Romanità a tavola: fiori di zucca fritti con mozzarella e alici

fiori


Collegati Made in Kitchen per vedere il risultato finale, intanto ti anticipo qui la ricetta:

Oggi a Roma si festeggia San Pietro e Paolo, i santi "patrono" della città, è quindi giorno festivo, solo da noi. Invidiosi?? Uffici chiusi e spiagge del litorale prese d'assalto, per i più fortunati si è presentato quindi un bellissimo ponte prendendo solo il lunedì di ferie, per i meno fortunati niente ponte ma la giornata di festa non ce la toglie nessuno.

Numerosi gli eventi e manifestazioni che si svolgono in occasione di questa ricorrenza. Una su tutte la girandola di Castel sant'Angelo da non perdere e poi i vari appuntamenti dell'estate romana.

Quello che penso che in questa stagione non si potrebbe star senza un certo frittino che stuzzica l'appetito e profuma di estate: i fiori di zucca farciti con mozzarella e alici. A Roma, cioè nei ristoranti, si trovano tutto l'anno. Quando si va fuori per una pizza è consuetudine mangiare prima dei frittini misti e c'è sempre l'immancabile supplì, il fiore di zucca e il filetto di baccalà, oltre magari ai più classici. Trovare i fiori di zucca davvero freschi non è sempre facile ma vale la pena sforzarsi un pò per poi realizzare questa ricetta che non delude mai.

FIORI DI ZUCCA MOZZARELLA E ALICI

10 fiori di zucca feschissimi
100 gr di acqua
farina qb
un pizzico di sale
mozzarella
5 alici

Lavare i fiori di zucca:
con molta delicatezza procedete a lavare i fiori all'esterno e all'interno, dove si portebbero nascondere insetti e con molta cautela asciugarli con un panno. Aprendo il fiore, con le mani e cercando di non romperlo staccate il pistillo e inserite dentro una striscetta di mozzarella. Se la mozzarella ha qualche giorno è meglio! e mezza alice sottolio.

Fatta questa operazione non è consigliabile lasciar riposare il fiore troppo tempo quindi procedete con la pastella. Io mi regolo così: in una bacinella svuotare un bicchiere d'acqua fredda, aggiungere un cucchiaio di farina e mescolare con una forchetta senza far formare grumi, aggiungere farina fino a che la pastella è della densità che immergendo il dorso di un cucchio questa ne resta totalmente avvolto.

A questo punto prendere i fiori dalla loro base e tuffarli nella pastella e nell'olio bollente, procedere solo con pochi fiori per volta altrimenti l'olio scende troppo di temperatura e non farà gonfiare i vostri fritti.

Solo prima di servirli salare i fiori e mangiarli caldi.

Plumcake stellare al limone

Plumcake stellare alla marmellata di limone


Avete presente quando in un negozio adocchiate quell'accessorio da cucina al quale davvero non è possibile rinunciare? Già vi vedete brave cuochine a far un figurone con la chicca che state per tirare fuori? Vero? Il nuovissimo stampo in silicone per piccola pasticceria mai visto? Oppure quello stampino che userete una sola volta nella vostra vita? :)

Ecco più non si usano, più ne desidero la collezione completa... Credo sia qualche sorta di deviazione mentale.
Quando ho comprato questo nuovissimo stampo da plumcake a forma di stella, non vedevo l'ora di provarlo e tutta felice realizzo un impasto pronto per essere infornato.
Il primo problema che si è posto è stato appunto: ma in che verso lo metto in forno? Per orizzontale o verticale? Dopo averlo riempito" per verticale", diciamo per 2/3, noto che già parte dell'impasto cominciava a strabordare fuori dal fondo, al che ho deciso di metterlo in forno in posizione orizzontale.
La cottura procedeva e notavo che comiciavano a staccarsi i tappini laterali con la lievitazione del dolce. Va bè poco male poi pulirò, mi sono detta.
Trascorsi i 40 minuti, molto dell'impasto era strabordato causando un terribile puzza di bruciato in tutta casa, capisco che è ora di togliere il dolce.
Il secondo problema: ed ora come libero il dolce da questo stampo?
Fortunatamente sono stata previdente e avevo imburrato infarinato senza pietà lo stampo così che spingendolo con un coltello da un lato è uscito senza distruggersi "troppo".
Terzo problema: la bellissima forma stellare era anche quasi riuscita peccato che il plumcake appariva un "tantinello" sbiadito e crudo.
Morale della favola? Pulire il forno dall'impasto bruciato e incollato mi ha fatto apprezzare il fatto di vivere ancora con mamma (che pulisce), anche se me ne lamento sempre. :)

Plumcake stellare al limone

PLUMCAKE STELLARE AL LIMONE

3 uova
200 gr di zucchero
250 gr di farina
1 pizzico di sale
3 tazzine di olio evo
buccia grattugiata di limone
1/2 yogurt greco
1/2 bustina di lievito
100 gr di marmellata al limone


Montare le uova con lo zucchero, fino a renderle spumose. Aggiungere a poco a poco la farina setacciata con il lievito incrporato, lo yogurt e il resto degli ingredienti, marmellata compresa.
Imburrare e infarire uno stampo da plumcake, oppure semplicemente ricoprirlo di carta forno.
Imburrare e cospargere di farina uno stampo per plumcake e versare il composto al suo interno.
Infornare in forno preriscaldato e cuocere per 40 minuti a 180° (forno statico).

Questo il risultato con un normalissimo stampo da plumcake rettangolare:

plumcake alla marmellata di limoni



Ed infine:

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Semplicemente pepe rosa e Cavoli a merenda: Quell'ingrediente di troppo...
Si si lo so, doveva essere un ingrediente aggiunto alla preparazione?? Io in questo caso considererei l'ingrediente di troppo lo "stampo a stella", molto meglio usare lo stampo normale da plumcake.
Infatti chiedo alla giuria se la mia ricetta possa essere accettata o no. Se non sarà considerata valida intanto vi ricordo di questa simpatica raccolta che scade il 16 luglio:


Romanità a tavola: Ciambelline al vino

ciambelline

Oggi vi racconto proprio un pò di romanità vera de Roma, luoghi a cui sono legata, trascorsi di vita, sapete quando si parla di cucina sentimentale, legata al territorio che in un morso racchiude ricordi di goliardia e spensieratezza? Si?

Ecco allora sentite questa storia, la trovate anche su Made in Kitchen:

Non di rado capita che nelle serate estive i romani si vadano a rifugiare nella zona dei Castelli un pochino fuori dalla città, dove si respira aria collinare e dove la temperatura scende di qualche grado. Avviene per le scampagnate della domenica e avviene anche quando si ha voglia di mangiare la cucina casareccia e rustica al riparo di una "fraschetta". Quando si va ai Castelli è d'obbligo la sosta ad Ariccia (o zone limitrofe) dove tra porchetta e pane casareccio si improvvisano banchetti all'aperto al suono di stornelli romani e vinaccio... Si la "romanella". E chi dei romani non si è mai preso una sbornia con quel maledetto vino da pochi euro? Chi non si è svegliato con mal di testa massacrante il giorno dopo e con lo stomaco che chiedeva pietà? Dai ammettiamo. Capita o almeno sarà capitato, in giovane età anche ai gourmet romani più incalliti. :)
Quando si parla di cena ad Ariccia di porchetta, di coppiette non si può non citare il "chiudipasto" per eccellenza di queste serate: la ciambellina al vino. Maledette ciambelline, che ti fanno finire la romanella nel bicchiere che ti danno l'ultimo colpo di grazia.
La ricetta è davvero semplice come la cucina dei castelli d'altronde, casareccia e povera. Le dosi sono indicate a bicchiere, io ho utilizzato un bicchiere che contiene circa 100 gr di acqua. Se siete interessati a scoprire la versione meno romana e profumata al limocello vi rimando a questo post.
AH! Quasi dimenticavo la mia ricetta è come quella che usa Michelangelo.

CIAMBELLINE AL VINO

1 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di vino rosso (non meglio identificato)
1 bicchiere di olio (70% olio di semi 30% olio evo) oppure solo di semi
1/2 bustina di lievito
400 gr di farina all'incirca (regolatevi ad occhio però)
+ 30 gr di zucchero per coprirle

Mettere insieme gli ingredienti nell'ordine in cui sono scritti e aggiungere la farina fino a che l'impasto non risulta solido. Arrotolare tra le mani delle strisce di impasto, larghe un mignolo e chiuderle per dargli la forma di ciambellina. Passare la ciambellina della zucchero e disporle sulla leccarda del forno, coperta dall'apposita carta. Cuocere 10 minuti in forno ventilato e lasciar raffreddare.
Più si seccano più sono adatte ad essere tuffate nel bicchiere di vino.