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Couscous prosciutto croccante melone & Tai Rosso

cous cous prosciutto e melone

Ricordate la piadina prosciutto e melone? Pare che di anno in anno l'abbinamento più gettonato dell'estate non riesca proprio ad abbandonarmi.
Questa volta però la sfida di degustare un bicchiere di rosso con un piatto estivo e fresco come è il classico prosciutto e melone, mi aveva incuriosita da subito quando l'ho letto qui. Certo, il rosso in questione è quello di Dal Maso Tai Rosso dei Colli Berici, e il prosciutto e melone non è propriamente in versione tradizionale ma couscous-seggiante.
Il risultato finale? Gradevole, d'altronde il Tai Rosso è un vino da tutto pasto, se ne consiglia l'abbinamento con primi piatti saporiti e carni bianche nonché con i piatti più tipici del vicentino (loro noto baccalà). Ho trovato che, anche in questo caso, il vino, che ho preferito servire a temperatura di frigorifero, creava il giusto accompagnamento per un piatto non facile da decifrare in cui si uniscono anche sapori un pò etnici come il couscous ai quattro cereali (gran duro, kamut, farro e mais). In particolare ho notato che la parte di cous cous resa croccante dalla tostatura in padella, meglio si sposava con il bicchiere che stavo bevendo e il prosciutto e melone.
Prima di passare alla ricetta, il ringraziamento va Davide Cocco di Studio Cru che con i suoi tweet mi ha consentito di conoscere questa iniziativa.
Per un altra simpatica interpretazione vi condiglio di sbirciate anche la ricetta di Senza Panna

COUSCOUS PROSCIUTTO CROCCANTE E MELONE (2 o 3 porzioni)

200 gr di cous cous bio ai 4 cereali
2 fette di melone
6 fette di prosciutto saporito
4 foglie di menta 4 foglie
glassa al vin cotto
acqua
olio evo
fior di sale

Cuocere il cous cous nello stesso volume di acqua con un cucchino di olio e un piazzico di sale per cinque minuti.
Sgranate il cous cous conditolo con olio fior di sale e folgioline di menta tritate. A questo punto prendete una padella senza ungerla e rosolate due fette di prosciutto per un minuto girandole da un lato e dall'altro perchè non scuriranno, devono diventare croccantissime, quando il grasso in cottura da trasparente sarà tornato bianco prelevarle e metterle da parte. Adesso usare la stessa padella del prosciutto per tostare il cous cous, dategli forma di hamburger a mano o con un coppa pasta e rosolarli da ambo i lati facendogli formare un sottile crosticina brunita. Considerare due hamburger a porzione.
Tagliere il melone e condirlo con poco olio e abbondate pepe. Tagliare a striscette le fette di prosciutto (sia le due fette che abbiamo reso croccanti, sia le due fette "normali")
Comporre il piatto mettendo uno strato di cous cous, i pezzetti di melone, le listarelle di prosciutto fresco due foglie di menta un paio di gocce di glassa al vino cotto. Si ricomincia con il cous cous e sopra ancora melone, prosciutto, croccante questa volta, menta e finire con un giro di vino cotto.


tai rosso

Insalata con lenticchie all'alloro e stracchino di capra

insalata con lenticchie all'alloro e stracchino di capra 2
Per leggere questo post potete fare una visita anche sul sito di dissapore, il blog più Spigoloso d'Italia ospita la mia rubica sulla cucina naturale

Sul discorso legumi, già iniziato qui, c'è ancora non poco da discutere. Avevamo iniziato a parlare di piselli, oggi invece introduciamo le lenticchie, o come si dice in gergo la lens culinaris. Sono un alimento oltre che antichissimo, e molto diffuso in Europa dove è possibile trovarne di tante varità:
la lenticchia marrone, quella che si trova anche in scatola
la lenticchia rossa (gialla o arancia), prevalentemente diffusa nella cucina asiatica
le lenticchie verdi, le più note sono quelle di Villalba e di Altamura;
la lenticchia corallo o rosa, assume questo colore perché è venduta già sgusciata
la lenticchia bionda, che si caratterizza dal fatto di essere più grande delle normali e
la lenticchia rosa pallido come la lentillon rosé di Champagne (Francia)
la lenticchia nera anche detta beluga per la somiglianza al caviale e... Credo che ci siano tutte.

Il bello è che in Italia, come spesso accade abbiamo molte varietà di lenticchie che rientrano anche nella categoria IGP, DOP o anche presidio slow food, come ad esempio la famosa di Castelluccio di Norcia usata in questa preparazione, più piccolina della classiche di colore che può andar dal marrone al verde-beige.
Le lenticchie sono spesso legate all'inverno e al Natale, ma è importassimo mangiarle durante tutto l'anno, oltre che per il ferro e il calcio, per le vitamine (tra cui anche il retinolo - antinvecchiamento) che contengono, sono consigliate in caso di diete vegetariane o vegan per assumere tramite questi alimenti ciò che contiene la carne.

Adesso vi lascio un trucchetto se state seguendo un regime alimentare che limita l'utilizzo di kcal, ma non volete rinunciare alle lenticchie, il consiglio è di farle germogliare. Per 100 gr di prodotto le lenticchie secche apportano 325 kcal, le lenticchie germogliate appena 106 kcal, certo magari non fatelo con le lenticchie di Castelluccio sarebbe un peccato.

insalata con lenticchie all'alloro e stracchino di capra

INSALATA CON LENTICCHIE ALL'ALLORO E STRACCHINO DI CAPRA ( 2 porzioni)

200 gr di lenticchie
3 carote
1 gambo di sedano
1 spicchio d'aglio
100 gr di stracchino di capra
4 foglie d'alloro
olio evo
sale
rucola

Ammollare le lenticchie in acqua per almeno 6-12 ore prima di cuocerle. Dopo metterle in un tegame coperte di acqua fredda, un dito sopra il loro livello, se sarà necessario aggiungerete altra in cottura.
Lasciar lessare 15/20 minuti con una carota, un gambo di sedano e le foglie di alloro. Scolare e saltare in padella con olio aglio, sale e alloro, quando saranno ben condite e insaporite bastano 5 minuti togliere l'alloro e l'aglio e saranno pronte per l'insalata, appena si intiepidiscono.
Disporre un letto di rucola e sopra le lenticchie. Lavare e tagliare due carote, tagliarle a pezzettini e unirle crude alle lenticchie. Tagliare lo stracchino a pezzettini, o romperlo con le dita sul piatto.
Condire con olio e sale.
Le lenticchie possono essere preparate in anticipo e unite fredde all'insalata.

Torta salata agli asparagi

Torta salata agli asparagi

Sto ancora cercando di riprendermi dall'intenso fine settimana, o intera settimana e già ne comincia una nuova con altrettanti impegni. Niente da fare a me piace proprio così! Quindi se siete di corsa e non avete voglia di ammattirvi chissà quanto in cucina, l'idea adatta per questa stagione è sfruttare gli asparagi.
La mousse di asparagi, di cui segue la ricetta, può essere usata nei modi più disparati, spalamata su crostini o su ritagli di pasta sfoglia, potrebbe essere un idea per condire un piatto di pasta, potrebbe essere servita così com'è insieme a del pinzimonio o dei grissini come aperitivo.
Sicuramente potete sbizzarrivi. La mia idea è stata quella di metterla in un guscio di pasta sfoglia e utilizzarla per risolvere il problema classico, cena da preparare e poco tempo a disposizione.

MOUSSE AGLI ASPARAGI

200 gr di asparagi verdi
30 gr di prezzemolo fresco
200 gr di formaggio fresco spalmabile
50 gr di parmigiano
15 gr di pecorino
olio evo
sale

Lessare gl iasparagi e pulirli dalla parte del gambo troppo dura. Lavare il prezzemolo, prendere il vostro bravo frullatore ed unire nel boccale tutti gli ingredienti con olio e un pizzico di sale (dato che i formaggi danno già molta sapidità). Frullare a piacimento io l'ho lasciata piuttosto grossolana se voi preferite continuando a frullate otterrete un composto più omogeneo.

Ripieno agli asparagi


TORTA SALATA AGLI ASPARAGI

Per la mousse:
200 gr di asparagi verdi
30 gr di prezzemolo fresco
200 gr di formaggio fresco spalmabile
50 gr di parmigiano
15 gr di pecorino
olio evo
sale

inoltre:
1 uovo
1 rotolo di pasta sfoglia

Utilizzate il procedimento della mousse alla quale aggiungerete anche un uovo leggermente sbattuto.
Aprire il rotolo di pasta sfolia e sistemarlo su di una teglia coperta da carta forno. Io ne ho usata una di 20 centimetri in modo tale di avere la parte del ripieno più alta e parte della mousse mi è comunque avanzata. Preriscaldare il forno e cuocere a 180' per 30 minuti (forno statico).

Danubio salato

Danubio

Se cercavate quell'idea per un pic nic, se cercatavate quel piatto simpatico da portare a casa di amici per un buffet, potete andare sul sicuro con il Danubio. Già porzionato in tanti bocconcini da staccare uno ad uno e godersi l'impasto lievemente briochioso, lievemente "pizzoso" prima di incontrare il ripieno sapido e sostanzioso, insomma da provare. Sia la versione dolce che quella salata.
Per quanto riguarda questa ricetta viene direttamente dal blog più sincero della capitale, nonchè di una cara amica spacciatrice di lievito madre. Antonella le tue ricette sono davvero impeccabili!
Riporto la ricetta presa da lei con le modifiche (del ripieno) qui di seguito. Ma prima, una piccola segnalazione, per chi è a Roma: da questo weekend è iniziato il vinò forum, al quale conto di far un salto in settimana, ma non trovate anche voi che sia così bello sapere che questa settimana è spezzata da un mercoledì di festa? Un volta tanto non bisogna aspettare il weekend per rilassarsi un pò, a maggior ragione quindi una buona settimana a tutti.
AH! Quasi dimenticavo... Ma sapete che ho fatto il mio primo corso di cucina? Bè si, ho partecipato al corso di Finger food presso il Gambero Rosso con la carissima Alem, se leggendo il suo blog pensate che sia simpatica, dal vivo è proprio uno spasso! Il corso è stato interessantissimo, spero a breve di poter riproporre qualcosa di interessante! :))

DANUBIO SALATO (per uno stampo da 28 cm)

550 gr. farina manitoba
250 gr. latte
50 gr. olio extravergine
30 gr. di zucchero
10 gr. di sale
1/2 cubetto di lievito di birra
1 uovo intero

ripieno:
250 gr. stracchino
170 gr. bresaola tagliata a listarelle
1 uovo sbattuto per spennellare la superficie

Sciogliere il lievito nel latte tiepido (più sul fresco che sul caldo).
In una ciotola capiente, mettere la farina, lo zucchero e l'uovo. Aggiungere il lievito sciolto e cominciare ad impastare, a questo punto, unire l'olio e il sale e continuare ad impastare finchè non avremo ottenuto una bella pasta soda e liscia. Mettere in una ciotola coperto e far lievitare fino al raddoppio. Il mio ha impiegato 4 ore. Se avete meno tempo, potete mettere tutto il cubetto di lievito, in un oretta avrete ottenuto lo stesso risultato.
Intanto preparare la farcitura ,mischiando le striscioline di bresaola allo stracchino che avremo ammorbidito con un cucchiaio di legno.
Riprendere l'impasto lievitato e rilavorarlo un pochino, dopodichè dividerlo in quattro parti e ogni parte, di nuovo in quattro.
Stendere ogni pezzetto e mettere al centro un po' di farcia, quindi sigillare bene quello che sarà il fondo. Disporre le palline ottenute in una teglia seguite le foto espilcative che vedete qui e far lievitare ancora finchè non si uniscono, un ora abbondante. Spennellare la superficie con l'uovo sbattuto e infornare a 180° per 40 minuti (forno statico).

Seitan saltato con cipollotto e curry

seitan saltato con cipollotto e curry

Grazie ancora per tutti i commenti cari che avete lasciato ieri. Oggi torniamo alle nostre belle abitudini e incontriamo la cucina naturale,con la rubrica che trovate, come sempre su: Spigoloso.

Per saperne di più su seitan, calorie e "per come" e "perchè" indirizzatevi qui

Due parole sulla ricetta invece ve li anticipo anche di seguito, piatto ultra facile e veloce.

SEITAN SALTATO CON CIPOLLOTTO E CURRY SU RISO BASMATI

1 panetto di seitan tradizionale
mezzo cipollotto fresco
1 cucchiaino raso di curry
acqua
olio evo
sale
riso basmati per accompagnare

Lessate il vostro bel riso basmati io di solito lo lavo sempre prima di cuocerlo, così si evita che i chicchi si rompano.
In un wok cuocere il cipollotto tritato con l'olio, senza farlo scurire e saltare il seitan tagliato e bocconcini, bastano pochi minuti, aggiungere dell'acqua di cottura del riso e mezzo cucchiaino di curry.
Quando il riso sarà cotto condire con olio e sale e servirlo con il seitan sopra. Aggingere altro curry per guarnire il piatto insieme al cipollotto.

Insalata con tofu rosso e fragole, al balsamico.

Insalata tofu rosso e fragole, al balsamico

Capita che ogni tanto ci scappi quel panetto di tofu nel carello della spesa e ogni volta penso a quale sarebbe il modo migliore per gustarlo. Come sapete spesso mi trovo bene con dei panetti già aromatizzati o che aromatizzo da sola.

Per saperne di più sul tofu, proprietà e usi prego dirigersi verso la mia rubrica di cucina naturale sul blog: Spigoloso del network dissapore.

Quando si parla di piatti così semplici da gustare "crudi" è importante che i condimenti siano di ottima qualità. L'aceto che ho usato è questo qui: Leonardi, l'olio è quello extra vergine d'oliva premuto a freddo biologico che produciamo noi nel Chietino e il sale è questo qui.

INSALATA DI TOFU ROSSO E FRAGOLE, AL BALSAMICO (2 porzioni)

40 gr Rughetta
20 gr germogli di soia
200 gr tofu rosso (un panetto)
10 fragole
Aceto balsamico tradizionale di Modena dop
olio evo
fleur de sal

In un padella antiaderente scottare leggermente il tofu tagliato a cubetti, lasciateli scottare girandoli di tanto in tanto fino al punto che cominceranno ad attaccarsi alla padella quindi, comporre l'nsalata mettendo un letto di rughetta e germogli di soia, il tofu saltato senza grassi aggiunti e le fragole a pezzettini. Condire con olio e sale di buona qualità e aggiungere qualche goccia di buon balsamico soprattutto sui pezzetti di fragola.

Cake fave, pecorino e senape

Cake fave, pecorino e senape

Ben sintonizzati su queste frequenze, prego accomodarsi e servirsi anche da bere, il vino consigliato oggi è il Syrah, no non è il vino che sarebbe il caso di bere con questo cake ( o forse anche si?) bensì il vino degustato a un certo Wine festival tenutosi proprio questo fine settimana al Gambero Rosso.
Côte-Rôtie, Cornas, Crozes-Hermitage sono le denominazioni assaggiate provenienti dal Rodano a confronto con gli interessanti fratellini italiani soprattutto siciliani. Ho imparato ha sentire il profumo di pepe dello Syrah e ho anche imparato a distinguere se la barrique utilizzata era di cipresso o no. Nell'eterna lotta tra vini francesi e italiani in questo caso è abbastanza difficile dire chi abbia la meglio. Resta il dubbio di provare gli Syrah australiani e americani, spero di rimediare presto (frecciatina a qualcuno...). Concludendo qui il discorso sui vini, che tanto lo sapete meglio di me, che non sono una grande intenditrice, torniamo alla nostra ricetta.
Vi siete già accorti vero che la ricetta è made in cavoletto di Bruxelles? Ho solamente fatto qualche modifica qua e la' a mio gusto, in particalare ho aggiunto più lievito, dato che il dilemma di questi cake al formaggio è proprio il fatto che restano bassini e pesantoni, e la senape. L'ho servito come antipasto per un barbecue ed è stato apprezzato, il vino da consigliare in questo caso l'ho imparato ormai: Chardonnay o Cesanese del Piglio (Come dicevo qui), tanto per tornare a bomba Francia o Italia? :) Invece con la carne il Syrah va più che bene.

cake fave pecorino e senape II

CAKE FAVE PECORINO E SENAPE

3 uova
3 cucchiai di olio evo
150 gr di farina
1 bustina di lievito
100 gr di pecorino
100 gr di fave sgranate
1 rametto di menta
pepe nero macinato al momento
10 gr di grani di senape

Sgranare le fave cuocerle per 5 minuti in acqua bollente e raffreddarle in acqua fredda perchè così premendole semplicemente potete riuscire a prelevare solo in cuore. Procedere sbattendo le uova montandole leggermente, aggiungere la farina con il lievito setacciato dentro, continuando a mescolare, aggiungere il pecorino grattugiato. Tritare la menta finemente ma senza farla annerire, aggiungerla all'impasto insieme alla senape macinata e al pepe. Io non ho aggiunto altro sale. Sistemare l'impasto in una teglia e cuocere a 180° per un ora (forno statico).

Bento box con polpette di tofu


Bento con polpette di tofu

Arriva la primavera e il momento dei pic nic, e da queste parti non possiamo di certo farci mancare il pranzetto al sacco molto nature, biologico e sano.
Conoscete gia la mia passione per queste scatoline giapponesi, per me sono una vera droga, più ne trovo più ne desidero al punto che sta diventanto una vera mania e ne ho una discreta collezione; ultimo acquisto quelli termici ;) , a discapito della cucina di mia madre che già più volte ha ribadito che tra poco usciremo noi fuori casa per lasciar spazio ai miei bento. Ma questa è un altra storia.
I porta pranzo giapponesi, che spesso sono vere e proprie opere d'arte impazzano ormai ovunque, tranne a Roma a quanto pare. Infatti per trovarli credo che l'unico negozio per reperirli sia la Giapponeria Sakurashu, oppure chiaramente online, se avete più info di me fatemi sapere.
Vi lascio qualche idea, anche se non volete utilizzare il classico bento box, tutte queste preparazioni sono perfette da mangia fredde.
Ah! dimenticavo finalmente ho realizzato i "veri" onigiri giapponesi con la prugna di Suppaman (ricordate Arale?) è una prugna salatissima e acidula che pare faccia benissimo al nostro organismo.

BENTO BOX CON POLPETTE DI TOFU

Onigiri classici con umeboshi
Insalata con carote e ravanelli da condire con finta maionese
Polpette di tofu
salsa di soia

Accessori necessari:
- onigiri mold
- portasalse di hello kitty (per la finta mainese)
- portasalse per la soia
- cutter per verdure
- pirottini di hello kitty

L'unico appunto da fare è per le polpette di tofu, in senso orario vedete:

tofu alle olive verdi
tofu e pistacchio di bronte tritato
tofu alle mandorle e sesamo
tofu al peperoncino

Con lo stesso procedimento usato per le polpette aromatizzate alle mandorle e sesamo ho realizzato quelle alle olive, per gli altri due tipi, semplicemente ho tritato il tofu insaporito con olio e sale e "rotolato" le palline nella "panatura".

Udon soup con pollo e funghi shiitake

Udon soup con pollo e funghi shitake

C'è chi torna da Giappone, chi è appena andato (in bocca al lupo Sigrid!) e chi continua a sognare di andarci, il risultato per noi foodblogger un pò occhi a mandorla inside, più o meno è sempre lo stesso: propinare piattini, anzi ciotoline fumanti, in tutte le salse, anzi prevalentemente alla salsa di soia, ai i poveri lettori che stufi di tutto questo Giapponesismo presto passeranno ai depennamenti (o no Precy?).
Diciamo la verità questi spaghettoni Giapponesi sono proprio praticissimi da tenere a portata di mano, assomigliano ai nostri pici, sono fatti di grano tenero e cotti nel brodo impiegano davvero due minuti per esser pronti, almeno il tipo che ho trovato da Castroni. Passiamo ai funghi Shiitake, sono disponibili secchi e pare abbiano moltissime proprietà benefiche: altissimo apporto proteico, sono antitumorali e hanno la caratteristica di contrastare l'invecchiamento. Adesso detto in tutta franchezza, assaggiati così non li ho trovati proprio un gran che, ma nelle zuppe mi piacciono di più devo dire. Mi rimane sempre la curiosità di provarli freschi chissà se in Italia si trovano.
E' tradizione Giapponese infine mangiare queste zuppe rumorosamente, come i ramen, e più si fa rumore e più è indice di gradimento.

UDON SOUP CON POLLO E FUNGHI SHIITAKE

200 gr di udon
200 gr di petto di pollo
1 carota
50 gr di funghi shiitake secchi
brodo di pollo o miso
salsa di soia

Preparare il brodo di pollo, in alternativa potete scaldare l'acqua e scioglierci un cucchiaio di miso in crema. Ammollate in acqua i funghi shiitake lasciateli in ammollo mezz'ora a testa in giù.
In un padellino a parte cuocere il petto di pollo tagliato a striscette, io non ho usato olio, ma solo un goccio di salsa di soia. Tagliare le carote a rondelle, io ho usato il cutter per dargli la forma desiderata e aggiungerle al brodo. Prendere gli udon allargarli con le mani e metteli nel brodo.
Tagliate i funghi a listarelle una volta ammorbiditi, avendo cura di togliere il gambo che resta duro e aggiungere anche questi al brodo. Mescolare e lasciar cuocere fino a che gli udon non saranno cotti.
Sistemare la zuppa delle ciotole con il petto di pollo sopra, se lo avete guarnire con del coriandolo fresco.

Polenta al sugo di coppa piccante

Polentina al sugo

Che volevamo far venire l'inverno senza nemmeno prepararci una polenta buona e fumante? E no! Già l'anno scorso c'avevo provato e quest'anno? Detto fatto, ci mettiamo subito a lavoro.
Pronti con il paiolo di rame, la farina di granturco gialla e la pazienza. Arriva mia nonna in casa e mi fa: "Ovvia, oggi fai la polenda?", già, lei toscanissima, l'ha sempe chiamata così "polenda" pensavo sbagliasse invece se si va a vedere l'etimologia di questa parola mia nonna non si è inventata nulla. Polenta o polenda deriva da: poltiglia e focaccia il nome risale niente popodimenochè al tempo dei romani (quindi più o meno dai tempi di mia nonna! Ahahaha! Rido solo io vero? Bè pazienza, lo so la battuta era vecchia).
Adesso non gridate subito all'eresia, ho fatto il sugo ma non ho resistito alla tentazione di usare loro, quasi mi dispiace toglierli dalla cantina sono davvero coreografici, ma era arrivato il momento e così la polenta o polenda di oggi siore e siori... E' con un sughetto di pachino. E le spuntature? Bè le spuntature, anche no, per me grazie! Però avevo questa coppa qui, che arriva dritta dritta e fresca dall'Abruzzo ed è fatta artigianalmente. E' sempre polenta con sugo di maiale in fin dei conti no? Però il sugo resta decisamente più fresco e acidulo.

POLENTA AL SUGO DI COPPA PICCANTE (x 2)

750 gr di acqua
160 gr di farina per polenta (mezza confezione)
200 gr di pachino (o di pelati)
150 gr di coppa di maiale
70 gr di pamigiano
sale
olio evo
cipolla
sedano
peperoncino

Tritare finemente la cipolla e il sedano lasciati soffrigere lievemente in olio prima di aggiungere i pachino puliti e tragliati a metà. Lasciare cuocere la pentola coperta per 15 minuti. In una padella a parte, far rosolare la coppa con il peperoncino e un filo d'olio e unire i pachino. Saltare qualche minuto e spegnere.
Portare ad ebollizione l'acqua salata per la polenta nel paiolo di rame. Versare a filo la polenta e via via mescolare con un cucchiaio di legno, girare sempre nello stesso verso.
Fino a che non si è rappresa. Il parmigiano può essere aggiunto alla polenta oppure al sugo io ho preferito metterlo nella polenta perchè l'avevo salata poco.
Stendere la polenta su un tagliere di legno e condire con abbondante sugo. Mangiare fumante eventualmente con un altra solverata di parmigiano sopra.

Tajine di pollo piccante

tajine di pollo

Dal giappone al Marocco, ricetta molto più corroborante, i ceci e la carne rendono questa tajine un piatto unico profumato di spezie e quindi saporitissimo. Le varianti di questo piatto sono davvero infinite, si può arricchiere con frutta secca, spezie, vari tipi di carne o pesce e diversi legumi e verdure, insomma versatilissima. Qui, per qualche altra idea.
Prossimo acquisto una vera tajine di quelle adatte al forno ( se cercate un regalino di Natale per la sottoscritta ora lo sapete, ah! possibilmente almeno da 6 persone :) che poi, per intenderci sarebbero proprio quelle da cui questo piatto poi prende questo nome. Si, infatti tajine indica il metodo di cottura nel coccio con l'aggiunta di acqua e olio. Noio ci di deve arrangiare! Quindi la tajine non la cuociamo nella tajine ma nella pentola e buonanotte suonatori, però poi, non è possibile esimersi dall'impiattarla nell'adeguato piatto scalda vivande.
La spezia che ho utilizzato è una nostra vecchia conoscenza, il ras el hanout è perfetta oltre che per il cous cous anche per le carni bianche, per questo piatto è azzeccatissimo.
Ora veniamo ai ceci, avete mai sentito parlare del cece di Cicerale? Ne parlò anche lei, bè o siete fortunati a vivere nel Cilento e averli a portata di mano o siete ancora più fortunati ad avere qualcuno che ve li porta direttamente da Cicerale a casa vostra :) oppure bisogna acquistarli on line. Fatelo! Tutta un altra storia, i ceci da secchi restano più piccoli e più scuri dei tradizionali solo con la cottura si ingrossano molto ma non perdono mai la loro consistenza soda anche se cotti a lungo. Forse avrebbero meritato anche un post a parte, in effetti.

TAJINE DI POLLO PICCANTE (x2)

200 gr di ceci di Cicerale
200 gr di petto di pollo
3 pomodori pelati
1 spicchio d'aglio
1 bicchiere di acqua o brodo vegetale
alloro
ras el hanout
paprika
rosmarino

I ceci vanno tenuti in ammollo un intera notte e cotti il giorno seguente in acqua salata a fuoco basso per un ora abbondante, eventualmente in cottura aggiungete altra acqua se necessario.
Una volta cotti e scolati al dente mettere i ceci in una casseruola con olio alloro rosmarino 1 spicchio d'aglio. Mescolate e aggiungete i pomodori pelati schiacciati con la forchetta, e un bicchiere d'acqua o brodo. Andare avanti con la cottura fino a che non sarà evaporata un bel pò l'acqua e il sugo dei pelati, circa 20 minuti.
Tagliare il pollo a pezzetti piuttosto grandi grigliarlo un minuto in padella con un filo l'olio aggiungere il ras el hanout.
A questo punto traferire tutto, i ceci con il sugo e il pollo scottato in un unica teglia. Se necessario aggiungere ancora un mezzo bicchiere di brodo e finire la cottura in forno per 15 minuti a 200° o fino a quando il pollo non sarà del tutto cotto. Questo dipende da quanto avete tagliato grandi i pezzi. Ultimare il piatto con ancora qualche rametto di rosmarino e la paprika e il ras el hanout. Impiattare avendo cura di togliere l'aglio.
Musica marocchina di sotto fondo e servite facendo il relativo balletto! :)

Insalata con tofu alle olive grigliato, melone bianco e pepe rosa


Insalata con tofu alle olive, melone bianco e pepe rosa

Pranzetto al volo... Leggero e rapidissimo e soprattutto ho scoperto il trucchetto per far mangiare il tofu un pò a tutti. A pranzo non ci si può permettere il lusso di preparare cose diverse a tutti quindi cerco di trovare il giusto compromesso tra quello che ho voglia di mangiare io e quello che vogliono "loro". Insomma il compromesso è il tofu alle olive, piace a tutti!
La stessa versione di insalata l'altro giorno l'ho rifatta aggiungendo anche dei chicchi di melagrana, se non si lamenta nessuno il test è superato! :) Non so se a casa vostra è lo stesso, qui sono tutti molto parchi di complimenti!
Quando preparo qualcosa di diverso, c'è chi non si fida ad assaggiarlo, chi dice di aver già pranzato chi si defila senza migliore spiegazione! HIHIHI!
No scherzo! :) Soprattutto mio padre quando ha visto le prime confezioni di seitan in frigo mi ha detto, con una faccia preoccupata: " Ma che roba è questo? " "fegato?".
Menomale che ci siete voi che trovate sempre una parola carina da dirmi. Quella di oggi non è proprio un ricetta è più un assemblaggio di ingredienti, ma dato che mi son piaciuto insieme, ve li racconto:

INSALATA CON TOFU GRIGLIATO, MELONE BIANCO E PEPE ROSA

1 panetto tofu alle olive
2 fette di melone
pepe rosa in grani
olio evo
fleur de sal

Tagliare a fettine il panetto di tofu scaldare una griglia e scaldare le fettine di tofu.
Pulire l'insalata e adagiarla su di un piatto, pulire il melone e disporlo al centro, intorno le fettine di tofu grigliato. Per finire un buon olio e sale

Ieri, ho fatto un salto... Qui! Bellissimo incontrare Sigrid e alcuni dei foodblogger romani che è sempre un piacere rivedere. Sigrid in bocca al lupo per il nuovo libro! E' da ieri che lo sfoglio e mi piace sempre di più!

Cous cous di verdure con menta glaciale e sesamo nero

Quando qualcuno regala una bella pianta di menta glaciale, da tenere in giardino, ad un foodblogger. Il foodblogger:
1- La vede già insieme al cioccolato in un after eight
2- Comicia a staccare foglie per annusarle insieme a quel vasetto di capperi in dispensa
3- Crede che facendoci uno sciroppo potrebbe usarlo per tutto l'inverno in tante ricette
4- Prima di martoriare la povera piantina decide di fargli una foto quando ancora è ben integra...
Succede anche a voi?
Allora non mi devo preoccupare se la bella piantina che mi è stata regalata con tanto affetto comincia a non avere più le sue belle foglioline no?
Un volta l'avevo usata qui, ma adoro il suo profumo anche solo per aromatizzare la carne o qualche primo piatto. Dato che ho visto che Onde, aveva usato della menta anche per le zucchine e l'abbinamento mi è piaciuto ho preso spunto per un cous cous, estivo.

COUS COUS DI VERDURE CON MENTA GLACIALE E SESAMO NERO

200 gr di cous cous semintegrale di grano duro
lo stesso volume di cous cous di brodo vegetale
2 zucchine
2 carote
1 rametto di menta glaciale
sesamo nero
olio evo
sale

La cosa fondamentale per il cous cous è non dar retta ai pesi scritti sulla confezione secondo me!
Ogni volta che ho rispettato quelle dosi il cous cous mi è venuto un terribile pappone. Quindi
una volta che è stato preparato il brodo vegetale (sedano carota cipolla e patata) aggiugerlo al cous cous. Il volume deve essere lo stesso. Secondo me è sempre meglio un pò meno brodo, che in più. Aggiungere un cucchiaio di olio e sale mescolare e sgranare con le dita i grani di cous cous. Lasciarmi freddare e grattare a striscioline le carote e le zucchine ben lavate.
Per le zucchine, dato che io le ho usate crude, non ho eliminato l'inteno bianco. Tagliare finemente la menta unire alle carote e alle zucchine e condire con olio e sale.
Aggiungere le verdure e la menta al cous cous e una volta tostato in una padella antiaderente il sesamo unire anche questo.
Guarnire con un foglia di menta... Adesso con la vostra insalata di cous cous glaciale... Potete anche andare al mare! :))
...A meno che qualcuno per sbaglio non vi abbia preparato per pranzo la polenta! :)

Crumble con verdure di primavera e grani di senape

Ricettina vegetariana e leggera oggi... E' bello lasciare un dolcetto o il profumino di brioche nel blog per il fine settimana, ma qui di dolci ormai è proprio necessario ridurne il consumo! Giugno è arrivato e soprattutto non ho voglia di passare l'estate in palestra! :)
Visto che fortunatamente la natura in questo periodo ci regala tantissime belle verdure colorate e buonissime è giusto approfittarne e fare una bella scorta di antiossidanti e vitamine. La ricetta alla fine si può fare con qualsiasi verdura che avete in frigo così si possono smaltire. In più dato che ormai impazza lo "sbiciolamento" folle!! ...E la Kitty's Kitchen ha pane in abbondanza! Causa sempre pasta madre iperattiva in frigo! Il pan grattato è stato fatto con: questa! Ho frullato la schiaccia e messa in un contenitore di vetro a chiusura non ermetica (di quelli che si avvitano per intenderci). In questo modo ho un buon pan grattato rustico per ogni occorrenza. Certo è necessario in questi caso consumarlo in tempi relativamente brevi dato che non è come quello comprato... Fatto con i grissini tritati ricchi di conservanti e grassi!
Tornando al crumble sta a voi se scegliere la versione light (questa mia) o arricchirlo con del formaggio come del caciocavallo o pezzettini di speck.

CRUMBLE CON VERDURE DI PRIMAVERA E GRANI DI SENAPE

1 zucchina
1/2 melanzana
1/2 cipolla
3 fiori di zucca a filetti
10 pomodorini pachino
prezzemolo tritato
rucola tritata
1 cucchiaino di senape in grani
4 cucchiai di pan grattato (briciole a vostra scelta)
2 cucchiai di parmigiano reggiano grattato

Padella antiaderente con olio cipolla tritata come fondo, aggiungere la melanzana e la zucchina e coprire con il coperchio lasciando cuocere per 10 minuti. Aggiungere i pachino, anche interi, lascia appassire, solo qualche minuto. Spegnere il fornello e preparare delle cocotte imburrate.
Tagliare: la rucola, il prezzemolo e i fiori di zucca tutti ben spezzettati.
Scaldare 1 menito scarso i grani di senape in una padella antiaderente.
Aggiungerli alle altre verdure e mettere tutto nelle coccotte coprendo con pangrattato e parmigiano. Infornare a 180° per 20 minuti.

Credo di essere ancora in tempo per partecipare alla raccolta di Elena: Crumble amore al primo assaggio

Piadina al prosciutto crudo, melone e miele

Fa caldo e la voglia consumare piatti freschi che non richiedono l'impego di forno, padelle e quant'altro aumenta sempre di più. Finalmente dal mio pusher ho trovato i meloni, buoni, anche se sicuramente non sono di stagione non ho proprio resistito a vederli lì che mi chiamavano e ho acquistato il primo melone della stagione.
Vostra madre o vostra nonna non vi dicevano di esprimere un desiderio ogni anno quando mangiavate una primizia? Bè, io sin da bambina, ho questa abitudine e quindi al primo morso di questa piadina... DESIDERIO ESPRESSO!
Adesso non mi resta che sperare!
Passando alla ricetta l'ho vista sul numero di Sale e Pepe di questo mese. Di solito non acquisto mai questa rivista, in effetti non mi fa impazzire, non per fare la sofisticata, ma trovo che le ricette siano davvero poco precise... Per esempio nella ricetta di questa piadina c'è scritto "farina", si ok! Ma quale? Poi miele, si ok! Ma quale? Insomma si possono prendere delle idee simpatiche ma per il resto lascia un pò a desiderare. Trovo che l'aggiunta del miele sia particolarmente azzeccata, sta bene con il dolce del prosciutto e del melone sempre a patto che si utilizzino ingredienti di buona qualità.

PIADINA CON PROSCITTO CRUDO, MELONE E MIELE

1 piadina all'olio d'oliva
3 fette di prosciutto crudo (Parma)
2 fette di melone
1 cucchiaino di miele d'acacia
olio evo
sale
rosmarino

Scaldare la piadina in padella (o al micronde) condire la piadina con olio e sale e qualche fogliolina di rosmarino. Tagliare il melone a strisce sottili e disporlo su metà piadina. Tagliare a metà le fette di crudo e formare dei rotolini che adageremo per tutta la lunghezza della mezza piadina. Aggiungere a il miele un filo, sul proscitto. Piegare la piadina e tagliarla a metà.
Buon weekend

Niente... Il sito internet è impazzito e mi ha pubblicato tutti i post a orari e giorni sballati!

Bento per picnic di maggio

La carrellata di ricette di questa settimana pensavate fossero tutte a caso? Eh no! Invece erano la storia di un percorso organizzato e studiato con estrema precisione per giungere proprio qui... Al fine settimana. Facciamo quindi un riassuntino delle puntate precedenti tutte in una scatola!
Ricordate il mio primo bento? Ok! Adesso che ho capito come funziona, mi sono impegnata di più e ho realizzato anche il secondo! In realtà oggi non vi scrivo una vera ricetta ma posto solamente qualche idea utile per fare un picnic o per realizzare un bento.

BENTO PER PICNIC DI MAGGIO

- Fave al sale
- salsa di soia (per gli onigiri) nel contenitore celeste
- seitan fumè mediterraneo
- carote con maionese di soia bio
- uovo sodo con egg mold

Solo qualche suggerimento per fare le uova con l'egg mold:
Scegliere uova medio-piccole e metterle sul fuoco in un pentolino con acqua. Mentre l'acqua va in ebollizione girare spesso il liquido sempre nello stesso verso. Serve per far posizionare il tuorlo esattamente al centro dell'uovo. Cuocere un paio di minuti dopo che l'acqua ha raggiunto il bollore. Dopo di che sbucciarle come un qualsiasi uovo sodo. A questo punto prendere lo stampino e inserirvi dentro l'uovo. Non importa se premendo l'albume si scalfirà un poco o andrà fuori dalla forma esatta chiudete comunque lo stampo e immergetelo in acqua fredda. Aspettare una decina di minuti e estrarli. Aspendo gli stampini... MAGIA! Avranno le forme desiderate!

Accompagnare il picnic con un birra giapponese gelata.
E per finire? Si poteva stare senza dolcetto e frutta? Nooooo


- Mela lime e cannella
- Kiwi al limone

Buon fine settimana e buoni picnic!
Con questa ricetta partecipo alla racconta di Desperate houseviz: Ricetta da schiscetta

Onigiri


Gli onigiri, sono le polpette di riso giapponesi. Ce ne sono in infinite varianti, sia per la forma sia per i tipi di riso e ripieno utilizzati. Leggevo che in giappone si mangiano un pò come piatto unico un pò come snack, per questo si possono consumare sia caldi che freddi. E sono ideali per pic nic o da mettere in un bento. Per il ripieno tradizionalmente viene usato l'umeboshi che è un condimento a base di prugne salate o il salmone o le verdure. Io avevo acquistato degli insalatini di Daikon. Gli insalatini, sono verdure sotto sale, fermentate naturalmente che aiutano la digestione. Ovviamente se non li fate in casa, è necessario acquistare un prodotto naturale e biologico che non abbia aggiunta di aceto e spezie. Se consiglia anche l'assunzione giornaliera per prevenire il cancro. Tutte queste info potete leggerle anche su questo libro (p.343).
Ma tornando a noi. Avevo questi insaltini di daikon che ho usato per farcire gli onigiri. Il barbatrucco per farli? E' la formina.

ONIGIRI (x 3 pezzi)

200 gr riso (preferibilmente a chicco piccolo)
Alga nori
insalatini di daikon
sale
semi di papavero

Lavare bene il riso sotto l'acqua fino a che questa non diventa trasparente. Lessare il riso il acqua in propozione 1:1. Cuocere in acqua salata a fuoco alto per i primi 5 minuti poi abbassare e cuocere al minimo per altri 10 minuti. Spegnere la fiamma e continuare la cottura nel suo vapore per 15 minti senza togliere il coperchio. L'idea sarebbe avere una rice cooker. Scolare il riso disporlo nella formina con la palettina apposita, all'interno mettere qualche fettina di insaltini di daikon e altro riso per sigillare. Chiedere la formina ed estrarre il triangolino. Io ho passato tutii i bordi nei semi di papavero e applicato un ritaglio di alga nori rettangolare alla base.

INSALATINI PRESSATI DI DAIKON

2 grossi daikon con le foglie
1/2 tazza di sale marino
1 recipiente pesante di terracotta

Lavare il daikon e le foglie lasciarlo 24 ore ad asciugare all'aria. tagliarlo a fettine sottili e nel contenitore iniziare a disporre una strato di sale, poi un o strato di daikon e continuare così alternado sale foglie e daikon coprire con un piatto e metterci un peso sopra (sasso). Coprire con un panno e lasciare che le verdure perdano la loro acqua di vegetazione. Quando questo succede alleggerire il peso con un altro più leggero e lasciare le verdure a marinare 1-2 settimane in un posto buio e fresco. Trascorso questo periodo, se sono secche, è possibile sciacquarle in acqua fredda e consumarle. Il daikon deve essere sempre coperto dalla sua acqua per non andare a male nel periodo di marinatura.

Ringrazio Piccolacuoca del blog Che Profumino per il premio "blog simpatico". Grazie sei stata un tesoro!

Torta salata ricotta e spinaci

Con le torte salate ci si può davvero sbizzarrire ed è possibile inserire all'interno tanti ingredienti diversi per creare abbinamenti insoliti, le preparo spesso e mi sono accorta che non le avevo mai fotografate per il mio blog... Ed ecco a voi la mia prima torta salata! Dato che è la prima, sono andata sul classico il ripieno questa volta è uno dei miei preferiti, lo trovate in tanti miei post qui qui e qui. A questo punto avrei tanto, ma tanto voluto scrivere "ho preparato questa pasta briseè con la decantatanta ricetta di Christophe Felder"... Invece niente Chistophe... Niente idee gourmet... Ho fatto la cosa più veloce questa volta: banco frigo del supermercato PASTA SFOGLIA fresca...... e via! Già! Non lo faccio mai è vero, ma quella martellante pubblicità "noi impastiamo tu crei" deve aver fatto bene il suo maledetto lavoro di convincimento! Per la prossima volta però farò la vera quiche.


TORTA SALATA RICOTTA E SPINACI

1 confezione di pasta sfoglia
300 gr di spinaci
250 gr di ricotta
2 uova intere
noce moscata
80 gr di Parmiggiano Reggiano
sale
olio d'oliva
aglio

Come sempre per gli spinaci: Lavarli e cuocerli in acqua, scolateli e formate una palla. Quando è fredda tagliata al coltello grossolanamente. Saltate gli spinaci in padella con dell'aglio in camicia schiacciato, che finita la cottura verrà tolto. Toglieteli dal fuoco e aggiungete la ricotta, la noce moscata, il parmigiano e le uova sbattute, aggiustate di sale.
Amalgamare per bene il tutto e versarlo nella tortiera in cui avrete sistemato la pasta sfoglia.
Cuocere a 180° per 20 minuti. Servire quando è tiepida... Inutile dirvi che il giorno dopo è buonissima anche fredda

Polentina con funghi e guanciale croccante


Per fortuna che era arrivata la primavera! Qui fa un freddo! Ancora possiamo consolarci con dei cibi caldi e "very comfort". La polenta, ha origini antichissime, il mais venne portato per la prima volta dall'America in Europa da Cristoforo Colombo. Erroneamente fu chiamato granoturco perché 1400-1500, tutti i prodotti che provenivano dai paesi esotici si dicevano turchi. Nel 1600 la coltura del mais e delle patate ridusse gli effetti delle frequenti carestie. In un primo momento la pannocchie si mangiavano lessate e abbrustolite; solo nel 1550, il mais, per la prima volta, venne macinato e quindi mescolato all'acqua e al sale per ricavarne una morbida pastella: la polenta. In realtà già gli Aztechi e i Maya la consumavano. In Italia presumibilmente è nata in Veneto, anche se oggi è diffusissima in tutto il paese, a casa mia si mangia spesso come piatto unico, perchè piace e tutti. La ricetta che ho preparato è un classico ho solo cercato di dargli una forma diversa, per presentarla:

POLENTINA CON FUNGHI E GUANCIALE CROCCANTE

200 gr di polenta precotta
200 gr di funghi misti
100 gr di guanciale
100 gr di parmiggiano reggiano
1 spicchio d'aglio
1bicchiere di vino bianco
olio d'oliva
sale

Preparare una polenta abbastanza soda mescolando spesso. Rosolare in padella il guanciale tagliato a dadini con un pò d'olio, toglierlo e nella stessa padella rosolare l'aglio e cuocere i funghi salandoli e sfumando con vino bianco. A fine cottura aggiungere il parmigiano grattuggiato.
Con un coppapasta disporre uno strato di polenta uno strato di funghi, ancora polenta con pancetta e funghi sopra.