Insalata con lenticchie all'alloro e stracchino di capra

insalata con lenticchie all'alloro e stracchino di capra 2
Per leggere questo post potete fare una visita anche sul sito di dissapore, il blog più Spigoloso d'Italia ospita la mia rubica sulla cucina naturale

Sul discorso legumi, già iniziato qui, c'è ancora non poco da discutere. Avevamo iniziato a parlare di piselli, oggi invece introduciamo le lenticchie, o come si dice in gergo la lens culinaris. Sono un alimento oltre che antichissimo, e molto diffuso in Europa dove è possibile trovarne di tante varità:
la lenticchia marrone, quella che si trova anche in scatola
la lenticchia rossa (gialla o arancia), prevalentemente diffusa nella cucina asiatica
le lenticchie verdi, le più note sono quelle di Villalba e di Altamura;
la lenticchia corallo o rosa, assume questo colore perché è venduta già sgusciata
la lenticchia bionda, che si caratterizza dal fatto di essere più grande delle normali e
la lenticchia rosa pallido come la lentillon rosé di Champagne (Francia)
la lenticchia nera anche detta beluga per la somiglianza al caviale e... Credo che ci siano tutte.

Il bello è che in Italia, come spesso accade abbiamo molte varietà di lenticchie che rientrano anche nella categoria IGP, DOP o anche presidio slow food, come ad esempio la famosa di Castelluccio di Norcia usata in questa preparazione, più piccolina della classiche di colore che può andar dal marrone al verde-beige.
Le lenticchie sono spesso legate all'inverno e al Natale, ma è importassimo mangiarle durante tutto l'anno, oltre che per il ferro e il calcio, per le vitamine (tra cui anche il retinolo - antinvecchiamento) che contengono, sono consigliate in caso di diete vegetariane o vegan per assumere tramite questi alimenti ciò che contiene la carne.

Adesso vi lascio un trucchetto se state seguendo un regime alimentare che limita l'utilizzo di kcal, ma non volete rinunciare alle lenticchie, il consiglio è di farle germogliare. Per 100 gr di prodotto le lenticchie secche apportano 325 kcal, le lenticchie germogliate appena 106 kcal, certo magari non fatelo con le lenticchie di Castelluccio sarebbe un peccato.

insalata con lenticchie all'alloro e stracchino di capra

INSALATA CON LENTICCHIE ALL'ALLORO E STRACCHINO DI CAPRA ( 2 porzioni)

200 gr di lenticchie
3 carote
1 gambo di sedano
1 spicchio d'aglio
100 gr di stracchino di capra
4 foglie d'alloro
olio evo
sale
rucola

Ammollare le lenticchie in acqua per almeno 6-12 ore prima di cuocerle. Dopo metterle in un tegame coperte di acqua fredda, un dito sopra il loro livello, se sarà necessario aggiungerete altra in cottura.
Lasciar lessare 15/20 minuti con una carota, un gambo di sedano e le foglie di alloro. Scolare e saltare in padella con olio aglio, sale e alloro, quando saranno ben condite e insaporite bastano 5 minuti togliere l'alloro e l'aglio e saranno pronte per l'insalata, appena si intiepidiscono.
Disporre un letto di rucola e sopra le lenticchie. Lavare e tagliare due carote, tagliarle a pezzettini e unirle crude alle lenticchie. Tagliare lo stracchino a pezzettini, o romperlo con le dita sul piatto.
Condire con olio e sale.
Le lenticchie possono essere preparate in anticipo e unite fredde all'insalata.

Romanità a tavola: la carbo-mare

carbomare

"Non sai cosa ha ordinato mio padre ieri sera?!"
Ed io: " ... Dai cosa cosa??"
" la carbo-mare"
ed io, già con gli occhi di che luccicavano e il sorrisetto, resto in ascolto della spiegazione del piatto. L'idea la trovo subito buonissima non potevo aspettare troppo con questa idea in cantiere che frullava nella testa. Oggi è martedì e come ogni martedì cosa succede da queste parti?
Si bravi c'è l'appuntamento con la cucina romana, che trovate anche su Made in Kitchen ammetto che con questo caldo sta cominciando a dare un pochino di filo da torcere.

Dopo l'azzardo della scorsa settimana nel proporvi cacio e pepe in versione finger food, c'è sicuramente chi ha stretto i denti e ha urlato al sacrilegio. Mi piacciono le provocazioni e soprattutto le sfide, devo dire che se una ricetta fa discutere è perchè ha suscitato dell'interesse quindi non posso che esserne felice. Sono convinta anche io che le ricette tradizionali proprio perchè tali, proprio perchè collaudate siano insostituibili, ma non per questo ogni tanto si deve escludere la possibilità di "giocare" con qualche classico.
Quindi anche oggi mi sento di raccontarvi una ricetta che non è esattamente come "dovrebbe essere". Si parla sempre di carbonara, si parla sempre di uova e pecorino, ma per volerne fare una versione più estiva? Avevate mai pensato di sostituire il guanciale con della bottarga di muggine? Allora questa la dovete provare e solo dopo averlo fatto ditemi se non si potrebbe innamorare di questo primo piatto anche il più incallito degli amati della carbonara.

LA CARBO-MARE

200 gr di mezzemaniche
2 uova (2 tuorli e mezzo albume)
30 gr di pecorino
20 gr di parmigiano
20 gr di bottarga di muggine
sale

Cuocere la pasta in acqua salata.
In una terrina sbattere l'uovo e il tuorlo insieme al parmigiano e al pecorino fino ad ottenere una crema della stessa consistenza di quella pasticcera, quindi che si scivola giù dolcemente dal cucchiaio.
Tagliare la bottarga a fette e poi pezzetti, come se tagliaste la pancetta. Potete conservare qualche fettina intera per guarnire alla fine.
Scolare la pasta aggiungerla nella zuppiera con dentro le uova mescolare rapidamente e aggiungere un goccio d'acqua di cottura se necessario. Aggiungete anche la bottarga girate e disporre le mezzemaniche nei piatti con un altra spolverata di pecorino.

Pane bianco alla menta

Pane bianco alla menta

Non so se capita anche a voi, sfogliare le riviste di cucina ed essere ammaliati da una bellissima foto e solamente dal titolo immaginare come poterla fare, senza nemmeno leggere la ricetta, senza nemmeno dargli una chance a quella povera ricettina lì stampata. E' il caso di dire che si è presi dall'ispirazione, oppure semplicemente si è partiti per la tangente del "come sarebbe se...", che si perde interesse in quello che è effettivamente. Mai capitato?
La rivista in questione è quella che cito più volentieri, la ricetta in questione è quella di un lievitato adatto all'estate che, tra l'altro, trova quasi un "parente" tra le pagine di questo blog la versione alla liquirizia. Sto parlando di un pane bianco salato, morbido, cotto nello steso stampo del plum cake e arricchito con tante foglioline di menta (chiaramente cresciuta nel mio giardino con tanto affetto!). Poi venitemi a dire che in cucina la componente sentimentale è acqua TZE!
Nella versione originale questo pane prevede l'utilizzo di zucchero (quanto non si sa!) molta più menta, ma vi assicuro che il quantitativo indicato è più che sufficiente per aromatizzare quanto basta.
Quindi passerei alla ricetta, anzi no, prima qualche consiglio per l'utilizzo: provate a farvi un semplicissimo panino con due fette di questo pane, stofinato d'aglio, un generoso strato di formaggio bianco cremoso qualche fettina di cetriolo, un filo d'olio e sale: ricorda nulla??
Sì è lui il panino allo tzatziki! :))
Non lo vedete adatto a questa sera per guardarsi la partita sul divano?


PANE BIANCO ALLA MENTA

200 gr di farina manitoba
100 gr di farina 00
12 gr di lievito di birra
150 gr di acqua (all'incirca)
20 gr di foglie di menta piperita
1 cucchiaino di malto
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio evo


La sera prima:
sciogliere 6 gr di lievito in 50 gr di acqua mescolare il lievito a 100 gr di farina. Impastare bene coprire con una pellicola trasparente e lasciare il frigorifero tutta la notte.
La mattina seguente:
sciogliere gli altri 6 gr di lievito in poca acqua, impastare con la manitoba, aggiungendo acqua quanto basta. Lasciar riposare questo impasto per circa un ora a temperatura ambiente, in modo che il lievito si attivi.
A questo punto impastare insieme i due impasti lievitati aggiungendo malto, olio, sale e la foglioline di menta tritate fini, al coltello in modo che non diventino nere.
Lasciar lievitare fino al raddoppio. Quattro ore circa.
Spostare il pane dentro uno stampo da plum cake, impastandolo un poco e taliando la superficie con un coltello affilato e aspettare ancora un ora prima di cuocerlo a 200 gradi per 30 minuti in forno preriscaldato.