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Crema di zucchine con crostini all'aglio e chips a scapece

Crema di zucchine con crostini all'aglio e chips a scapece

Stanno per arrivare le vacanze estive e chi non è ancora partito stringe i denti per i tanto sospirati giorni di riposo, in cucina si fa il pieno di frutta e verdura che in questa stagione è buonissima. Anche il mio blog presto andrà in vacanza per tornare a settembre spero con tante novità, in cantiere già da un bel pò di tempo.
Ultimamento ho in casa molte zucchine provenienti dal mio giardino ed è un piacere mangiarle anche se a dire il vero di cucinarle un pochino non ne posso più. Provate in tutte le salse, l'idea che per quest'anno è andata per la maggiore è stata la vellutata. Semplice, senza aggiunte di altri sapori, volevo che si sentisse la zucchina e non altro così è stato. Per una variante ancora più fresca credo che starebbe bene, invece di fare il brodo come nel mio caso, sostituirlo con dello yogurt magro un pochino in stile cavolettiano per intenderci.
D'estate le creme fredde fanno proprio al caso mio, questa, con il gazpacho sono tra le mie preferite.

CREMA DI ZUCCHINE CON CROSTINI ALL'AGLIO E CHIPS A SCAPECE

300 gr di zucchine
brodo vegetale o acqua
1/4 di cipolla
1 fetta di pane raffermo
1 spicchio d'aglio
zucchine a scapece
olio evo
sale

Cominciare facendo soffriggere la cipolla tritata nell'olio e aggiungendo subito dell'acqua quando comincia a prendere la temperatura. Tagliare la zucchina rondelle e buttarla nella padella, cuocere 15 minuti all'allungando via via con del brodo, fino a che le zucchine non saranno cotte. Aggiustare di sale e passare il tuto in un frullatore (anche a immersione). Lasciate freddare.
Nel frattempo preparare i crostini di pane, in una padella con dell'olio e uno spicchio d'aglio in camicia mettere i dadini di pane e farli saltare spesso. Attenzione che bruciano molto velocemente se non li seguite. Saranno necesari pochi minuti, spegnere e togliere l'aglio.
Comporre il piatto versando la crema, i crostini sopra e le chips di zucchina a scapece.
Qui rullo di tamburi! Per realizzare le zucchine a scapece: appuntamento alla prossima puntata. :))

La cucina naturale: Crema di piselli al rosmarino con chips di carota

Crema di piselli al rosmarino con chips di carota


Cremina express ricchissima di proteine vegetali, light ma anche gustosa.
Per un pò di curiosità sui piselli su come mangiarli vi rimando alla rubrica di cucina natuarale su: Spigoloso

CREMA DI PISELLI AL ROSMARINO CON CHIPS DI CAROTA

400 gr di piselli puliti
1/2 litro di brodo vegetale (sedano carota e cipolla)
2 rametti rosmarino
1 cipollotto o scalogno fresco
olio evo
sale
2 carote
olio di semi per friggere

PER LA CREMA

In una casseruola (con doppio fondo che cuoce con meno acqua) scaldare l'olio con il cipollotto e il rosmarino tritato finemente, appena il fondo comincia a scaldarsi aggiungere un mestolo di brodo e stufarlo per qualche minuto, prima di aggiungere i piselli.
Coprire la pentola con il coperchio e lasciar cuocere per 20 minuti in un dito di brodo, controllando la cottura via via e aggiungendo l'altro brodo. Quando i piselli saranno teneri aggiustare di sale e con un frullatore ad immersione, o tradizionale, frullate il tutto, in modo da sminuzzare ulteriormente anche il rosmarino.

PER LE CHIPS

Per chips di carota, se non volete acquistarle "in busta" procedete così: Pelate 2 carote e con l'aiuto di una mandolina fatele a fette in modo che siano spesse massimo 0,2 cm, immergetele immediatamente in acqua e ghiaccio lasciatele lì qualche minuto il tempo di scaldare bene dell'olio di semi abbondante. Per la temperatura dell'olio fate la prova immergendo uno stuzzicadenti se fa le bolle l'olio è caldo. Ora prendete le carote scolatele dall'acqua e asciugarle, con cautela buttatele in padella con l'olio, 3 secondi e dico anche 2,lasciatele frigolare appena lo sfrigolia diminuisce, toglietele prima che brucino.
Scolatele su carta assorbente e salatele solo alla fine, perchè con il sale perdono croccantezza.
Ah! Se non vi va di sbattervi con le chips fatte in casa, trovate delle confezioni già pronte anche al solito Natra Sì

Romanità a tavola: Pasta e ceci al rosmarino

Pasta e Ceci al rosmarino

La tradizione di cucinare pasta e ceci a Roma è davvero antichissima, sicuramente più della carbonara. E' un piatto tradizionale di Roma, ma anche di tutto il Lazio, i ceci venivano mangiati persino al tempo degli Etruschi e a Roma sono molto diffusi. Una volta venivano cucinati i giorni di “magro”, cioè il venerdì o in quaresima quando si digiunava dalla carne, si usava cucinare questo piatto in abbondanza. Le versioni sono molteplici, variano di famiglia in famiglia c’è la versione più brodosa (la mia) e quella più asciutta.
Sicuramente la cosa che caratterizza di più la pasta e ceci alla romana è l’utilizzo del rosmarino. Ci deve essere, si deve sentire e si deve scartare con le mani quando la fogliolina resta in bocca.
Il trucchetto della nonna? Ammollare i ceci... Continua a leggere su Made in Kitchen

Vellutata di champigon con porri e mandorle

Crema di champigon con porri e mandorle


Si corre, si corre e si va sempre più in fretta, si passa da una serata piacevole a un giorno lavorativo intenso, da ospiti a casa a "...Azz dovrei studiare"! A tutto un weekend che passa più veloce delle luce e io? - Non ci vedo più dalla fame! - A no! Ops...Che gli corro dietro, no alla merendina, ma alle ore del weekend. Ma andiamo per ordine.
Giovedì sera l'aperitivo in compagnia della cucina dei Calycanthus è stato davvero piacevole e qui non posso che fargli i complimenti per tutto quanto, ma soprattutto per le foto del fotografo che viste sul blog già sono splendide ma dal vivo ancora di più. Ragazzi in bocca al lupo per tutto! Siete davvero in gamba.
Metteteci che nei giorni successivi il tempo a Roma è stato un po' inclemente e nonostante questo, un grazie speciale va a chi mi ha fatto ascoltare il meraviglioso suono delle cime sugli alberi delle barche a vela, in un porto semideserto. Passeggiare davanti al mare in inverno non ha prezzo... Di tutto il resto se ne può fare anche a meno.
Sabato e domenica tra cugini con tanto di gnometto a seguito: cucinate in compagnia e vino per scaldarci le ossa e credo che più o meno possiamo terminare qui il riassuntino a tema personale di discutibile interesse da parte vostra.
Vogliamo rimetterci a parlare di cucina... Eddai! Non vedevo l'ora! :)
Ide-ina un po' finger, un pò aperitivo, per chi d'inverno non rinuncia alle cremine comfort, anche da proporre per una cena in piedi. Il bello della vellutata di champignon è che, si è perfetta calda, ma anche tiepida in questo caso non guasta. Se invece siamo inter nos prendiamo una bella scodella fonda e scaldiamo i crostini, due mestoli per porzione e magari sul divano restiamo in ascolto della pioggia battente fuori.
Questa vellutata, nasce da uno spunto preso da foodparing i funghi stanno alle mandorle a filetti, come stanno al pane (e questo si sapeva) come stanno al porro invece lo aggiungo io. Mix di ingredienti per un risultato decisamente approvato da tutti gli assaggiatori. Il profumo e il gusto di funghi è prevalente la patata da la giusta cremosità, il porro profuma senza prevalicare, le mandole danno la parte croccante vi presento la:

VELLUTATA DI CHAMPIGNON PORRI E MANDORLE

400 gr di funghi champignon
1 porro fresco
brodo vegetale (sedano carota e cipolla)
1 patata grande
25 gr di mandorle a lamelle
olio evo
sale

Pulire i funghi spellarli e tagliarli a listarelle. Pelare la patata e tagliarla a fette.
In una casserola, con dell'olio lasciar stufare il porro tritato, appena comincia a inbiondire aggiungere un mestolo di brodo lasciar stufare due minuti e aggiungere le fatte di patata e i funghi, mescolare. Aggiungere via via brodo e cuocere una ventina di minuti mescolando di tanto in tanto aggiungendo brodo se questo via via si assorbe. Quando le patate i funghi saranno ormai cotti e morbidi, salare tutto e
aggiungere le lamelle di mandorle, tostate in una padella antiaderente o in forno.
A questo punto passare la zuppa con un frullatore ad immersione, ottenendo una vellutata.
Mettere nelle ciotole guarnendo con altro porro fresco e un filo d'olio. Servire con dei crostini di pane abbrustolito.

Udon soup con pollo e funghi shiitake

Udon soup con pollo e funghi shitake

C'è chi torna da Giappone, chi è appena andato (in bocca al lupo Sigrid!) e chi continua a sognare di andarci, il risultato per noi foodblogger un pò occhi a mandorla inside, più o meno è sempre lo stesso: propinare piattini, anzi ciotoline fumanti, in tutte le salse, anzi prevalentemente alla salsa di soia, ai i poveri lettori che stufi di tutto questo Giapponesismo presto passeranno ai depennamenti (o no Precy?).
Diciamo la verità questi spaghettoni Giapponesi sono proprio praticissimi da tenere a portata di mano, assomigliano ai nostri pici, sono fatti di grano tenero e cotti nel brodo impiegano davvero due minuti per esser pronti, almeno il tipo che ho trovato da Castroni. Passiamo ai funghi Shiitake, sono disponibili secchi e pare abbiano moltissime proprietà benefiche: altissimo apporto proteico, sono antitumorali e hanno la caratteristica di contrastare l'invecchiamento. Adesso detto in tutta franchezza, assaggiati così non li ho trovati proprio un gran che, ma nelle zuppe mi piacciono di più devo dire. Mi rimane sempre la curiosità di provarli freschi chissà se in Italia si trovano.
E' tradizione Giapponese infine mangiare queste zuppe rumorosamente, come i ramen, e più si fa rumore e più è indice di gradimento.

UDON SOUP CON POLLO E FUNGHI SHIITAKE

200 gr di udon
200 gr di petto di pollo
1 carota
50 gr di funghi shiitake secchi
brodo di pollo o miso
salsa di soia

Preparare il brodo di pollo, in alternativa potete scaldare l'acqua e scioglierci un cucchiaio di miso in crema. Ammollate in acqua i funghi shiitake lasciateli in ammollo mezz'ora a testa in giù.
In un padellino a parte cuocere il petto di pollo tagliato a striscette, io non ho usato olio, ma solo un goccio di salsa di soia. Tagliare le carote a rondelle, io ho usato il cutter per dargli la forma desiderata e aggiungerle al brodo. Prendere gli udon allargarli con le mani e metteli nel brodo.
Tagliate i funghi a listarelle una volta ammorbiditi, avendo cura di togliere il gambo che resta duro e aggiungere anche questi al brodo. Mescolare e lasciar cuocere fino a che gli udon non saranno cotti.
Sistemare la zuppa delle ciotole con il petto di pollo sopra, se lo avete guarnire con del coriandolo fresco.

Crema di zucca con wasabi e sesamo nero

Crema di zucca con wasabi e sesamo nero

Devo esaudire una richiesta oggi, mi è stata chiesta la ricetta della crema di zucca e non potevo venir meno alla promessa fatta.
La crema di zucca, riporta indietro ai sapori di casa, quei gusti che fanno decisamente inverno e calore, a quanto pare non è solo un idea mia questa. Quindi per tutti gli amanti della zucca da gustare in ogni dove dal dolce al salato... Oggi a grande richiesta la ricetta semi-classica. Si lo so, lo so, non ho resistito ad aggiungere una puntina di wasabi per dare un sapore leggermente più vivace e pungente, per la mia cara specialista in risotti, se non vi piace potete tranquillamente ometterlo! :)
A dirla tutta ho provato moltissime varianti di questa crema, diciamo che ogni volta che la faccio aggiungo qualcosa di diverso, l'altra volta avevo messo dei marroni arrostiti sminuzzati, con una quenelle di ricotta primosale, un'altra volta avevo sostituito il latte di cocco a parte del brodo (come Sigrid suggerisce). La verità è che è talmente versatile questo ingrediente che si presta davvero a tanti abbinamenti interessantissimi. Ma veniamo alla ricetta:

CREMA DI ZUCCA CON WASABI E SESAMO NERO

900 gr zucca gialla
1 porro
1 patata
1 litro brodo vegetale
3 cucchiai olio evo
1 cucchiaino raso di pasta wasabi
sale
sesamo nero

Preparare il brodo con sedano carota e cipolla, lasciar ridurre. Mondare il porro e tagliarlo a rondelle, lasciare soffriggere poco in una casseruola con dell’olio, sciogliervi dentro la pasta wasabi. Tagliare a cubetti la zucca e la patata dopo averle pulite dalla buccia, aggiungerle entrambe al porro. Lasciar cuocere per venti minuti con il coperchio chiuso, girando di tanto in tanto aggiungendo il brodo (se la preferite più densa e cremosa, usate solo ¾ di litro di brodo) . Con un forchetta controllate che le verdure siano tenere, quindi con un frullatore tradizionale o ad immersione frullate il tutto per ottenere la crema. Salate e tostate il sesamo nero in un padellino, unitelo alla vellutata, un giro d’olio e servire.

Canton noodle e tofu rosso in zuppa di miso

Canton noodle and tofu sup2

Si si mi rimetto subito in carreggiata con una ricetta che si addice molto più al mio stile. Un pochino etnica, salutare e vegetariana! ;) Insomma una ventata d'aria fresca! O calda visto che di zuppa si tratta! I Pancit canton noodle sono una nostra vecchia conoscenza, insieme anche al miso, il tofu rosso no invece. Si tratta di tofu aromatizzato biologico, con l'aggiunta di pomodoro, peperone e altre spezie, assume per questo la colorazione rossa ed ha sicuramente un gusto più "mediterraneo" del classico tofu.
Il miso, che ho usato questa volta, è di riso non pastorizzato (tipo questo) e assolutamente non bisogna lasciarlo bollire altrimente perde tutti i suoi principi benefici. C'è bisogno che sto qui a ribadirveli? Ve li ribadisce lei, e ci dice anche che la zuppa di miso non sarebbe tale se non includesse almeno l'alga wakame, ed è vero, al Natura Si ho anche visto dei cubi di zuppa di miso con alga wakamè inclusa! :) Proprio in stile dado, già, quelli zeppi di glutammato della nota marca con confezione verde, ma almeno qui stiamo parlando di fagioli di soia e alghe e non di scarti animal... EMH! Grassi idrogenati, scusate poi mi lascio prendere la mano.
La ricetta mi è stata ispirata da un libricino: cucina giapponese - sushi e sashimi ( Sprea editore 6,90 €) che trovate adesso in edicola.
Questa zuppa si prepara davvero in 10 minuti ed è obbligatorio divertirsi a mangiare i noodle con le bacchette! :) I giapponesi, si sa, hanno delle regole diverse delle nostre a tavola, prima tra tutte quella di mangiare rumorosamente, infatti sono consentiti risucchi, aspiramenti e persino digerire in maniera plateale non è considerato scortese, anzi! Perciò vi state ancora facendo problemi a lanciarvi nel tentativo con dei chopsticks?

Cantoon noodle and tofu sup

CANTON NOODLE E TOFU ROSSO IN ZUPPA DI MISO (x 2)

400 ml di acqua
1 cucchiaio raso di miso
100 gr di canton noodle
100 gr di tofu rosso (mezzo panetto)
un pizzico sale iodato
3 cm di alga wakame
brodo dashi (sostituito con un cuc.no di colatura di alici di Cetara)
erba cipollina

Scaldare l'acqua con l'alga wakamè e portarla ad ebollizione in una pentola con doppio fondo di quelle adatte alla conttura per induzione. Una volta che l'acqua ha raggiunto il bollore aggiungere il miso e spegnere. Aggiungere i noodle mescolare e lasciare cuocere. Aggiungere un cucchiaino di colatura di alici. Aggiungere il sale se lo ritenete necessario perchè potrebbe risultare già abbastanza saporita così. I noodle richiedono si è no 3 minuti di cottura se non li volete troppo cotti. Intanto tagliate il tofu a cubetti piccoli e aggiungerlo alla zuppa. Il gioco è fatto aggiungere l'erba cipollina per finire o anche dei semi di sesamo.

Zuppa autunnale con quark e melagrana


Zuppa autunnale con quark e melagrana

Non avevo mai comprato il quark prima, è stata una sorprendente scoperta. Leggero e di una consistenza cremosa e compatta quasi yogurt greco quasi ricotta, insomma promosso. Di quark (o tofel) ne esistono di vari tipi quelli con l'aggiunta di panna e quelli magri, li avevo visti nella torta cheesecake tedesca è versatilissimo e si può usare quindi sia per il salato che per il dolce, la cara Alex insegna...
Dove trovarlo? Al solito Natura Si, anche se qualcuno lo trova anche alla lidl.
La tentazione di infilarlo in un dolce mi è venuta subito ma poi ho optato per il salato assaggiandolo in versione più "nature" per iniziare, forse ne avrei apprezzato meglio il gusto ed ecco già l'idea di scaldarmi un pochino le mani intorno ad una zuppa very comfort: passato di verdure mamma style arricchito da questo formaggio e da chicchi freschi di melegrana. Creando il contrasto caldo-freddo, dolce-salato-acidulo, parte liquida e parte croccante data dalla melagrana. Buone coccole!

ZUPPA AUTUNNALE CON QUARK E MELAGRANA (x4)

100 gr di bieta
1/2 finocchio
1 costa di sedano
1 carota
1/2 cipolla
1 patata
foglie di basilico
1/2 litro di brodo vegetale
100 gr di quark magro
melagrana
erba cipollina
foglie di finocchio
olio evo
fleur de sal

Prepare il brodo vegetale con sedano carota e cipolla. Lavare le verdure.
Tagliare a pezzetti il finocchio la patata le bietole metterle in un cassaeruola con 2 mestoli di brodo lasciar cuocere 10 minuti, mescolando. Aggiungere il basilico, l'erba cipollina, il sale e il resto del brodo. Chiudere la pentola e lasciar cuocere un ora.
Con il frullatore che preferite ridurre le verdure a purea, eventualmente aggiustare di sale.
Servire la zuppa calda con 1 quenelle di quark fredda al centro, guarire con la melagrana.
Io ho riportato anche i profumi che avevo messo all'interno quindi erba cipollina e foglioline di finocchio ma solo per guarnizione.
Con questa ricetta partecipo alla racconta di Antonella: Pane al pane... Vino al vino.

Gazpacho Salmorejo

Quando sono buone in estate le zuppe da mangiare fresche? Tra le tante qual'è la zuppa fredda per eccellenza? Si, il gazpacho. Nasce in Andalusia e ne esistono tantissime versioni, ci si sbizzarrisce nell'uso delle verdure (sempre aggiunte crude) e delle spezie. Io, preferisco la versione salmorejo: più pane, niente peperoni e di una consistenza più grossolana che conferisce a questa zuppa fredda un tipico colore rosa. Questa zuppa è caratteristica in particolare della città di Cordoba. Io ho provato a farla tante volte (non la servo però con il ghiaccio) ogni volta uso un ingrediente diverso e la modifico :)
Stavolta l'ho servita lasciando dei pezzetti di cetriolo intero in fondo al bicchiere in modo che la zuppa abbia la sua parte croccante, normalmente questa viene data da dei crostini di pane, ma in questo caso aggiungere ulteriore pane mi sembrava troppo. Alla fine dei conti, non trovate che il gazpacho ricorda la nostrana panzanella??
In effetti conserva tutti i profumi e gli odori tipici mediterraei, il gazpacho si contraddistingue per la semplicità della sua esecuzione, è solo un assemblaggio di ingredienti in effetti.

GAZPACHO SALMOREJO
2 pomodori
200 gr di pane raffermo
1 cetriolo medio
basilico
olio evo
sale
basilico
2 cucchiai di aceto di vino
5/6 capperi dissalati
Qualche goccia di tabasco (se piace)

Frullae tutti gli ingredienti insieme usando solomente mezzo cetriolo. L'altra metà tagliarla a pezzetti e metterla sul fondo del bicchiere. Aggiungere un paio di cucchiai di aceto di vino (ma è a gusto personale) e salare.
Versare nelle coppe il composta sopra ai cetrioli. Conservare in frigo un ora prima di servirlo, ben fresco. Chi lo gradisce può, in aggiunta, mettere qualche goccia di tabasco.

Con questa ricetta partecipo alla racconta di Marsettina e Lory:


Vellutata di fave con pecorino e guanciale croccante

Ultime ricettine con le fave... Dopo essermi cimentata con la tortilla con gli gnocchetti sardi ho pensato a qualcosa che con le fave non ero solita cucinare e l'idea è stata quella della velluata!
Già, dicevo, ultime ricette con le fave....e aggiungo purtroppo! Si perchè è sempre troppo breve il periodo in cui si trovano davvero tenere e fresche :(
Tuttavia si può sempre approfittare di quelle secche, anche se non è lo stesso. Le fave fresche hanno poche calorie e rendono molto di più, una volta seccate loro volume diminuisce e ne servono molte di più per arrivare allo stesso risultato:
Fave Fresche 37 Kcal - Fave Secche 342 Kcal per 100 gr di prodotto. (Grazie Onde!)
Ma ora veniamo a noi, se fave e pecorino sono un classico anche fave e guanciale costituiscono un altro accostamento arcinoto, che merita! A mio parere, dato che stiamo parlando comunque di una velluata primaverile questo piatto si gusta al meglio se leggermente tiepido e se accompagnato con dei crostini di pane leggermente dorati. Provateci!
AH! Questo piatto la dedico a furfecchia, che insieme a me è una grande amante delle fave con il pecorino.

CREMA DI FAVE CON PECORINO E GUANCIALE CROCCANTE

300 gr di fave sbucciate
150 gr di percorino romano grattugiato
50 gr di guanciale tagliato a dadini
1 carota
1 gambo di sedano
1/2 cipolla
1 patata
olio evo
sale

Liberare le fave dalla buccia. Preparare il brodo vegetale con sedano carota cipolla e patata, farlo restringere per bene. Mettere in una padella le fave con un poco d'olio, una volta scottate le fave aggiungete via via il brodo. Aggiustare di sale. Frullare le fave con il frullatore ad immersione per ottenere la velluttata. Aggiungere il pecorino mescolare bene.
Guarnire con delle fave intere e dei pezzettini di guanciale fatti ben rosalere in una padella antiaderente con un filo l'olio.

Ringrazio infine Piccola cuoca del blog: che profumino, per i premi che mi ha donato. Aggiungo solo quello che non avevo mai ricevuto.
Non solo è bravissima in cucina ma ha, come me, la passione per i cartoni di Miyazaki! Grazie infinite per il dolce pensiero.

Crema di verdure al rosmarino e paprika


Visto i giorni di pioggia, il freddo e l'inverno penso sempre che la sera ci sia più voglia di qualcosa di caldo. Quindi in questo periodo mi sbizzarrisco un pò con queste preparazioni.
Sapete cosa mi hanno detto, trovandosi davanti a questa zuppa? "A me il passato di verdure mi ricorda la guerra, per questo non lo mangio."
(.... RUMBLE RUMBLE... Il rumore del mio cervello!)
Tenendomi dentro quello che pensavo in quel momento, riguardo al mio ospite, appena iniziata la cena... Sorrido e faccio buon viso. Avete presente il gocciolone??
Apprezzo la sincerità! Cerco di dimenticarmelo e vado avanti con la cena fregandomene dell'infelice battuta!Con orgoglio vi presento comunque la mia creazione:

CREMA DI VERDURE AL ROSMARINO E PAPRIKA PICCANTE

1,5 litri d'acqua
2 patate
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
100 gr di foglie di bietole
1 cucchiaino di paprika piccante
Olio di olvia
Sale
Rosmarino
Parmigiano reggiano
Cracker di mais e riso o bruschette per accompagnare
Fare un brodo vegetale con sedano carota e cipolla. In padella cuocere le patate a pezzettini insieme a un rametto intero di rosmarino lavato. Aggiungere via via il brodo per stufare le patate, spezzetare le foglie di bieta e aggiugerle alle patate quando la cottura e quasi ultimata. Togliere il rametto di rosmarino. Finire di aggiungere il brodo e le altre verdure alla padella e passare tutto con il frullatore ad immersione per ottenere la crema. Aggiugere il parmigiano a piacere, il cucchiaino di paprika e mescolate.Un filo d'olio a crudo, delle foglioline di rosmarino solo per guarnire.Servire o con delle bruschette o con dei cracker al mais e riso.

Crema di lenticchie, topinambur e arancia

Ho visto in giro diverse ricette con il topinambur in abbinamento con l’arancia, in effetti sono ricette di pesce. Ma nella mia testolina come al solito frullava altro. E’ venuta fuori questa crema… Dal gusto particolare ma che ho trovato davvero buona.

CREMA DI LENTICCHIE, TOPINAMBUR E ARANCIA

200 gr di lenticchie di Castelluccio di Norcia
3 topinambur piccoli
1 l di brodo vegetale (sedano carota e cipolla)
1 arancia
1 grattata di zenzero
1 grattata discorza d’arancia
2 semi di cardamomo tritato
Olio d’oliva
Sale
Preparate un brodino vegetale bello ristetto. Lessate le lenticchie in acqua salata. Tagliare il topinambur a quadretti dopo averlo sbucciato e farlo cuocere in padella con olio, una grattata di zenzero e di scoza d’arancia. Pelare un’arancia a vivo e aggiungerla al topinambur. Lasciare che si sciolga e che formi una sorta di crema. Stufare via via il topinambur con l'aggiunta del brodo vegetale, fino a che non sarà cotto. A questo punto aggiungere le lenticchie e ridurre la zuppa a crema con l’aiuto del frullatore ad immersione. Aggiustare di sale. Aggiungere il cardamomo tritato. Servire con un filo l’olio sopra.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Mika “Lenticchie e Co”

Wood-fired brick oven Bean’s Soup… nel giorno della Memoria

Mi sembra il giorno adatto per partecipare alla raccolta proposta da Mamma mia che buono!
Infatti proprio oggi che si ricorda la Shoah, non mi sembra una buona occasione per pensare al cibo, è più facile che nella mente scorrano le immagini di tanti documentari sull’olocausto e su quello che è avvenuto nei campi di concentramento. Oggi è una buona occasione per pensare alle origini, ai nostri nonni, a tutti coloro che hanno vissuto il periodo della guerra.
La raccolta Poveri, ma belli l’ho trovata davvero adatta a questo giorno, mi complimento per la bella l’iniziativa.

Mia nonna mi spiegava che una volta era più facile che i cibi venissero cotti in forni a legna, come anche il pane. Quindi ho voluto ripercorrere un po’ questa abitudine. Approfittando del fatto che domenica avevano acceso il forno a legna (mio padre) io lo ammetto non sono proprio pratica! Sono riuscita a cuocere i fagioli, come diceva mia nonna… CHE RISULTATO!

WOOD-FIRED BRICK OVEN BEAN’S SOUP (x4)

600 gr di fagioli borlotti
1 l di brodo vegetale
200 gr di
2- 3 cucchiai di passata di pomodori
1 carota
1 sedano
1 cipolla
2 spicchi d’aglio
3 cucchiai di olio d’oliva
4 fette di pane raffermo
rosmarino
sale

Cottura fagioli: Dopo che il forno a legna è stato utilizzato per cuocere qualche pietanza, resta caldo grazie alle braci. Allora prendere i fagioli secchi, e metterli in una terracotta con 2 dita d’acqua.Mettere la terracotta in forno vicino alla brace. Coprire con un coperchio e lasciare là la terracotta per tutta la notte si cuoceranno dolcemente al calore del forno. La mattina seguente saranno cotti. Morbidi e belli compatti.

Per la zuppa: In una casseruola con olio far soffriggere aglio schiacciato, cipolla sedano tritati e una carota a pezzettini lasciar andare qualche minuto aggiungere i fagioli e la passata di pomodoro. Scaldare il brodo vegetale in una terrina e unirvi i fagioli con le verdure. Portare ad ebollizione e lasciar cuocere 10 minuti tutta la zuppa nella terrina messa sul fuoco con uno spargifiamma. Con il frullatore ad immersione frullare il tutto grossolanemente e aggiungere dei fagioli interi che avevamo precedentemente messo da parte. Aggiustare di sale.
Mettere il pane in forno, tagliato a pezzettini e servirlo insieme alla zuppa.

Crema di zucca e verdure


La differenza tra vellutata e zuppa, ormai la ho abbastanza chiara. Nella vellutata viene aggiuto di solito un ingrediente per amalgamare: panna, besciamella o farine varie, nella zuppa invece no. Quello invece che ho scoperto leggendo e di cui, in effetti, non ne son nemmeno certa dato che se si legge in giro su internet non è detto che quello che stiamo leggendo provenga da una fonte attendibile, è questo: la differenza tra una zuppa e una crema è che la prima è una classica minestra e si serve senza frullarla invece la crema è frullata. Chiarita questa classificazione, forse un pò pretenziosa, suppongo di aver fatto quindi una crema :))
Leggevo in merito alla zucca: contiene calcio, potassio fostforo, zinco, Vitamine A, C, PP. Si è dimostrata utile nella prevenzione dei tumori. La polpa è ipocalorica (sviluppa 15 Kcal ogni 100 gr) ha un'altissima percentuale di acqua e una bassissima percentuale di zuccheri semplici.
AH! L'estratto di zucca è indicato per curare le nausee mattutine e disturbi gastrici e prostatici

CREMA DI ZUCCA E VERDURE


100 gr di zucca
2 patate medie
8 pachino
5 foglie di bieta
1 cipolla
1 spicchio aglio
1 gambo sedano
2 carote
2 gallette di riso o 2 fettine di pane
olio d’oliva e sale

Pelare la zucca e tagliarla a dadini, sbucciare la cipolla e tritarla insieme a uno spicchio di aglio. In un pentolino, far soffriggere metà della cipolla e l’aglio con un filo di olio d’oliva, aggiungere i dadini di zucca, salare e lasciar cuocere il tutto. Intanto in acqua e sale avremo messo a bollire sedano carota l’altra mezza cipolla, le patate pelate e tagliate e i pachino. Lasciar insaporire e far bollire per ottenere il brodo, non mettere tanta acqua perché deve essere abbastanza ristretto. Togliere dalla pentola una cucchiata di dadini di zucca prima che si disfi troppo, che useremo alla fine per guarnire il piatto alla fine. Adesso, aggiungere la bieta alla zucca e via via aggiungere anche il brodo e le altre verdure lesse. Portare ad ebollizione il tutto e lasciar cuocere per 20 minuti. Quando la zuppa è cotta, passarla al frullatore finché non è omogenea. Aggiunstare di sale e servire con qualche dadino di zucca intero e le gallette di riso (per chi è a dieta) o crostini di pane bruscato con l’olio (per chi non lo è).