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Plumcake stellare al limone

Plumcake stellare alla marmellata di limone


Avete presente quando in un negozio adocchiate quell'accessorio da cucina al quale davvero non è possibile rinunciare? Già vi vedete brave cuochine a far un figurone con la chicca che state per tirare fuori? Vero? Il nuovissimo stampo in silicone per piccola pasticceria mai visto? Oppure quello stampino che userete una sola volta nella vostra vita? :)

Ecco più non si usano, più ne desidero la collezione completa... Credo sia qualche sorta di deviazione mentale.
Quando ho comprato questo nuovissimo stampo da plumcake a forma di stella, non vedevo l'ora di provarlo e tutta felice realizzo un impasto pronto per essere infornato.
Il primo problema che si è posto è stato appunto: ma in che verso lo metto in forno? Per orizzontale o verticale? Dopo averlo riempito" per verticale", diciamo per 2/3, noto che già parte dell'impasto cominciava a strabordare fuori dal fondo, al che ho deciso di metterlo in forno in posizione orizzontale.
La cottura procedeva e notavo che comiciavano a staccarsi i tappini laterali con la lievitazione del dolce. Va bè poco male poi pulirò, mi sono detta.
Trascorsi i 40 minuti, molto dell'impasto era strabordato causando un terribile puzza di bruciato in tutta casa, capisco che è ora di togliere il dolce.
Il secondo problema: ed ora come libero il dolce da questo stampo?
Fortunatamente sono stata previdente e avevo imburrato infarinato senza pietà lo stampo così che spingendolo con un coltello da un lato è uscito senza distruggersi "troppo".
Terzo problema: la bellissima forma stellare era anche quasi riuscita peccato che il plumcake appariva un "tantinello" sbiadito e crudo.
Morale della favola? Pulire il forno dall'impasto bruciato e incollato mi ha fatto apprezzare il fatto di vivere ancora con mamma (che pulisce), anche se me ne lamento sempre. :)

Plumcake stellare al limone

PLUMCAKE STELLARE AL LIMONE

3 uova
200 gr di zucchero
250 gr di farina
1 pizzico di sale
3 tazzine di olio evo
buccia grattugiata di limone
1/2 yogurt greco
1/2 bustina di lievito
100 gr di marmellata al limone


Montare le uova con lo zucchero, fino a renderle spumose. Aggiungere a poco a poco la farina setacciata con il lievito incrporato, lo yogurt e il resto degli ingredienti, marmellata compresa.
Imburrare e infarire uno stampo da plumcake, oppure semplicemente ricoprirlo di carta forno.
Imburrare e cospargere di farina uno stampo per plumcake e versare il composto al suo interno.
Infornare in forno preriscaldato e cuocere per 40 minuti a 180° (forno statico).

Questo il risultato con un normalissimo stampo da plumcake rettangolare:

plumcake alla marmellata di limoni



Ed infine:

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Semplicemente pepe rosa e Cavoli a merenda: Quell'ingrediente di troppo...
Si si lo so, doveva essere un ingrediente aggiunto alla preparazione?? Io in questo caso considererei l'ingrediente di troppo lo "stampo a stella", molto meglio usare lo stampo normale da plumcake.
Infatti chiedo alla giuria se la mia ricetta possa essere accettata o no. Se non sarà considerata valida intanto vi ricordo di questa simpatica raccolta che scade il 16 luglio:


Romanità a tavola: Ciambelline al vino

ciambelline

Oggi vi racconto proprio un pò di romanità vera de Roma, luoghi a cui sono legata, trascorsi di vita, sapete quando si parla di cucina sentimentale, legata al territorio che in un morso racchiude ricordi di goliardia e spensieratezza? Si?

Ecco allora sentite questa storia, la trovate anche su Made in Kitchen:

Non di rado capita che nelle serate estive i romani si vadano a rifugiare nella zona dei Castelli un pochino fuori dalla città, dove si respira aria collinare e dove la temperatura scende di qualche grado. Avviene per le scampagnate della domenica e avviene anche quando si ha voglia di mangiare la cucina casareccia e rustica al riparo di una "fraschetta". Quando si va ai Castelli è d'obbligo la sosta ad Ariccia (o zone limitrofe) dove tra porchetta e pane casareccio si improvvisano banchetti all'aperto al suono di stornelli romani e vinaccio... Si la "romanella". E chi dei romani non si è mai preso una sbornia con quel maledetto vino da pochi euro? Chi non si è svegliato con mal di testa massacrante il giorno dopo e con lo stomaco che chiedeva pietà? Dai ammettiamo. Capita o almeno sarà capitato, in giovane età anche ai gourmet romani più incalliti. :)
Quando si parla di cena ad Ariccia di porchetta, di coppiette non si può non citare il "chiudipasto" per eccellenza di queste serate: la ciambellina al vino. Maledette ciambelline, che ti fanno finire la romanella nel bicchiere che ti danno l'ultimo colpo di grazia.
La ricetta è davvero semplice come la cucina dei castelli d'altronde, casareccia e povera. Le dosi sono indicate a bicchiere, io ho utilizzato un bicchiere che contiene circa 100 gr di acqua. Se siete interessati a scoprire la versione meno romana e profumata al limocello vi rimando a questo post.
AH! Quasi dimenticavo la mia ricetta è come quella che usa Michelangelo.

CIAMBELLINE AL VINO

1 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di vino rosso (non meglio identificato)
1 bicchiere di olio (70% olio di semi 30% olio evo) oppure solo di semi
1/2 bustina di lievito
400 gr di farina all'incirca (regolatevi ad occhio però)
+ 30 gr di zucchero per coprirle

Mettere insieme gli ingredienti nell'ordine in cui sono scritti e aggiungere la farina fino a che l'impasto non risulta solido. Arrotolare tra le mani delle strisce di impasto, larghe un mignolo e chiuderle per dargli la forma di ciambellina. Passare la ciambellina della zucchero e disporle sulla leccarda del forno, coperta dall'apposita carta. Cuocere 10 minuti in forno ventilato e lasciar raffreddare.
Più si seccano più sono adatte ad essere tuffate nel bicchiere di vino.

Pan brioche limone e mandorle

Pan brioche adriano

Il pan brioche di Adriano si contraddistinge dal fatto che è realizzato con il poolish, cioè un pre-impasto (semiliquido) lievitato che viena aggiungo al tradizionale (o quasi) impasto per il pan brioche.
Versione 2.0 del pan brioche latte e miele, fatto qualche tempo fa, quest'ultimo resta soffice per qualche giorno in più ma necessita di maggior tempo e attenzioni anche nella preparazione.
Il risultato finale è decisamente poco dolce quindi adattissimo ad essere spalmato con la mamellata che preferite o con la cremina al cioccolato di turno, e tuffato nella tazza del latte e caffè, tanto per darvi un idea. L'alternativa è invece salata: è possibile servirlo per un brunch anche accompagnato da affettati creando un piacevole contrasto tra pan brioche e sapidità del companatico, se vi piace.
Segue la ricetta con le mie piccolissime modifiche, la principale è quella di omettere la glassa e spolverare la brioche sono con zucchero a velo.
Chiaramente se decidete di utilizzare questa brioche per il salato saltate questo passaggio.

PAN BRIOCHE LIMONE E MANDORLE

500gr farina manitoba
200gr latte
135gr zucchero
100gr burro
2 uova
100gr farina di mandorle
65gr limone
7gr sale
12gr lievito fresco
zucchero a velo

La sera precedente:
Unire la farina di mandorle con il latte, solamente 150 gr, portare il composto ad ebollizione e lasciar freddare.
A parte di sciolgono 6 gr di lievito in poca acqua tiepida e si unisce il lievito a 75 gr di farina. Si mescola si uniscono i due comporti e si lascia il tutto riposare per la notte in frigo (Adriano suggerisce a 5°).

Il mattino:
Tirare fuori il poolish dal frigo e lasciarlo tornare a temperatura ambiente.
Sciogliere il lievito rimasto, gli altri 6 gr, nel restante latte, gli altri 50 gr, unire 50 gr di farina e lasciare anche questo impasto riposare fino a che non comincia a gonfiarsi. Sarà necessaria mezz'ora/40 minuti.

Grattuggiare la buccia del limone, solo la parte gialla e tenere da parte, pelare a vivo il limone eliminando le pellicine e frullare il tutto insieme allo zucchero.

Unire i due preimpasti, le uova (riservando un tuorlo) una manciata di farina mettere tutto in un impastatrice e cominciare ad impastare. Lasciamo compattare l’impasto, aumentiamo leggermente la velocità ed inseriamo la massa di limone a filo, alternandola con spolveri di farina e, una volta esaurito il tutto, uniamo il tuorlo ed il sale.

Uniamo il burro, appena plasmabile, in due volte, ribaltando spesso l’impasto nella ciotola.
Una volta incorporato, montiamo il gancio ed impastiamo a velocità sostenuta fino ad ottenere il velo. Conservare l'impasto al caldo e lasciar raddoppiare di volume.

All'ora di pranzo circa:
Rovesciare l’impasto sul piano di lavoro e dare le pieghe di tipo 2, coprire e dopo 15 minuti trasfere in uno stampo foderato di carta forno (io uno stampo quadrato 24x24 altrimenti due stampi da plumcake)

Lasciamo raddoppiare al caldo, Adriano dice a 26°, pennellare la superficie con un albume ed infornare a 180° fino a cottura, dovrà essere brunito sopra. Lasciar freddare e spolverare con lo zucchero a velo

Un ringraziamento: E' un vero piacere incontrare la movida foodblogger romana e non. La loro compagnia è sempre molto gradita, nonostante la serata un pò ventosa e un pò piovosa, Hande aka Vinoroma e Theo ci hanno ospitati per un incontro in cui il vino e le risate han fatto da padroni. Non sono mancati nemmeno gli appetitosi finger food di Hande, se è per quello. Grazie di tutto.

hande

Torta morbida alle fragole

Torta morbida alle fragole

Non era previsto che oggi scrivessi, ma vi capita mai di aver voglia di battere le dita sui tasti e voler scrivere, quasi fosse una terapia, il blog è stato sempre in grado di farmi star bene e riprendere dai momenti tristi. Ieri i funerali di Del Lucchese a Testaccio, Santa Maria Liberatrice piena di persone e io ero lì per Marco, per salutare il suo papà (o babbo come lo chiama lui), un inutile conforto lo so, come anche queste parole che ti dedico. Ma io sono qui quando vuoi...

Torta alle fragole

La ricetta di oggi è tratta dal mensile del Corriere, non ho resistito a fare le mie modifiche, volevo anzitutto più fragole, non solo sopra ma anche in mezzo al dolce, quindi ho triplicato la dose di fragole e aumentato un pochino il lievito. Il risultato è una torta morbida e umida, con tante fragole da mangiare fetta dopo fetta, nei pomeriggi di sole, magari in campagna Marco? Magari mentre verniciamo le tue pachine, una rosa e una viola allora?

TORTA MORBIDA ALLE FRAGOLE
(dosi per stampo da 20 cm)

250 g di farina
180 g di zucchero semolato
130 g di burro
180 g di fragole
60 g di zucchero a velo
4 uova
1 bustina di lievito
1 dl di latte

Lavate e mondate le fragole, 60 gr cospargetele con un cucchaio di zucchero a velo e lasciatele da parte. Gli altri 120 gr andranno amalgamati con l'impasto.
Lavorate 120 gr di burro morbido insieme allo zucchero semolato, con il dorso si un cucchiaio fino ad ottenere un composto cremoso. Unitevi un tuorlo e mescolate , aggiungete il secondo mescolate e cosi via aggiungete tutti i tuorli. Versate il latte e mescolate. Raccogliete gli albumi in una ciotola.
Mescolate il lievito con la farina e setacciatelo nel composto delle uova e burro.Dovete ottenere una pasta senza grumi. Montate a neve gli albumi, aggiungeteli alla pasta mescolando molto delicatamente dall'alto verso il basso.  Versate tutto nella tortiera, aggiungete i 120 gr di fragole tagliate grossolanamente anche sopra (tanto sprofonderanno da sole). Infornare a 180 °C per circa 45 minuti, aggiungere sopra gli ultimi 60 gr di fragole e cuocere ancora 15 minuti (vi ricordo sempre che i miei tempi sono un pochino più lunghi perchè ho un forno statico). Sfornate e lasciate raffreddare.Cospargete la torta con lo zucchero a velo rimasto prima di servirla, se ne avete voglia io non l'ho fatto.

Con questa ricetta partecipo al corncorso di Juls' Kitchen in collaborazione con Macchine alimentari: Ricetta per la felicità e la dedico a Marco

Romanità a tavola: La Cassola

cassola

Diversa dalla versione Sarda e quella Lombarda, la Cassola che vi presento oggi è quella ebraico-romana. Ricetta antichissima ma per dirla in chiave modera la definirei una sorta di crema da cheesecake cotta.

Per qualche curiosità sulla ricetta accomodatevi pure su made in Kitchen

Ma non vorrai scappare senza aver prima letto il solito consiglio-trucco che dispenso il martedì vero??
Allora eccolo: nel caso vogliate realizzare la cassola ed uscire un pochino fuori dalla tradizione ebraico romana per incontrarei i gusti dei più golosoni, provate e fare la stessa versione aggiungendo due cucchiai abbondanti di crema al cioccolato spalmabile (nutella o simile!) poi mi direte! :)

LA CASSOLA

300 gr di ricotta
2 uova
20 gr di cannella
2 cucchiai di zucchero
60 gr di uvetta
scorza di limone
1 pizzico di sale
zucchero a velo

Mescolare la ricotta con lo zucchero, utilizzando il dorso di un cucchiaio fino ad ottenere una crema morbida e omogenea.
Aggiungere via via le uova e mescolare. Aggiungere l’uvetta (non c’è bisogno di ammollarla precedentemente) aromatizzare con cannella e scorza di limone.
Versare l’impasto in una tortiera coperta da carta forno e lasciare cuocere 1 ora a 180° (forno statico) quando sarà brunita potete prelevarla dal forno e aspettare che si freddi. Prima di servirla a fette spolveratela con dello zucchero a velo.

Biscuit rose ai lamponi canditi

Biscuite rose ai lamponi

I lamponi sono un frutto estivo d'accordo, ma è possibile che faccio meno fatica a trovarli in inverno che a primavera!? Si potrebbero anche riuscire a repereire ora, non trovate? Invece dopo aver girato a vuoto ho desistito, ma non mi sono data pervinta perchè ho voluto realizzare lo stesso questa ricetta. Quindi ho aperto la dispensa e ho preso la confezione dei lamponi canditi acquistati da Castroni in occasione del foodies in Rome che conservavo gelosamente. Già so che una volta avviata la vaschetta sarà difficilissimo resistergli sapendola aperta... Ma tentazioni a parte, una prima versione di questi biscotti l'ho realizzata qui la farina per realizzare questi biscotti rosa è una farina francese adatta per realizzare questi piccoli biscottini perfetti per accompagnare lo champagne di queste zone qui, invece l'acqua di rose viene da Firenze acquistata in questo negozietto: Bizzarri.
Infine il burro.. anche questo burro 1889 è un ingrediente d'eccezione, oppure segreto? :)
Bè, non saranno certo biscottini a Km 0, come fa tanto fashion questo periodo, ma il loro gusto delicato profumato di rose e lamponi sono certa che vi conquisterà.
Da gustare come piccola pasticceria insieme ad un flute di champagne, come avevo suggerito qui.

BISCUIT ROSE AI LAMPONI CANDITI

125 gr di poudre de bisciut rose
100 gr di burro salato
100 gr di zucchero
1 cucchiaio di acqua di rose
25 gr di lamponi canditi

Con un cucchiaio amalgamare il burro, che deve essere molto morbido, con lo zucchero. Aggiungere la farina per biscotti un poco per volta amalgamandola al composto e l'acqua di rose. Ottenuto un composto omogeneo abbastanza compatto stenderlo su di una spianatoia e tagliare i biscotti della forma che preferite, l'unico consiglio è di non farli grandi. Su ogni biscotto disporre un lampone candito oppure mezzo. Informare a 170° per 10 minuti, non devono seccarsi ma solo compattarsi un pò.

Questa ricetta è stata realizzata per la raccolta: L'ingrediente segreto, simpatica iniziativa organizzata da Sandra, con la partecipazione del burro 1889 delle Fattorie Fiandino:

Scones al miele

Scones al miele

Per augurarvi un buon weekend, vi lascio la ricetta di uno di quei dolci-non dolci che si prestano a una colazione coccolosa home made, oppure ad accompagnare il tè delle 17. Mi raccomando che l'orario sia quello! Perchè gli scones devo mantenere il loro fascino tutto British altrimenti che senso avrebbero? :)
Le storie che si sono diffuse sulla loro origine sono le più disparate che siano nati in Scozia è quasi certo. Tuttavia se il loro nome derivi dai regnati di questa terra incoronati con la pietra (Scone) del destino o venga dal più olandese "schoonbrot" che significa "pane bianco fine" oppure ancora dallo "sgonn" gaelico che sta a significare "massa informe" non lo sapremo mai. Ma perchè arrovellarsi tanto poi? Avete la possibilità di scegliere la versione che più preferite a me quella dei re Scozzesi piace di più.

Gira che ti rigira, pensa che ti ripensa guardando la ricetta (rima!) continuava a veniremi in mente qualcosa, come di già letto, come di già visto e... Di già assagiato.
Non gridate all'eresia ma l'antichissimo dolcetto made in England non vi ricorda molto questo? Sentite è proprio lui! :))
C'è bisogno che vi do istruzioni su come farcire i vostri scones? Anzitutto io ho preferito la versione rustica (non ho usato il taglia biscotti) quindi anche la farcitura deve essere quantomeno in linea no? Io preferisco il generoso cucchiaione di miele che quando lo mordo traborda da tutti i lati. :)
Ma c'è la nostra gourmet di fiducia che suggerisce accompagnamenti dolci: marmellata e burro, creme fraiche e miele, l'inglesissimo lemon curd.
Ma salati li avete provati? Gli Scones in effetti avendo questa pasta non eccessivamente dolce si prestano benissimo ad essere inseriti nel cestino del pane per accompagnare formaggi freschi e salumi di tutti i tipi.

SCONES AL MIELE

200 gr di farina 00
50 gr di farina manitoba
70 gr di burro
2 cucchiai di miele d'acacia
1 cucchiaino di lievito per dolci non vanigliato
1 uovo
40 ml di latte
1 pizzico di sale

Farine, lievito e sale vanno mescolati insieme e setacciati per unirli al burro che deve essere morbidissimo. Unire il miele e l'uovo leggermente sbattuto impastare tutti gli ingredienti per ottenere un panetto omogeneo e liscio. Stenderlo e tagliarlo con un taglia biscotti a cerchio o a triangolo, oppure, come me formate delle semplici palline. Spennellateli con del burro o dell'uovo sbattuto e infornare a 180° per 20 minuti (forno statico), il forno deve essere preriscaldato.
Al temine della cottura lasciarli freddare e serviteli come preferite.

Crunchy berry granola bar

Crunchy berry granola bar

Prima di tutto vi invito a sbirciare la mia rubrica di cucina naturale su Spigoloso, con un'altra versione di queste barrette.
Qui vi propongo la variante in rosa, che ho sperimentato acquistando i cereali crunchy berry del Natura Sì, mi piacciono perchè hanno un buon profumo di frutti di rossi e poi sono sempre biologici. Quando cuocio le barrette, in casa si diffonde un profumo buonissimo di more e fragole, poi lo sapete che ho un debole per il rosa, ormai lo ammetto!

CRUNCHY BERRY GRANOLA BAR (per uno stampo da plumcake)

200 gr di cereali "crunchy berry"
1 cucchiaio e 1/2 di miele d'acacia
1 cucchiaio di semi di sesamo
1 cucchiaio di olio evo
1 pizzico di sale

Mescolare cereali e miele girandoli bene in una zuppiera in modo che il miele si distribuisca in maniera omogenea, aggiungere un pizzico di sale.
Foderare lo stampo da plumcake con della carta forno e schiacciare bene i cereali nello stampo in modo che abbiano uno spessore uniforme. Irrorare con dell'olio e cospargere di sesamo.
Infornare a 170° per 20 minuti (forno statico), appena sfornate lasciate freddare solo una decina di minuti poi tagliare le barrette e aspettate che si raffreddino del tutto prima di avvolgerle singolarmente in carta forno e portare con voi per un breack in ufficio o nella borsa della palestra.

Per l'altra versione visita:

Tsoureki o pane greco di Pasqua con uova rosse

Tsoureki
Da oggi, cioè da ieri (mi hanno fatto il pesce d'Aprile!), comincia la mia collaborazione con Spigoloso il blog di cucina di dissapore, la ricetta che ho proposto per voi e per loro, è sempre a tema Pasqua ma un pò "etnica" cioè viene dalla Grecia. Si è parlato di uova in lungo e in largo in questi giorni. Adesso le uova le mettiamo intere nell'impasto di un pan brioche, da colazione-brunch. Il pane greco è un lievitato non troppo dolce che resta morbido-briochioso e può essere accompagnato sia dal dolce che dal salato, un pò come la nostrana pizza di Civitavecchia.
In Grecia il giorno di Pasqua sulle tavole non manca mai questo pane, al quale vengono date le forme più disparate, trecce, nodi o come nel mio caso ciambelle, si può guarnire con mandrole a scaglie, sesamo ma usualmente con delle uova tinte di rosso. A tale scopo dovrete procurarvi un colorante non tossico che potrete usare per realizzarle.

Tsoureki

La ricetta che ho usato viene dalla rivista "La Cucina" del Corriere della Sera. Molti di voi già sanno quando "sto in fissa" per questo mensile devo dire che non riesce a deludermi e anche questo esperimento tratto da lì è riuscito bene.

TSOUREKI

500 gr di farina "00" (circa)
160 gr di zucchero
100 gr di burro
30 gr di lievito di birra
5 uova + 3 sode
100 ml di latte
colorante rosso

La prima cosa da fare è cuocere le uova in acqua per 9 minuti dal momento dell'ebollizione e colorarle. Io ho usato colori a freddo ma ne esistono altri che vanno inseriti nell'acqua di cottura delle uova. Coloratele di rosso con il metodo che preferite, le istruzioni sono indicate sulla confezione del colore.

Sciogliere il lievito di birra in poca acqua tiepida e aggiungerlo al latte, anche questo deve essere leggermente scaldato, aggiungere un cucchiaino di zucchero (questo favorisce la lievitazione) e 200 gr di farina. L'impasto deve risultare omogeneo e colloso. Lasciate questo primo impasto coperto da un canovaccio in un luogo tiepido fino al raddoppio (2 ore circa).

Lavorare tutti gli altri ingredienti: rompere le uova in una casseruola e montarle con la restante parte di zucchero, aggiungere a poco a poco il burro, se non è morbidissimo scioglietelo a bagno maria a impastate insieme ai 300 gr di farina rimanenti.

Trascorse le 2 ore unite i due diversi impasti, se rimane troppo fluido potrebbe essere necessario aggiungere della farina in più, coprire e lasciar lievitare altre 2 ore coperto e in un luogo caldo.

Trascorso tale tempo, dividere l'impasto in due parti formare dei filoncini e intrecciali insieme, chiuderli poi a ciambella e inserire in mezzo le uova. Foderare la leccarda del forno con l'apposita carta e lasciare l'impasto ancora a lievitare per un ora prima di cuocerlo a 180° per 30 minuti (forno statico).

Con questa ultima ricetta vi saluto e vi auguro un felice e serena Pasqua, per qualche giorno non ci sarò. Ricordo di fare un salto anche qui per la ricetta:Fate i bravi e a presto!

Romanità a tavola: Pizza di Pasqua di Civitavecchia

Pizza di Pasqua di Civitavecchia


Dopo le uova non potevamo di certo farci mancare un soffice accompagnamento per il nostro brunch Pasquale, in occasione della rubrica "Romanità a tavola" oggi trovate su Mik la ricetta per poter preparare la Pizza di Pasqua di Civitavecchia, diffusa un pò in tutto il Lazio è una pizza dolce a base di ricotta, che si accompagna benissimo a marmellate e all'uovo di cioccolato appena scartato la mattina della Domenica. Tuttavia risulta anche un buon accompagnamento anche per le nostre uova sode o per rimanere sempre a tema Lazio, la nostra corallina Dop.

La mia ricetta è molto simile a quella di cui parlano loro che come da tradizione, propongono di bere insieme al tutto, un bicchiere di rosso.
Il suggerimento del nostro guru del vino Mr. Tirebouchon per la colazione di Pasqua è però il seguente, in grande stile:
tirebouchon @Elisakitty io farei tuttobollicine: prosecco, franciacorta e champagne, a chiudere moscato d'asti o malvasia di castelnuovo don bosco

Per la ricetta e ulteriori spiegazioni va su... Made in Kitchen

Romanità a tavola: Maritozzi quaresimali o pazientini

Maritozzi quaresimali
Continua il martedì, l'appuntamento con le ricette della mia città, anche su Mik. Oggi una ricetta legata al periodo che precede Pasqua, la quaresima o il periodo del digiuno, parliamo dei pazientini.
Il maritozzo si diffonde a Roma già nel medioevo è una sorta di panino-brioche dolce, che viene mangiato semplice o tagliato a metà e arricchito con panna fresca. Spesso e volentieri, al termine di un sabato sera trascorso in giro per i locali della capitale si fa sosta a fare colazione con cappuccino e maritozzo prima di tornare a casa, vi state chiedendo quale sia il top maritozzaro a Roma per la fame notturna? Bè: Il marittozaro a Porta Portese, Via E. Rolli,50 qui.

Questi dolci vengono venduti tutto l'anno nelle pasticcerie e panetterie dell'Urbe. Tuttavia non tutti sanno che esiste una particolare versione di questi dolci che si fa abitualmente nel periodo quaresimale, in cui si era soliti digiunare e magiare questi dolci per darsi un pò di sostentamento, insomma. Non prevedono l’utilizzo di panna sono un pochino più rugosi e rustici all’aspetto dei classici maritozzi e prevedono l’utilizzo di uvetta o pinoli o frutta candita.

MARITOZZI QUARESIMALI O PAZIENTINI

200 gr di farina
100 gr di uvetta
50 gr di burro
20 gr di lievito di birra
3 cucchiai di zucchero
1 uovo
arancia candita
latte
sale

Sciogliere il lievito di birra in poco latte tiepido, aggiungerlo alla farina con un pizzico di sale, l’uovo sbattuto, il burro fuso e lo zucchero. Impastare e formare un panetto. Eventualmente aggiungere poco latte in più per ottener la consistenza del pane.
Lasciare in un luogo caldo a lievitare fino al raddoppio, coperto con un canavaccio.
Ammollare l’uvetta in acqua calda e farla rinvenire, scolarla e aggiungerla all’impasto lievitato insieme alla scorza d’arancia tagliata a pezzettini piccoli. Impastare i maritozzi e formarne 12 arrotolandoli per darli una forma leggermente allungata.
Disporli su di una teglia da forno rivestita di carta e lasciar lievitare ancora due ore. Accendere il forno e portarlo alla temperatura di 250°, infornare e cuocere per 10 minuti (forno statico).
Si possono spennellare con una soluzione di acqua e zucchero per conferire ai maritozzi un aspetto lucido, in questo caso infornarli di nuovo per farli asciugare a forno spento.

Dulce de leche 5x1

dulce de leche


Non sapevo se tediarvi o no, con l'ennesimo dulce de leche che avrete letto girando per il web. Ma alla fine la scelta è caduta sul si! Nella top 3 dei post più blasonati di questo blog credo che abbiamo a parimerito:
- Dulce de leche
- Lemon curd (anche se al timo)
- Povere di agrumi (anche se di mandarino)

Ma in fondo perchè spedirvi su un altro blog quando potete leggervela comodamente qui la ricetta? Soprattutto in seguito alla ricettina della torta con cioccolato e noci pecan che necessita il dulce de leche come ingrediente? Quindi così è deciso l'udienza è tolta! Parliamone. Iniziando dalla sua storia, i primi dulce de leche che comparvero il giro per il web, erano quelli che venivano pazientemente fatti così:

1° versione:
1l di latte intero,
280 gr di zucchero
1 bacca di vaniglia
1 cucchiaino di bicarbonato

Cuocere il tutto per un ora e mezza mescolando, soprattutto spessissimo l'ultima mezz'ora.

In seguito si sono diffuse le versioni più facili e indolore, di quella di sopra, a patto di avere in dispensa il magico barattolino di latte condensato...

La prima volta io lo scoprì in Spagna, quando studiavo lì il caffè era sempre "cortado" con la leche condensada, lo chiamano anche bom-bon. Un must da provare se ancora vi manca! Tornado al dulce de leche, quindi si diffusero le ultime due versioni

2° versione:
Un barattolo di latte condensato

Prendere una normale pentola, inservrvi dentro il vasetto di latte condensato bollirlo per circa due ore e mezzo in molta acqua.

3° versione la mia:
Un barattolo di latte condendensato

Prendere una pentola a pressione, inserirvi dentro il barattolo di latte condensato, coprirlo di acqua e cuocere per mezz'ora. Lasciar raffreddare, estrarre il barattolo e lasciarlo riposare ancora un pò, quando sarà quasi freddo potete aprirlo e versarlo nel contenitore desiderato.

Le ultime due versioni sono le più profane, diciamo così, si utilizza il forno a micronde. C'è sia la versione al latte condensato si a la versione latte e zucchero.

4°versione
1 litro di latte
200 gr di zucchero
1 pizzico di bicarbonato
essenza di vaniglia (si può omettere)

Unire tutti gli ingredienti in un recipiente dai bordi alti senza tappo, cuocere il tutto per 40 minuti fino a che non avrà il colore desiderato. Ogni 10 minuti minuti aprire il forno e mescolare delicatamente

5°versione
1 tubetto di latte condensato

Versare il contenuto di un tubetto di latte condensato in una pirofila da micronde, meglio se trasparente così controllate la cottura. Coprire con la pellicola trasparente e forarla con la forchetta. Cuocere per 30 minuti alla potenza minima del micronde, all'inizio mescolando un paio di volte una a 5 minuti e l'altra a 10. Se necessario aggiungere un goccio di latte in più.

Torta al cioccolato, dulche de leche e noci pecan

Torta cioccolato, dulce de leche e noci pecan

Adoro cucinare nel fine settimana quando finalmente c'è tempo per accendere il forno, impastare, mettere insieme magari quelle ricette lette al volo e usare l'ultimo/i acquisto/i fatti in previsione di fare “qualcosa di buono”.
La storia delle noci pecan è un po’ lunga da raccontare: un estenuante ricerca, vuoi anche un po’ di sfiga, metteteci pure la mia imbranataggine, insomma, un insieme di fattori non mi avevano mai consentito di portare a compimento del mio obiettivo di averle. Finalmente acquistate però, sono rimaste lì parcheggiate in attesa del degno utilizzo, che presto però è arrivato. L’ispirazione viene sempre da lei, come resistere alle noci e al cioccolato in una torta morbida, senza farina? No, ve la do io la risposta: non si può resistere. La torta in questione prevede utilizzo di pochissimi ingredienti, essendo senza farina è gluten-free quindi perfetta anche per i celiaci. A renderla speciale chiaramente sono gli ingredienti: prendete un ottimo cioccolato fondente 70% magari con fave di cacao, mettete le uova biologiche fresce e magari il burro fatto in casa da voi.
E' ottima se mangiata da sola semplicemente spolverata di zucchero o arricchita con del cremoso dulche de leche. A voi la scelta, la mia già l’avete capita! :) Il solito discorso tanto ormai ho fatto 30… Che scusa bella e buona!

Torta cioccolato, dulce de leche e noci pecan2

TORTA CIOCCOLATO, DULCE DE LECHE E NOCI PECAN

200 gr noci pecan
120 gr cioccolato fondente
115 gr burro
100 gr zucchero
3 uova
un pizzico di sale

Ammorbidire il burro e la cioccolata tritata a bagnomaria, ottenuto un composta morbido lasciar intiepidire. Aggiungere le uova una ad una mescolando, poi unire lo zucchero il sale mescolare bene fino a che il composto non monta un pochino. Tostare le noci pecan in forno per qualche minuto e tritarle finemente prima di unirle al composto al cioccolato. Disporre l’impasto in una tortiera (io una quadrata da 24 cm) e cuocere a 175° per 45 minuti. Lasciar raffreddare e poi guarnire con zucchero a velo o dulce de leche.

La ricetta del dulce de leche non tarderà ad arrivare... Stay tuned!

Torta pasta di mandorle e pistacchi di Bronte

Torta pasta di mandorle e pistacchi


L'acquisto di quel panetto di pasta di mandarle mi aveva mandato in sollucchero vuoi perchè il ricordo della pasta di mandorle per me è legato alla Pasqua e a quegli agnellini tipici del leccese, vuoi perchè l'associo ai mitici dolcetti siciliani per cui da piccola (e perchè adesso no?) impazzivo letteralmente.
Una volta acquistata, dopo l'entusiasmo iniziale, mi sono chiesta più volte che impiego avrei potuto trovargli e così è rimasta parcheggiata per un pò in dispensa senza deciderne l'esatto utilizzo. Sapete? Pare che Mirò quando scegliesse un pezzo per le sue sculture, già il pezzo di per se sapeva che sarebbe diventato un opera d'arte solo per il fatto di essere stato scelto. Non ho minimamente la pretesa di paragonarmi all'artista ma mi piaceva il parallellismo tra questo e un ingrediente, che a volte, ha proprio il destino di finire in quella preparazione, così come il sasso di Mirò nella sua scultura, perchè era scelto con quel fine. Il fine di questa pasta di mandorla dolce e avvolgente era proprio quello di segnare una nuova amicizia. Ho preparato questa torta con un pò di anzia da prestazione e con molti dubbi, perchè mai sperimentata, in occasione del Foodies in Rome, e x lei in particolare, mi è piaciuto come l'ha definita: "Sembra un amaretto morbido", ed aveva ragione.
La prima volta ho visto questa torta sul suo blog mi è piaciuta subito, la ricetta è americana (non poteva essere da meno in quanto è una vera bomba calorica) ma io non ho resistito nel modificarla e renderla ancora più "sicula" mettendoci anche i pistacchi di Bronte, quelli già usati qui e qui per intenderci. Tuttavia il pistacchio non si sente molto nella preparazione, perciò la prossima volta credo lo ometterò, seguendo la ricetta originale.

TORTA PASTA DI MANDORLE E PISTACCHI DI BRONTE (tortiera da 24 cm)

150 gr di pasta di mandorle
200 gr di burro
200 gr di zucchero
100 gr di pistacchi di Bronte tritati
150 gr di farina
6 uova a temperatura ambiente
1 cucchiaino e 1/2 di lievito per dolci
1 pizzico di sale
zucchero a velo

La cosa migliore sarebbe usare una planetaria, mescolare la pasta di mandorle con lo zucchero e il trito di pistacchio, cercando di far amalgamare gli ingredienti il più possibile. Aggiungere il burro morbidissimo mescolare fino a che l'impasto non diventa omogeneo. Aggiungere una ad una le uova, aspettando che siano amalgamate prima di aggiungere il succesivo.
A parte pesare la farina con il lievito e un pizzico di sale e unire il composto solido setacciandolo all'interno del precedente impasto. Mescolare bene e versare l'impasto inuna tortiera.
Deve cuocere a 160° per un ora e 15 minuti. Lasciar freddare e spolverare con zucchero a velo. Dato l'elevato quantitativo di burro può essere consumata anche per i 5 giorni succesivi senza che perda morbidezza.

Cantine castrocielo

E per terminare un quesito: Ci sarà qualcosa che a questa ragazza proprio non riesce bene? Un Ischitana che si cimenta in preparazioni di cucina romana è inusuale direte voi... Invece anche questa volta per lei un grande successo! L'idea del couscous cacio e pepe l'ho trovata favolosa (ricetta please!). L'aperitivo si è svolto presso l'enoteca:
Cantina Castrocielo
Viale degli Astri, 35 RM
06 520 4979

Tortine carote e mandorle

Tortine carote e mandorle

Quante ricette avrò provato di queste tortine? Ormai ho perso il conto delle volte che le ho fatte. Poi alla fine vario sempre qualcosa, alleggerisco a volte, non faccio, altre. A seconda di come mi gira, tolgo il burro, metto l’olio, lo yogurt insomma ho cambiato di frequente perché non riesco mai ad esserne pienamente soddisfatta. La questione è: non c’è un modo di far venire queste tortine “asciutte”? Niente da fare sempre umide restano! Magari qualcuno si risponderà, giustamente, ma con le carote Kitty, non possono che venire così … E infatti dico io! Ma ora vi voglio raccontare questa cosa:
A differenza di tanti/e di voi che hanno la mamma che è bravissima in cucina e hanno imparato passo passo da lei a preparare quelle ricette famose che sanno di famiglia, qui a casa mia non posso certo dire che la mia mamma sia una gran cuoca, ossia non cucina affatto. Quindi per una fetta di ciambellone x merenda o colazione andavo dalla nonna, invece a casa c’era il paradiso delle merendine confezionate. Ma ve le ricordate le camille? Ecco le camille a casa mia erano la merenda dell'infanzia. Così arancioni, così morbide, ma anche asciutte. Alla ricerca della ricetta della camilla perfetta, ho fatto numerosissime tortine, che alla fine ho trovato anche nettamente superiori a quelle mezze sfere confezionate, ma quel sapore legato alle mie merende non sono mai riuscita a ricrearlo.
Oramai assuefatta dalle mie versioni delle camille, trovo che tra le tante questa sia una delle migliori, si lo so c’è il burro, io tendo spesso ad evitare, ma fa davvero la differenza secondo me, l’olio con il gusto delicato della carota si sente troppo.

Tortine carote e mandorle open

TORTINE CAROTE E MANDORLE

200 gr di carote bio
250 gr di farina 00
50 gr di farina di mandorle
50 gr di mandole a lamelle
120 gr di burro morbidissimo
120 gr di zucchero
2 uova
1/2 bustina di lievito
2 cucchiaini di cannella in polvere
1/2 scorza d'arancia
10 cucchiai di latte
1 pizzico di sale

50 ml d'acqua
100 gr di zucchero a velo
2 gocce di succo d'arancia
zuccherini per decorare

Preriscaldare il forno a 180°. In una terrina unire le farine con il lievito, e tutti gli ingredienti secchi: zucchero, cannella, sale. Mescolare bene il tutto.
Passare agli ingredienti liquidi: rompere le uova, sbatterle, aggiungere il latte, la scorza d'arancia e il burro fuso. Unire gli ingredienti secchi setacciandoli in quelli liquidi. In ultimo mescolare insieme le mandorle e le carote ben frullate.
Disporre l'impasto nei pirottini, riempirli fino a 3/4 e infornare a 180° per 20 minuti più o meno. Lasciarli raffreddare e nel mentre preparare uno sciroppo con acqua zucchero a velo e 2 gocce di succo d'arancia. Lasciar rapprendere lo sciroppo facendolo bollire 5 minuti e versarlo sulle tortine per inumidirle e far attaccare lo zuccherino.

Aggiornamento: anche la brava fotografa Manuela G*. si è cimentata in questa ricetta, se siete curiosi di vedere il suo bel risultato, prego accomodarsi pure: QUI

Les Petites Madeleines al profumo di fava tonka

madeleines al profumo di fava tonka

Le madeleines possiamo definirle un evergreen della blogosfera. Si preparano da secoli ma non passano mai di moda e qui potrei partire subito con la filippica su Proust, su quanto il cibo stia all'anima e i ricordi e i sentimenti influiscano nel nostro modo di percepire il buono e/o il bello. Ma ve lo risparmierò, bè non c'è bisogno che facciate i salti di gioia (SGRUNT! Grazie!) -_-
Tanto per restare in linea con quello che dice Carolina e nel ringraziarla ancora per le preziose fave oggetto di questa ricetta, anche io mi sono cimentata in questi dolcetti morbidi e profumosi.
Le ricette che ci sono in giro sono le più svariate ma una tra tutte era quella che avevo selezionato e tenuto da parte per rifarla, è una ricetta di Nightfairy, un nome una garanzia per i dolci! Infatti sono venute ben lievitate con la "mitica" cupoletta (anche senza far riposare in frigo l'impasto per una notte). Considerate che il mio stampo era quello per le madeleines piccine, diciamo grandi come un cucchiaino, chiaramente se fossero state grandi come un cucchiaio avrebbero avuto una "gobbetta" ancora più alta. Il suggerimento: forno caldissimo a inizio cottura e poi abbassarlo dopo 2 minuti. Visto che se ne parlava qui con lei lo rivelo a tutti, lo stampo acquistato sempre da Tervi, non mi ha tradita e si sono staccate bene mantenendo la classica forma a conchiglietta. Prossimo acquisto? La sac a poche! Basta non se ne può più di cucchiaini, diti e utensili improbabili. :)

LES PETITES MADELEINES AL PROFUMO DI FAVA TONKA

125 gr di farina
2 uova
150 gr di zucchero a velo
1 gr di fave tonka
125 gr di burro
1 cucchiaino di lievito
1 pizzico di sale

Rompere le uova sbatterle leggermente e unirvi lo zucchero a velo, il composto deve risultare chiaro e abbastanza spumoso. Pestare le bacche di fava tonka (1 e 1/2 circa) utilizzando un mortaio ottenendo una polvere fina. Aggiungere il burro morbido e setacciare nel composto la farina, il lievito con un pizzico di sale e la polvere di fava tonka. Mettere in frigorifero 20 minuti per lasciarlo risposare.
Disporre il composto nella stampo e infornare, lasciar cuocere i primi 2-3 minuti a 200° poi abbassare, a 180° , forno statico per un totale di 10 minuti di tempo.

Pancake alla creme fraiche

Pancake creme fraiche e sciroppo d'acero


Io la proporrei come la colazione dei campioni del lunedì, inizieremo tutti la settimana con un marcia in più. Mettete i pancake a colazione, il caffè, una spremuta, il giornale, se siamo fortunate a fine mese anche la vostra rivista (chiaro... Di cucina) preferita e adesso...? Sottofondo: Breakfast in America e con chi spartire la colazione poi lo decidete voi! :)
Ho trovato in giro molte ricette dei pancake, quasi tutte prevedono l'utilizzo di burro o ricotta io ormai mi ero incaponita che dovevo farli con al creme fraiche (o panna acida) e mi sono lanciata, siccome il risultato mi ha soddisfatto lo condivido con voi. Lo so, ormai vi conosco e prima che me lo chiediate: se non trovate la panna acida e volete sostituirla il rimedio casalingo è quello di mescolare panna fresca (100ml) e yogurt greco (100ml), aggiungere 1 cucchiaio di succo di limone, più la fate riposare più si addensa se la preparate il giorno prima è meglio!
Ma vogliamo parlare dello sciroppo d'acero? Senza il quale i pancake non avrebbero un vero senso di esistere in fondo. Ho scoperto che questo dolcificante ricavato dalla linfa dell'albero stesso è poco calorico (250 kcal per 100 gr) e insieme alla melassa sono i dolcificanti naturali che contengono meno calorie.

PANCAKE ALLA CREME FRAICHE (SENZA BURRO!)
8/10 pancake

2 uova codice 0
150 gr di creme fraiche
70 gr di zucchero
40 gr di farina 00 ( o q.b.)
1 cucchiaino da tè di lievito
1 punta di cucchiaio di bicarbonato
olio evo
sciroppo d'acero

Sgusciare le uova e batterle in una terrina con una forchetta, aggiungere la creme fraiche e mescolate fino a quando non si sia amalgamata alle uova. Unire zucchero lievito e bicarbonato e aggiungere la farina fino a che non otterrete la consistenza desiderata. Deve essere abbastanza fluida, ma leggermente più consistente della pastella per fare le crepes.
Scaldare una padella antiaderente ungerla con dell'olio e versare un mestolo (di piccola dimensione) in padella, con l'aiuto della paletta girare il pancake appena il composto si staccherà dalle pareti e cuocere anche l'altro lato. Ripetere il procedimento fino ad esaurimento della pastella. Servire i pancake uno sopra l'altro e abbondare con lo sciroppo d'acero! :)

Biscotti alle mandorle e pistacchi di Bronte tritati

Biscotti alle mandorle e pistacchi di bronte2

La farina di mandorle è una gran bella invenzione, da quando l'ho trovata, il vecchio rimedio di frullare le mandorle finalmente è stato abbandonato. Finalmente dico, perchè quando le macinavo in casa ottenevo sempre un composto che era un po' lontano dall'idea di farina, restava un po' "pastoso", le mandorle si surriscaldavano e non ottenevo mai il risultato sperato. Magari non avevo il frullatore adatto o mangari semplicemente non macinavo a intervalli di tempo corretti per non favorire il surriscaldamento. Adesso che ho scoperto dove reperire la farina di mandorle, sempre NaturaSì, vado avanti con quella (con parsimonia dato che non è proprio economica!).
Realizzare questi biscotti è davvero semplicissimo, pensavo che quelli al limoncello fossero davvero i più facili ma questi li battono, la loro consistenza è morbida dentro restano un pochino umidi, ricordano chiaramente i dolcetti di pasta di mandorle.
La ricetta, un pochino modificata da me, l'ho trovata su "La Cucina" (n.3) mensile che esce con Corriere della Sera, da quando l'ho scoperto ogni mese aspetto che esca il nuovo numero perchè mi piace particolarmente.
Da questo fine settimana invece, potete seguirmi anche su Twitter, una scoperta che so già che mi farà perdere molto più tempo di quello che ho realmente a disposizione per "lui", stiamo entrando poi nel periodo carnevalesco ed è bello pensare che è già il secondo anno che condivido con voi le ricette di questa stagione. Ok, sto divagando un pò troppo passo alla ricetta:

BISCOTTI ALLE MANDORLE E PISACCHI DI BRONTE TRITATI

200 gr di farina di mandorle
20 gr di mandorle sgusciate
20 gr di pistacchi di Bronte tritati
90 gr di zucchero
1 uovo
1 tuorlo
1/2 cucchiaino di lievito

Tostare le mandorle intere, se hanno ancora la pellicina marrone toglierla e tritarle grossolanamente al coltello in modo da ottenere pezzettini piuttosto piccoli. Versare la farina di mandorle in una terrina e unite anche le mandorle tritate a coltello; aggiungete lo zucchero e il lievito setacciato e mescolate. Rompere l'uovo e sbatterlo lievimente con la forchetta, unirlo alla farina e mescolare bene, in composto si addenserà, via via lavoratelo con le mani in modo da renderlo omogeneo. Ricavare delle palline della grandezza di una noce e con il pollice schiacciatele leggermente.
Adesso spelletate con il tuorlo e passate la parte superiore di ogni biscotto nella granella di pistaccio. Disponete i biscotti sulla teglia coperta di carta forno e cuocerli a 180° per 15-20 minuti (forno statico). Una volta sfornati lasciateli raffreddare completamente prima di servirli.

Biscotti limone e rosmarino

Biscotti limone e rosmarino

Questi biscottini sono stati chiaramente scopiazzati da una blogger che per biscotti e manicaretti non ha eguali: Carolina di Semplicemente Pepe Rosa. Ormai è un annetto che mi sopporta e accetta i miei furti con grande pazienza! Ancora una volta la sua ricetta ha incontrato il gradimento di tutti, il gusto del limone e il profumo del rosmarino sono proprio un connubio favoloso... E c'è chi ha detto che il avrebbe visti bene con l'arrosoto di maiale! Ma voi non fateci caso a questi deliri! Erano buonissimi e davvero particolari, sarà che poi il sapore di agrumi a me piace particolarmente, soprattutto nei dolci.
Dato che l'ho ammesso di averli copiati ecco qui "incollata" la ricetta di Carolina sono perfetti così come sono:

BISCOTTI LIMONE E ROSMARINO

Ingredienti per circa 25 biscotti
200g di farina
100 g di burro (morbidissimo)
1 rametto di rosmarino bio (tritato finemente, quasi in polvere)
1 limone bio (la scorza grattugiata + 4 cucchiai di succo)
90 g di zucchero
1 uovo
un pizzico di sale

Lavora con un mestolo il burro morbidissimo, lo zucchero e il sale. Unisci succo e scorza di limone. Aggiungi il tuorlo d'uovo, il rosmarino e la farina. Ti risulterà un impasto piuttosto "sbricioloso". Non preoccuparti! Forma una palla con l'impasto e metti in frigo per circa 30 minuti.
Riscalda il forno a 180° gradi. Stendi la frolla con il matterello non troppo sottile e con delle formine taglia i biscotti. Sistemali su una teglia (o più) ricoperta con la carta da forno. Spennella i biscotti con l'albume e spolverali con un po' di zucchero.
Cuoci a 180° gradi per circa 12/15 minuti.

Datteri ripieni di Biscuit Rose

Datteri ripieni di biscuit rose


Anche da voi fervono i preparativi per San Silvestro e il cenone? Ancora non ci siamo stufati di mangiare e di spadellare eh? No di certo!
Quindi oggi un suggerimento proprio adatto a un post cena delle feste, non mi venite a dire che adesso state lì a vedere kcal più kcal meno? Ormai ne riparliamo dopo la Befana! Insomma che sia stata leggera o impegnativa la cena ad un dattero non si dice mai di no. Giusto? Di solito si farciscono con noci, mandorle e frutta secca, c'è anche chi usa ricoprirli di cioccolato (o anche chi opta per versioni salate). Ma mettete che nel cassetto magico della vostra cucina avete proprio la poudre de biscuit rose di Reims, oppurtunamente acquistata da queste parti e tenuta gelosamente da conto per utilizzarla sotto le feste. Mettete che poi in cantina avevate anche messo da parte quello champagne proveniente sempre da zone limitrofe, restando sempre a tema... chiaramente rosè, che casualmente con cui i bisciut rose va a nozze. E mica si gioca qui!! Alla fine non vedevo l'ora di provare il connubio dopo tanta attesa. Il risultato è piaciuto a tutti.

Prima di passare alla ricetta approfitto per farvi anche un sincero augurio di un ottimo Nuovo Anno pieno di gioia e in cui possiate realizzare quanto desiderate di più bello.


DATTERI RIPIENI DI BISCUIT ROSE

200 gr di datteri biologici denocciolati
125 gr di poudre de bisciut rose
100 gr di burro
100 gr di zucchero
1 cucchiaio di kirsch o rum

Aprire i datteri senza romperli
Con un cucchiaio amalgamare il burro con lo zucchero, via via aggiungere la polvere di biscotti e il kirsch. Mescolare tutto.
Aprire bene i datteri senza romperli e farcirli con il composto, il consiglio è di usare le sante manine per compattare il ripieno all'interno.
E adesso? In forno? No! Vi stavo fregando? No, sono pronti. Un spolverata di zucchero a velo e via.