima:
sciogliere 6 gr di lievito in 50 gr di acqua mescolare il lievito a 100 gr di farina. Impastare bene coprire con una pellicola trasparente e lasciare il frigorifero tutta la notte.
La mattina seguente:
sciogliere gli altri 6 gr di lievito in poca acqua, impastare con la manitoba, aggiungendo acqua quanto basta. Lasciar riposare questo impasto per circa un ora a temperatura ambiente, in modo che il lievito si attivi.
A questo punto impastare insieme i due impasti lievitati aggiungendo malto, olio, sale e la foglioline di menta tritate fini, al coltello in modo che non diventino nere.
Lasciar lievitare fino al raddoppio. Quattro ore circa.
Spostare il pane dentro uno stampo da plum cake, impastandolo un poco e taliando la superficie con un coltello affilato e aspettare ancora un ora prima di cuocerlo a 200 gradi per 30 minuti in forno preriscaldato.

Danubio salato

Danubio

Se cercavate quell'idea per un pic nic, se cercatavate quel piatto simpatico da portare a casa di amici per un buffet, potete andare sul sicuro con il Danubio. Già porzionato in tanti bocconcini da staccare uno ad uno e godersi l'impasto lievemente briochioso, lievemente "pizzoso" prima di incontrare il ripieno sapido e sostanzioso, insomma da provare. Sia la versione dolce che quella salata.
Per quanto riguarda questa ricetta viene direttamente dal blog più sincero della capitale, nonchè di una cara amica spacciatrice di lievito madre. Antonella le tue ricette sono davvero impeccabili!
Riporto la ricetta presa da lei con le modifiche (del ripieno) qui di seguito. Ma prima, una piccola segnalazione, per chi è a Roma: da questo weekend è iniziato il vinò forum, al quale conto di far un salto in settimana, ma non trovate anche voi che sia così bello sapere che questa settimana è spezzata da un mercoledì di festa? Un volta tanto non bisogna aspettare il weekend per rilassarsi un pò, a maggior ragione quindi una buona settimana a tutti.
AH! Quasi dimenticavo... Ma sapete che ho fatto il mio primo corso di cucina? Bè si, ho partecipato al corso di Finger food presso il Gambero Rosso con la carissima Alem, se leggendo il suo blog pensate che sia simpatica, dal vivo è proprio uno spasso! Il corso è stato interessantissimo, spero a breve di poter riproporre qualcosa di interessante! :))

DANUBIO SALATO (per uno stampo da 28 cm)

550 gr. farina manitoba
250 gr. latte
50 gr. olio extravergine
30 gr. di zucchero
10 gr. di sale
1/2 cubetto di lievito di birra
1 uovo intero

ripieno:
250 gr. stracchino
170 gr. bresaola tagliata a listarelle
1 uovo sbattuto per spennellare la superficie

Sciogliere il lievito nel latte tiepido (più sul fresco che sul caldo).
In una ciotola capiente, mettere la farina, lo zucchero e l'uovo. Aggiungere il lievito sciolto e cominciare ad impastare, a questo punto, unire l'olio e il sale e continuare ad impastare finchè non avremo ottenuto una bella pasta soda e liscia. Mettere in una ciotola coperto e far lievitare fino al raddoppio. Il mio ha impiegato 4 ore. Se avete meno tempo, potete mettere tutto il cubetto di lievito, in un oretta avrete ottenuto lo stesso risultato.
Intanto preparare la farcitura ,mischiando le striscioline di bresaola allo stracchino che avremo ammorbidito con un cucchiaio di legno.
Riprendere l'impasto lievitato e rilavorarlo un pochino, dopodichè dividerlo in quattro parti e ogni parte, di nuovo in quattro.
Stendere ogni pezzetto e mettere al centro un po' di farcia, quindi sigillare bene quello che sarà il fondo. Disporre le palline ottenute in una teglia seguite le foto espilcative che vedete qui e far lievitare ancora finchè non si uniscono, un ora abbondante. Spennellare la superficie con l'uovo sbattuto e infornare a 180° per 40 minuti (forno statico).

Grissini rustici


grissini

Idea da mettere in tavola per aperitivo oppure semplicemente da aggiungere al cestino del pane. A me piace preparali e metterli in un calice da vino, magari mettere calici diversi per gusti diversi. Di cosa sto parlando? Dei grissini homemade. Sono rapidi da preparare e di sicuro effetto.
Per la ricetta con il lievito madre ( quella che vedete nella foto) collegatevi alla mia rubrica di:

Altrimenti qui di seguito ho trascritto la ricetta se volete utilizzare il lievito chimico:

GRISSINI RUSTICI

250 gr farina 00
150 ml di acqua tiepida (approssimativamente)
10 gr lievito di birra
1 cucchiaino di sale ( circa 8 gr)
1 cucchiaino di malto d'orzo
tuorlo d'uovo per pennellare
semini vari per aromatizzarli (sesamo bianco e nero, sale affumicato, peperoncino)

Disporre la farina a fontana, al centro aggiungere l'acqua tiepida nella quale avrete sciolto il lievito. Impastare un pò e unire il malto e il sale, lavorare l'impasto per circa cinque minuti, deve risultare liscio e omogeneo.
Formare una palla e lasciarla lievitare mezz'ora. Trascorso tale tempo, riprendete l'impasto stendere la pasta con un mattarello e tagliare con una rondella delle strisce della larghezza che preferite.
Per ottenere i grissini "arrotolati" fare una strisciolina lunga il doppio di quelle normali piegarla a metà e intrecciarla come qui (min. 4:45).
Disporre i grissini sulla carta forno pennellarli con il tuorlo in modo da far attaccare i semini che avete scelto all'impasto. Io ho usato sesamo bianco e nero, sale affumicato e per alcuni del peperoncino in polvere.
Cuocere a forno preriscaldato a 180° per 30 minuti (forno statico)

Panini alla liquirizia

Panini alla liquirizia

Ero con Eva, sulle scalette esterne dei padiglioni del photshow, qualche tempo fa ormai... e si parlava di cucina, foto e ingredienti, d'altronde chi è foodblogger inside alla fine diventa un pò montematico. In particolare parlavo della liquirizia pura Leone, che guardacaso è arrivata come regalino da Torino insieme a un regalo ancora più grande forse, l'amicizia di Giada di fior di latte (Grazie ancora del pensiero!)
Mentre si discuteva di risotti e chiaramente di lievitati (un'appassionata come lei di lieviti e cactus!!), mi ha dato questa bellissima idea per fare il pane e io ho fatto subito un primo tentativo utilizzando il metodo della biga come per questa ciambella.
Se vi state chiedendo cosa abbinare ai vostri panini alla liquirizia, il mio consiglio sono formaggi cremosi e delicati oppure tutti le composte dolci di frutta, vanno benissimo anche per la carne in particolare l'agnello. Ad ogni modo il gusto di liquirizia non è poi così preponderante, usando queste dosi il pane risulterà solo profumato di liquirizia.

PANINI ALLA LIQUIRIZIA

200 gr di pasta lievitata
150 gr di farina manitoba
70 gr di acqua ( più o meno, q.b.)
1 cucchiaio di malto d'orzo
1 pizzico di sale
2 cucchiaini di polvere di liquirizia pura + quella per spolverare i panini

Predete la vostra biga dal frigo lasciatela a temperatura ambiente per mezz'ora. Disponete la farina su una spianatoria o una planetaria aggiungete la pasta lievitata a pezzi e aggiungete acqua tiepida mescolando, fino ad ottenere un impasta omogeneo e asciutto. Serviranno 70/100 gr di acqua all'incirca.
Aggiungere il malto il sale e i due cucchiai di liquirizia in polvere.
Se avete come me dei troncheti, potete tranquillamente frullarli per ottenere la giusta consistenza.
Lasciar lievitare l'impato fino al raddoppio (da due a 5 ore dipende da quanto è attiva la vostra biga). Trascorso tale tempo impastare di nuovo il pane dargli la forma desiderata, panini, con questo impasto ne verranno 3 o 4 oppure formare un filoncino. Adagiare i panini sulla teglia del forno coperta di carta, spolverarli con poca polvere di liquirizia e attenterre altre 2 ore la la seconda lievitazione.
Cuocere a 200° per 30 minuti (forno statico).

Ciambella di pane ai semi di finocchio

Ciambella di pane ai semi di finocchio

Vi racconto la storia di questo pane perchè è stato un vero e proprio esperimento. Tutto è cominciato una sera, invitata a cena, mi viene detto: "Questo pane lo fa mia madre con il lievito madre" e mi tira fuori un pane super alveolato sofficissimo che sembrava contenesse al suo interno un esplosivo per farlo ricrescere, "lo ha fatto lievitare due ore". Al che la sottoscritta forte dei suoi esperimenti con la bestiolina e rosicando non poco, resta basita e stupefatta! Tanto che durante un aperitivo foodblogger da queste parti, ho chiesto delucidazioni alle espertissime panificatrici intervenute: "Ragazze è possibile che un pane così soffice possa essere fatto con lievito madre in due ore?"
La risposta è stata la stessa che davo io "impossibile e se ci riesci dammi subito il tuo lievito madre! :)"
Pensa che ti ripensa, domande su domande, torno alla questione: "Ma il lievito madre, tua mamma come l'ha fatto?" la risposta è stata "CON IL LIEVITO DI BIRRA!"
E IO: "aaah!" ecco svelato il mistero. Non era fatto con il lievito madre ma con un semplice BIGA. Allora mio caro intenditore di pasta fatta in casa, mi sono cimentata anche io nella stessa tecnica. Prova superata egregiamente, ma quante ne sanno queste mamme! :)

CIAMBELLA DI PANE AI SEMI DI FINOCCHIO

200 gr di pasta lievitata (biga)
200 gr di farina manitoba
100 ml d'acqua circa
sale
1 cucchiaio di malto di riso
1 cucchiaio di semi di finocchio + quelli per guarnire

Disporre la farina a fontana, mettere al centro dell'acqua tiepida (ma più tendente al freddo) e rompere al centro i pezzetti di pasta lievitata, impastare aggiungendo anche il sale e il malto e l'acqua necessaria. Alla fine aggiungete l'aroma che preferite io ho scelto i semi di finocchio.
Coprire l'impasto con un canovaccio pulito e lasciare il un posto tranquillo a lievitare. Aspettate che raddoppi, saranno necessarie due ore (ED ECCOLE LE DUE ORE FAMOSE!) dopo di che ri-impastate di nuovo date la forma di ciambella all'impasto lievitato. Mettere la ciambella sulla placca da forno coperta dall'apposita carta e lasciar riposare ancora un ora. Preriscaldare il forno a 190° e cuocere 40 minuti, forno statico. Se avete modo di cuocerlo al ventilato (che è meglio!) servirà meno tempo.

Conservate una parte della biga dopo averla re-impastata, potrete usarla per fare il pane le volte successive, il sapore migliora con il tempo.

Romanità a tavola: Pizza di Pasqua di Civitavecchia

Pizza di Pasqua di Civitavecchia


Dopo le uova non potevamo di certo farci mancare un soffice accompagnamento per il nostro brunch Pasquale, in occasione della rubrica "Romanità a tavola" oggi trovate su Mik la ricetta per poter preparare la Pizza di Pasqua di Civitavecchia, diffusa un pò in tutto il Lazio è una pizza dolce a base di ricotta, che si accompagna benissimo a marmellate e all'uovo di cioccolato appena scartato la mattina della Domenica. Tuttavia risulta anche un buon accompagnamento anche per le nostre uova sode o per rimanere sempre a tema Lazio, la nostra corallina Dop.

La mia ricetta è molto simile a quella di cui parlano loro che come da tradizione, propongono di bere insieme al tutto, un bicchiere di rosso.
Il suggerimento del nostro guru del vino Mr. Tirebouchon per la colazione di Pasqua è però il seguente, in grande stile:
tirebouchon @Elisakitty io farei tuttobollicine: prosecco, franciacorta e champagne, a chiudere moscato d'asti o malvasia di castelnuovo don bosco

Per la ricetta e ulteriori spiegazioni va su... Made in Kitchen

Pane di segale alla birra

Pane di segale e birra

Chissà perché ho subito pensato che sarebbe stato perfetto per farci colazione. L’ho immediatamente visto troppo bene con un ricciolino di burro e quella marmellata home made di arance, che riservavo per la giusta occasione (grazie del goloso regalino!;) .
Bè, la colazione devo dire che ha riscosso il suo successo, tanto che dopo il passaggio di tutti i commensali, per dirlo in maniera carina e non dire cavallette, una pagnotta era già stata bella che spazzolata via.
Il pane che deriva dalla segale di solito è un pane molto scuro e umido, io però, ho usato un mix di farine per ottenere un pane, si integrale, ma anche morbido e asciutto a tale scopo si presta benissimo l'aggiunta di manitoba. Il gusto rimane rustico, quasi amarognolo per questo si abbina molto meglio con sapori dolci o anche formaggi a pasta molle, o ancora meglio lo vedrei in una zuppa contadina come crostino.
Adesso due appunti sulla realizzazione, è stato un vero e proprio esperimento, sin dal principio. Trovavo delle ricette del pane di segale che prevedevano l’utilizzo di uova o di lievito madre… Accidenti il mio ormai da qualche tempo ha optato per il suicidio (sigh sigh!) diciamo così, mi sento meno in colpa per aver lasciato morire la creaturina! :)
Quindi bisogna ripiegare su un altro lievito, allora la testolina comincia a chiedersi: se io utilizzo il lievito di birra, perché non aggiungere all’impasto proprio lei? la birra? Gli esperimenti si sono susseguiti nei giorni successivi… Lo sapevate che il lievito di birra mescolato alla birra perde il suo potere lievitante? Da principio non ci volevo credere, ritenendo di aver scaldato troppo il liquido e aver fatto morire gli agenti lievitanti. Al secondo tentativo ho compreso che era proprio la birra il problema. Quindi adesso, siore e siori dopo gli esperimenti del piccolo chimico, se già non lo sapevate (e solo io ho fatto la scoperta dell’acqua calda): lievito di birra, sciolto nella birra = non funge! O almeno a me non ha funzionato per niente.
Quindi Kitty, allora quando si usa la birra in questo pane? - direte voi - Si usa semplicemente al posto dell’acqua al momento di impastare, ma il lievito quello no, va sciolto in acqua tiepida.
Da segnalare: Si concludeva ieri a Roma il VinoExcellence & Merano WineFestival, un interessante weekend di degustazioni, non possiamo certo attribuirgli l'importanza del vinoforum, altra manifestazione romana, ma resta ugualmente un interessante punto di incontro tra consumatori e produttori. Ho provato, ed è stata decisamente una bella esperienza, uno Chateau d'Yquem della mia età, vendemmia tardiva '81 più o meno quindi siamo nati insieme, e poi... Vai con le malvasie del Lazio! Qui ci dobbiamo specializzare. Ma poi vedrete! Buon inizio settimana

PANE DI SEGALE ALLA BIRRA

300 di farina integrale di segale
250 di farina manitoba
0,5 gr di lievito di birra (2/10 di cubetto)
3o cl circa di birra doppio malto a temperatura ambiente
1 cucchiaio di malto
1 pizzico abbondante di sale
olio (per il contenitore)

Mescolare le farine unirle su di una spianatoia disponendole a fontana. Sciogliere il lievito in un dito di acqua tiepida aggiungere al centro delle farine e cominciare a impastare. Cominciare a versare via via anche la birra impastando energicamente.
Il composto risulterà estremamante colloso, abbiate pazienza e lavorante 10 minuti abbondanti in modo da compattare un poco. Mettete un filo d'olio nel contenitore dove avete intenzione di riporre l'impasto a lievitare e trasferite l'impasto dalla spianatoia al contenitore. Vi avvero non sarà facilissimo.
Lasciate riposare al caldo coperto da un canovaccio l'impasto fino al raddoppio. Saranno necessarie qualcosa come 7 ore. A questo punto prendete la teglia da forno ricoperata dell'apposita carta e date all'impasto la forma di pane. Potete fare dei panini, pagnottine (come me) o anche un unico filone. Con un coltello fate dei tagli sul pane, per consentirgli di lievitare meglio e lasciate riposare ancora 2 ore prima di cuocere.
Io con il forno statico ho impiegato mezz'ora a 220 gradi. Lasciar raffreddare prima di tagliare.

Pane alle (ultime) zucchine con lievito madre

Pane con le zucchine

La ricetta è della bravissima Nadia alias Precisina la sua pasta madre mi è anche sorella, invece la nonna invece è sempre lei! HIHIHI! ;) Finalmente il caldo ci sta abbandonando e dopo mesi di rinfreschi della benedetta pasta madre sempre senza riuscire ad utilizzarla finalmente si torna a fare il pane... AH! Che bello! Che buono il profumo quando è in forno... Soprattutto che bella soddisfazione mangiare il pane fatto da noi, molto più digeribile senza lievito chimico per giunta!
AH! La pasta madre sopravvive anche ai "congelamenti" ho fatto la prova con un panetto. Lasciatelo scongelare totalmente e rinfrescatela un paio di volte in giorni consecutivi! Riprenderà alla GRANDE! Almeno per la prossima estate non dovrò affidarla a nonni parenti e zii....
L'idea di utilizzare le zucchine mi è piaciuta subito anche se ho trovato che venisse un pochino troppo umido all'interno quindi il mio consiglio è di fare attenzione a quanta parte delle zucchine usate, cioè grattuggiate solo la parte verde e il resto eliminatelo.
Provate ad assaggiare questo pane con questa tapenade o come suggerisce giustamente Precisina con salumi e formaggi.

PANE ALLE ZUCCHINE con lievito madre

250 g di pasta madre (oppure 13 g di lievito di birra fresco)
300 g di farina 00
300 g di farina manitoba
4 zucchine bio
12 g di sale di Cipro
q.b. di acqua tiepida

Unire le farine e il sale con la pasta madre, rifrescata il giorno prima, spezzettata grossolamente. Potete formare la classica fontana o usare l'impastatrice. Se usate il lievito di birra, scioglierlo nell'acqua e aggiungetelo alla farina, impastando. Grattuggiate le zucchine aggiungerle all'impasto e procedere aggiungendo l'acqua necessaria. Quando il panetto sarà ben sodo e teso fare 4 tagli a croce e lasciar lievitare, al caldo coperto da un panno.
Deve raddoppiare di volume saranno necessaria 5 ore, meno se si usa il lievito di birra.Trascorso tale tempo formare dei panetti o delle pagnotte. Adagiarli sulla placca da forno coperta di carta e lasciarli lievitare ancora un ora, sempre coperti. Dopo di che, cuocere a 220° a forno preriscaldato per un ora (il mio forno statico ha sempre tempi più lunghi).

Pane arabo con lievito madre

Dopo la giornata di sciopero di ieri io cui ho visto molte di voi aderire ad una causa che anche io condivido ma per vari motivi ho preferito non esporre il logo, quindi oggi si torna alle nostre ricette e anche per questa settimana ho deciso di raccontarvi una ricetta di pane.
Il pane arabo, che ricorda vagamente la nosta piadina è quel pane poco cotto che viene usato per i kebab conosciuto anche con il nome di Pita e diffuso in tutto il mondo.
Mi piace moltissimo e quando ho scoperto che lo potevo fare da me con la pasta madre ho provato subito la ricetta...
Ce ne sono moltissime in giro tra le prime che ho visto quella della mamma della mia pasta madre, Antonella, poi ho seguito passo passo quella di Solidea (che vi riporto fedelmente)
Se cercate la versione conil lievito di birra qui trovate la ricetta di Cindystar.
Una volta preparati questi pani possono essere riempiti con quello che preferiamo, io non ho una foto ma l'ho riempiti con pollo, tzatziki, insalatina e qualche cetriolo... In ricordo dei Gyros che ho mangiato in Grecia.

PANE ARABO CON LIEVITO MADRE

600 g manitoba
300 ml acqua
200 g. lievito madre, preso dal frigo senza rinfrescarlo (o 20 g. lievito di birra fresco )
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero semolato
1 cucchiaio di olio evo per penellare la ciotola
farina di semola di grano duro per spolverare le pagnottelle

Formare una fontana con la farina e mettere al centro l'acqua con i lievito madre a pezzi e lozucchero impastare incorporando farina. Unire il sale e lavorare bene per 10 minuti fino ad ottenere un impasto elastico formare una sfera e metterla in una ciotola a bordi alti spennellata d'olio, coprire con la pellicola ed un panno lasciar riposare per 3 ore. Dividere l'impasto in sei parti e stenderle come si fa per la pizza, con l'aiuto di un mattarello. Io ho preferito dargli una forma più allungata che rotonda. In una teglia con corta forno sistemare gli impasti e cospargerle con la semola, coprire con carta forno bagnata e strizzata e lasciar lievitare per 2 ore. Infornare al forno a massima potenza per 10 minuti fino non farli dorare troppo, devono rimanere piattosto sto bianchi.

Panini all'olio di peperoncino di Cayenna

Uomini che dobbiamo prendere per la gola...? Buttiamoci sul piccante! Visto che è afrodisiaco! Sisammai mai che funzionasse?? Allora per accompagnare la bistecca... Vai di panini afrodisiaci!
Buoni così appena sfornati... Ma provateli dopo qualche giorno per una bella bruschetta.... O usateli come crostini da mettere in una zuppa! Questi panini si prestano a mille idee.
La realizzazione è anche abbastanza veloce, ed è venuta una crosticina croccante con l'interno morbido e il retrogusto sufficientemente piccante dato che l'aggiunta è stata il micidiale olio al peperoncino di Cayenna. Per evitare fraintendimenti, i peperoncini che ho messo nella foto, non sono quelli utilizzati nell'olio ma sono dei ciliegini che ho fatto seccare.
Per questi panini io ho usato il lievito madre ma come sempre le dosi sono: 13 gr di lievito di birra fresco = 250 gr di pasta madre e se lo dice Nadia, non a caso... precisina ci potete credere!

PANINI ALL'OLIO DI PEPERONCINO DI CAYENNA

250 gr di lievito madre
300 gr di manitoba
200 gr di farina di grano duro
1 cucchiaio di olio al peperoncino
1 cucchiaino di sale
1 pizzico di zucchero
acqua tiepida q.b. circa 200 gr

Rifrescare il lievito madre la sera prima e tirarlo fuori da frigorifero una mezz'ora prima di iniziare a preparare il vostro pane per farlo attivare.
Sciogliere il lievito madre spezzattato in acqua tiepida. Aggiungere le farine impastare una decina di minuti aggiungere anche l'olio il sale lo zucchero fino a che l'impasto non risulti omogeneo e ben teso. Apportare dei tagli profondi con un coltello sul panetto, per consentirgli di lievitare meglio e
lasciar riposare 5 ore o almeno fino al raddoppio.
Riprendere l'impasto e formare i panini, lasciarli lievitare per altre due ore.
Infornare a 200° per 30 minuti

Pan Brioche latte e miele


Profumo di brioche nel weekend!? Non sono di quelle cose che rendono la vita più bella? La storia di questo pan brioche iniziò un pomeriggio in cui la sottoscritta ha cominciato ad impastare pensando felicemente alla colazione del giorno seguente... Adesso, non sempre si riesce a finire quello che si è iniziato, durante la sua lievitazione i programmi per la serata si sono un pò modificati e il povero impasto continuava a lievitare e lievitare in attesa si essere cotto. :))
Mi sono ritrovata ad infornarlo credo alle 23, con i minuti contati x via degli amici che aspettavano che io uscissi! Insomma io pensavo che non avrei ottenuto un buon risultato invece persino mio padre mi ha fatto i complimenti quando la mattina seguente l'ha mangiato! :)
Per me, quando mio padre approva qualche preparazione, è un vero successo. Vi lascio la ricetta che ho usato, non saprei citare una fonte perchè tanto alla fine sapete che faccio sempre un pò a modo mio. Questo pan brioche si conserva anche per qualche giorno abbastanza bene e il mio consiglio è mangiarlo insieme ad una buona marmellata e il vostro caffè e latte! Non si ottiene un risultato dolcissimo chiaramente, è possibile però sbizzarrirsi con le varie varianti, aggiundo dei semi oppure mettendo direttamente all'interno della marmellata come nel danubio dolce.

PAN BRIOCHE LATTE E MIELE

500 gr farina 00
70 gr di burro non salato
2 uova
25 gr lievito di birra fresco
250 gr di latte (220 ml)
2 cucchiai di miele l'acacia
1 cucchiaino di sale

Unire farina, uova e burro ammorbito. Sciogliere il lievito in un pentolino con parte del latte tiepido e mescolare il tutto. Con un impastatrice è meglio. Unire a via via il latte necessario, il miele e il sale. L'impasto deve essere morbido ma non eccesivamente appiccicoso.
Lasciar lievitare 2 ore (il mio ha lievitato per 5 dato che non avevo avuto modo di farlo prima). Dopo prendere l'impasto, formare le palline e distribuirle in una pirofila con carta forno. Lasciar lievitare altre 2 ore (io a questo punto le ho lasciate solo un ora) poi infornare il tutto dopo aver spennellato con un albume la superficie delle brioche a 180° per 40 minuti.

Pane integrale alle noci e miele con lievito madre

Ammetto che questo pane è l'esperimento meglio riuscito tra i miei tentatitivi di far il pane con la pasta madre.
Appena sfornati i 3 panetti, uno è finito all'ora di pranzo gli altri 2 a cena! Vi state chiedendo con cosa l'abbiamo mangiato a cena? Bè con questo gorgonzola al cucchiaio. Non ve lo racconto nemmeno! :)) Insomma un vero successo! Una cenetta così la ripeterei tutte le sere! :)
Conoscevate quella leggenda metroplitana? Secondo la quale mangiare 1 o 2 noci al giorno farebbe bene alla pelle?
(cit. :"Fa bene alla pelle, fa bene ai capelli, certo se t'ha magni è molto mejo"*).
Bè non so se poi questo abbia una rilevanza scientifica o no. Ma che le noci facciano bene per il sistema cardiocircolatorio pare sia proprio vero! Qui, qui e qui si dice che riescano a pulire le arterie e siano di aiuto per combattere il colesterolo.
Certo le noci non sono proprio dietetiche se si pensa che per 100 gr siamo sulle 660 Kcal... Ma come tuta la frutta secca è anche una buona fonte di omega 3. Se si cerca di tenere un alimentazione sana e varia è giusto aggiungere qualche noce.

PANE INTEGRALE ALLE NOCI E MIELE CON LIEVITO MADRE

200 gr di farina manitoba
150 gr farina integrale
200 gr di acqua tiepida
125 gr di pasta madre rinfrescata (7,5 gr di lievito di birra)
100 gr di noci
1 cucchiaio scarso di sale
1 cucchiaio di miele d'acacia

Sciogliere il lievito madre (o quello di birra) nell'acqua tiepida. Unire le farine sulla spianatoia formare una fontana e incorporare il liquido. Impastare bene fino ad ottenere un impasto liscio e teso. Aggiungere le noci tritate grossolanamente al coltello e impastare ancora formando una palla. Mettere l'impasto in una ciotola coperta con un canovaccio e lasciar riposare 8-12 ore. Se lo impastate la sera lasciatelo tutta la notte a riposare ( se è una serata estiva eccessivamente calda è meglio comunque metterlo in frigo).
La mattina date al pane la forma che desiderate. Panini o pagnotta e lasciate lievitare ancora 2 ore. Dopo accendere il forno a 220° riscaldatelo e adagiate il pane sulla placca bollente risporta da carta forno. Cuoce in 40 minuti.
X il lievito di birra: Lasciar lievitare fino al raddoppio (5-6 ore) poi formare i panini.

Focaccia alle olive con pasta madre

Buon lunedì!
Era da tempo che guardavo la focaccia di Paola: zeppole & panzarotti pensando di rifarla... Come al mio solito però comincio con un idea e finisco a fare tutt'altro. I pachino si sono traformati in olive e poi ho messo in atto qualche rivisitazione qua e la...
Il segreto per questa focaccia è scegliere delle buone olive non eccessivamente salate, ecco quelle da evitare sono quelle in barattolo già denocciolate! Io ho preso delle olive verdi e pazientemente (con questo barbatrucco) mi sono messa all'opera. La focaccia resta abbastanza sciapa usando questo impasto, ma le olive conferiscono la giusta sapidità, il sapore nn è comunque assimilabile a quello della pizza resta molto 'tipo pane' ed è una perfetta alternativa a questo.
Provate a mangiarla con un patè, magari di olive e capperi....

FOCACCIA ALLE OLIVE CON PASTA MADRE

600 gr di farina 0
200 gr di semola rimacinata di grano duro
250 gr di pasta madre
400 gr acqua tiepida
200 gr di patate bollite e schiacciate
150 gr olive verdi private del nocciolo
2 cucchiai di olio evo
2 cucchiaini di sale
sale

Tirare fuori dal frigo la pasta madre, rinfrescata la sera precedente e attendere un ora che si attivi. Dopo scioglierla nell'acqua tiepida.
In una ciotola unire le sue farine con la pasta madre, e le patate schiacciate, il sale, l'olio impastare bene prima dentro la ciotola poi sulla spianatoia infarinata.
Lasciar lievitare questo impasto 5 ore avvolto in un canovaccio.
Trascorso il tempo necessario alla lievitazione (non aspettatevi che raddoppi), prendere l'impasto stenderlo sulla spianotia infarinata e impastare nuovamente 2 o 3 minuti, unendo le olive che avrete denocciolato e condito con olio e sale.
stendere l'impasto in una teglia da forno oliata e lasciarla lievitare 2 ore ancora a forno spento.
Dopo cuocerla a 200° nella parte alta del forno fino a che non sarà dorata, io ho impegato 50 minuti.

Il simpaticissimo Jajo del blog Viaggi, cucina e... Io mi ha passato un meme.Grazie per aver pensato a me!!
... E un grazie va anche a Unika del blog: I piaceri della vita per avermi donato questo premio bellissimo:


Taralli fritti al sale di Cipro con pasta madre


Arriva il momento il cui la pasta madre comincia a prendere troppo volume in frigorifero e per evitare che qualcuno cominci a lamentarsi che la mia zona di frigo sta per esplodere! ;) E' arrivato il momento di ridurla allora ho pensato di fare qualcosa di veloce. Avevo visto che la pasta madre può essere fritta senza grossi problemi qui e qui.
Ok! Andata! La tua fine questa volta sarà FRITTA! Vi avevo parlato già dei fiocchi di Sale di Cipro ho pensato di utilizzare questi per arricchire di sapore le frittelle.
Sinceramente temevo che una volta cotta, così com'è, la pasta madre avrebbe mantenuto un sapore troppo acido, quindi ho pensato di rinfrescarla e di fare subito le frittelline (magari con più farina il sapore si sente meno?). Con la pasta madre sto scoprendo un mondo e vado avanti via via con gli esperimenti! Adoro tutto questo! :)
Una volte fatte, il gusto non era affatto "acido", si sente lievemente ma di certo non da fatidio!
Questi salatini sono ottimi se per accompagnare un antipasto o semplicemente messi nel cestino del pane duramente una cena... Sono i primi che spariscono.

TARALLI FRITTI AL SALE DI CIPRO CON PASTA MADRE

100 gr di pasta madre
1 cucchiaio di fiocchi di sale di Cipro
1 pizzico di zucchero
olio evo

Rinfrescata la pasta madre, staccarne la quantità desiderata. Unire solo la metà del sale e aggiungere lo zucchero all'impasto. Una volta amalgamati, staccare dei pezzettini, io ho dato a questi la forma dei taralli. Avvolgendoli intorno al dito mignolo e poi staccando la parte in esubero, per dare a tutti la stessa dimensione. Senza aspettare troppo in una padrella antiaderente mettere un pò di olio non serve che le frittelle ci affoghino ma basta un leggerissimo strato sul fondo. Cuocere i tarallini sia da un lato che dall'altro, controllandone attentamente la cottura e girandoli quando necessario.
Appena sono belli dorati adagiarli su carta asssorbente, asciugarli e cospargerli con la restante parte di sale.

Schiaccia della nonna

Metto subito le mani avanti perchè non so in effetti se il nome che da mia nonna da a questa specie di impasto lievitato possa definirsi con esattezza "schiaccia". Premetto che mia nonna è di un paesino vicino Grosseto quindi questo nome ha origini Maremmane.
Magari i toscani mi daranno una mano nel classificarla (vero Carolina?) io conosco la schiaccia briaca dell'isola d'Elba, la schiacciata fiorentina che si fa per Canevale... E anche la Schiaccia Pizzicata tipica del Grossetano. Ma secondo me la schiaccia di mia nonna non è classificabile in nessuna categoria! Capita anche a voi che avete una nonna, un pò grande, che si inventa delle parole spesso al limite del comico? :)
Comunque... Ero a caccia di ricette per utilizzare la pasta madre e mi sono rivolta a chi di pane ha più esperienza di me, dato che mia nonna il pane in casa lo faceva eccome! Mi ha consigliato di provare questa "schiaccia" e io mi sono cimentata! Come al solito le ricette di mia nonna non mi deludono! Il gusto resta un poco dolce, si percepisce quella lieve acidità della pasta madre, secondo me è perfetta se usata al posto del pane con affettati e formaggi ancora meglio se spaccata metà e farcita con quello che desiderate... Dalle verdure ai formaggi freschi! Come qui.

SCHIACCIA DELLA NONNA CON PASTA MADRE

200 gr di pasta madre
250 gr di farina manitoba
250 gr fi farina 00
80 gr di zucchero
1 uovo freschissimo
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaino di sale
2 bicchieri (circa 200 gr) di acqua frizzante non fredda

Unire le farine e il sale e formare una fontana dove inserire la pasta madre e l'acqua. Con l'impastatrice sarà più semplice amalgamere il tutto. La pasta madre deve essere torta dal figo un ora prima di iniziare a lavorarla, così il processo di lievitazione sarà già attivato. E' consigliabile unire la pasta madre all'impato in piccoli pezzi. Impastare bene il tutto, aggiungete anche l'olio e formare una palla liscia che taglieremo con il coltello disegnando una croce profonda. Serviranno probabilmente una 10ina di minuti.
Lasciar lievitare 5 ore o almeno fino al raddoppio dell'impasto.
Riprendere il panetto e lavorarlo ancora energicamente per qualche minuto sbattere l'ouovo con lo zucchero e incorporarlo.
Lasciare lievitare ancora 2 ore. Dopo di che ungere la teglia da forno e riempire con l'impasto dandogli la forma desiderata.
Preriscaldare il forno e cuocere a 220' per 30 minuti.
Lasciar freddare e tagliare a quadrettoni.
Volendo 200 gr di pasta madre si può tranquillamentre sostituire con del lievito di birra, 10 gr saranno sufficienti.

Pasta madre rinfrescata iper attiva e pane toscano

Antonella, appena mi ha vista, ha tirato fuori dalla sua borsa, con uno smagliante sorriso, la bustarella! Si, cercava di corrompermi la ragazza! Più che altro rideva per l'accollo che mi stava per dare!? Leggevo nel suo pensiero che mi diceva "...e mo so c.... tua!" :)))
Già in cuor suo pensava: 'adesso beccati il rinfresco ogni 6 giorni, le lievitazioni lunghe ed estenuanti, la lettura di ricette su ricette provenienti da tutti i libri delle Simili...'
Insomma anche io ho adottato LA pasta madre! :)
E non una pasta madre qualsiasi... Ma una signora pasta madre, quella delle Sorelle Simili, pare che abbia la veneranda età di 25 anni!
Questa cosa mi spaventa un bel pò... Pensate se dopo 25 anni dovesse morire proprio a me!? :(
Ma non pensiamoci, se no vivrei nell'ansia!
Scherzo! Grazie, Antonella mi hai fatto proprio un bel regalo!


TECNICA DI RINFRESCO PASTA MADRE

Mantenere sempre le stesse proporzioni:
- Pesare la pasta madre
- Aggiunge lo stesso peso di farina (tipo '0' oppure '00')
- Aggiungere la metà del peso di acqua.

La pasta madre va rinfrescata ogni 5/6 giorni, ed è consigliabile il rinfresco il giorno prima della panificazione.
Tirare fuori dal frigorifero la pasta madre (Anto dice 1 ora in inverno ma basta mezza in estate).
Pesare la farina disporla a fontana e all'inteno mettere l'acqua con i pezzetti di pasta madre mescolare bene il tutto, strizzando con le mani la pasta madre e incorporando la farina. Per quanto si possa mescolare perchè resta piuttosto colloso.
Formare una palla tagliarla profondamente e lasciare 3 ore fuori da frigo a riposare....
Ora io ho fatto questo procedimento la mattina, sono andata a lavoro e all'ora di pranzo l'ho ripresa e messa in frigo. Quindi è stata 5 ore fuori invece che le sole 3 previste. Ma sembra non aver subito grossi problemi (lo sapevo che avrei fatto subito qualche sbaglio!).
Speriamo di non maltrattarla troppo la piccola!

Ecco il primo esperimento, non è niente di più che un rinfresco lievitato più a lungo. Sono soddisfatta del risultato, non sono riuscita a far foto al pane affettato perchè è finito tutto durante la cena! Tutti hanno gradito! Anche perchè noi in casa consumiamo sempre pane sciapo di questo tipo. Hanno ragione le Sorelle Simili anche a casa nostra è il "pane quotidiano"!
PANE TOSCANO DELLE SORELLE SIMILI (ricetta di Antonella)

250 gr. di pasta madre
125 gr. di acqua
250 gr. di farina manitoba


Pesare la farina e disporla a fontana, staccare dei pezzetti di pasta madre e aggiungere l'acqua, scioglier ela pasta madre strizzandola con le mani e cominciare ad impstare amalgamando la farina via via, fino a che l'impasto non è bello elastico. Dargli la foma di panetto e sistemarlo su un foglio di carta forno. Chiudere la carta forno intorno al pane e avvolgere in un canovaccio non troppo stretto. Io l'ho lasciato lievitare dentro il forno spento 5 ore, ma Anto dice che è semplicemente necessario che raddoppi di volume quindi anche meno.
Finita la lievitazione, in pane presenterà delle crepe sulla superficie. Accendere il forno a 220° e inforare il pane con tutta la carta forno in una teglia. Cuocere 10 minuti. Abbassare la temperatura del forno a 180° cuocere 30 minuti. Togliere la teglia e lasciar cuocere il pane sulla griglia del forno 10/15 minuti. Totale: 50/55 min. Sfornare e lasciar freddare o mangiare tiepido!

No Knead Bread (pure io!)

Ci ho provato anche io! Inutile citare le mille fonti in cui ho letto a riguardo di questo pane, ultimamente l'ho visto ricomparire sul blog: Defelicitateanimi e ho capito che era arrivato il momento giusto... Devo ammettere che per non ritrovarmi con una pagnotta troppo grande, ho un pochino ridotto le dosi in proporzione (ok ok! diciamo che il motivo principale era che avevo solo 300 gr di farina "0" ma volevo assolutamente provare!). Fare il pane da davvero soddisfazione poi questo tipo di pane che si fa davvero con uno sforzo minimo! Avere il pane caldo appena sfornato sul tavolo mi ha fatto sentire proprio bene... E se nella lista dei prossimi acquisti c'era la macchina del pane, quasi quasi ci sto ripensando!

NO KNEAD BREAD (pane senza impasto):
300 gr di farina (la manitoba è top, ma io avevo solo la 0)
1,5 gr di lievito di birra fresco (o 0,6 gr di lievito di birra liofilizzato)
1 cucchiaino di sale
210 ml d’acqua tiepida (210 gr)
semi di papavero

Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida. In una ciotola grande mescolare la farina col sale. Unire l’acqua col lievito, mescolare velocemente con una forchetta. L’impasto sarà appiccicoso. Coprire la ciotola con un foglio di pellicola e lasciar lievitare l’impasto a temperatura ambiente (circa 20°C, nel forno spento) dalle 18 alle 24 ore.
Prendendo l'impasto il giorno successivo sarà lievitato e avrà una consistenza collosa. Rovesciare l'impasto su di un piano infarinato e tirare ogni angolo verso il centro in modo da "piegarlo" dandogli una forma ordinata. Spolverarlo con altra farina e io ho anche aggiunto i semi di papavero (ma si può aromatizzare a piacimento). Ho trasferito l'impasto su un canovaccio e in un canovaccio e l'ho avvolto. Far proseguire la lievitazione per altre due ore. Pre-riscaldare il forno a 230°C, per cuocere il pane è necessaria una pirofila con coperchio (il mio risultato è stato ottimo usando 2 teglie in alluminio!!). Rovesciare l'impasto delicatamente nella pirofila bollente (chiaramente la mia essendo una teglia in alluminio non l'ho preriscaldata in forno) . Coprire col coperchio (altra teglia per me) e infornare per circa 30-40 minuti sempre a 230°C. Rimuovere il coperchio e continuare la cottura per altri 10-15 minuti.
Sfornare il pane e lasciarlo raffeddare un pò io l'ho tagliato delicatamente quando ancora era tiepido. Ottimo!
Dopo questa ricetta voglio ringraziare la mia cara Paola del blog Nocciole Tostate (se ancora non la conoscete correte da lei che è proprio in gamba!) ieri mi ha donato un bellissimo premio: