Romanità a tavola: La carbonara

Da oggi mi potete leggere anche su Mik, Made in Kitchen ogni martedì con la rubrica: Romanità a tavola:
Inizio una nuova collaborazione, ci racconteremo un pò di cucina romana, giudaico-romana, del lazio e via discorrendo. Avremo occasione di fare un percorso insieme tra i prodotti del territorio i piatti semplici e gagliardi della cucina della mia zona.

Carbonara

Scrive Giuliano Malizia: “La prima fondamentale caratteristica che attribuisce alla cucina romana una personalità tutta sua, è dovuta alle preferenze delle cose genuine e semplici, per cui ogni tentativo di complicazione culinaria internazionali viene allontanato con netto rifiuto” ed è un affermazione che condivido in pieno. Pensate di poter spiegare a Sora Margherita ar ghetto che invece della cotiche potrebbe usare un altro ingrediente? Bè mi resta difficile crederlo.

Per parlare di cucina romana è necessario parlare di “ingredienti fondamentali e indispensabili capaci di rendere palpitante soave e gagliarda ogni pietanza”. Scegliere l’ingrediente con la “i” maiuscola rende qualsiasi piatto anche il più semplice: gagliardo appunto. Per cominciare oggi questo appuntamento con la romanità a tavola ho scelto il piatto più copiato al mondo credo...
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Metti un brunch da... Colonna e prossimo incontro

Open Colonna
Si susseguono a ritmo incalzante in questo periodo gli incontri tra food blogger romani. Dopo il resoconto della cena da Roscioli in cui Rossella si è cimentata in un dettagliatissimo reportage, oggi voglio raccontarvi io il piacevole incontro per il brunch tenutosi all' Open Colonna.

Lo so, lo so adesso mi odieranno tutti per avergli rubato uno scatto in cui sono immortalati! Sorry ;) non ho resistito!
L'organizzatore, con la sua solita carineria, si è prodigato nel prenotare la location e avvisare tutti quanti i cinguettanti partecipanti.
Appuntamento alle h.13 in via Milano, arrivo in netto ritardo da parte della sottoscritta... Ma ormai i compagni di merende hanno capito che hanno a che fare con una terribile ritardataria.

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Rapidi saluti e presentazioni e ci dirigiamo all'assaggio delle due tavole imbandite dall'antipasto al dolce. Abbiamo cominciato a spizzicare la crema di ricotta, robiola e formaggio col miele, passando per i primi tra zuppe, cous cous freddi, insalate di pasta e via discorrendo, ho preso un assaggio di lasagne servite in cocotte.
I secondi piatti, anche questi molto vari, con un occhio ad utilizzare prodotti del territorio come la porchetta d'Ariccia tagliata finissima e le polpettine al sugo, "molto romani" direi.
E del dolce che dire? Un assaggino lo lascio anche a voi: vedete immortalato millefoglie al bicchiere in primo piano e tiramisù un pochino più dietro.

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Qualche appunto dovrei farlo su alcuni "assaggi" che non mi hanno entusiasmato particolarmente. Il servizio ha un po' lasciato a desiderare e anche qualche battutina ha suscitato l'acqua microfiltrata. Nel complesso, ragazzi è sempre un piacere rivedervi anche se il brunch non è stato impeccabile!
Rimane la curiosità di provare il locale a cena, dove magari l'attenzione per la presentazione e i piatti che sono in menù sono più curati e meno "popolari".
Il brunch all'Open Colonna prevede la formula all you can eat il prezzo è di 28 euro bevande escluse.
Ancora un saluto a tutti i presenti, in particolare ai blogger: Nadia di Mamma che buono!, Antonella di Croce e delizia, Daniela di Senza Panna e per ultimi i maschietti Le franc buveur + brother, Cucina Sms e Stefano di la mia vita tra la carne.

OPEN COLONNA
palazzo delle esposizioni
Scalinata di via Milano 9A Roma
Tel. +39 06 47822641


TLIN TLON comunicazione di servizio x tutti coloro che parteciperanno a Foodies in Rome


ricordo che oggi scade il termine di adesione segnalo il programma definitivo:

h.12 - Appuntamento a Stazione Termini
h.14 - Appuntamento da Pizzarium (abbiate pazienza il posto è piccolo noi siamo in tanti) - Via della Meloria - Fermata Cipro Musei Vaticani
h.16 - Appuntamento da Castroni - Via Cola di Rienzo - Fermata Lepanto

Les Petites Madeleines al profumo di fava tonka

madeleines al profumo di fava tonka

Le madeleines possiamo definirle un evergreen della blogosfera. Si preparano da secoli ma non passano mai di moda e qui potrei partire subito con la filippica su Proust, su quanto il cibo stia all'anima e i ricordi e i sentimenti influiscano nel nostro modo di percepire il buono e/o il bello. Ma ve lo risparmierò, bè non c'è bisogno che facciate i salti di gioia (SGRUNT! Grazie!) -_-
Tanto per restare in linea con quello che dice Carolina e nel ringraziarla ancora per le preziose fave oggetto di questa ricetta, anche io mi sono cimentata in questi dolcetti morbidi e profumosi.
Le ricette che ci sono in giro sono le più svariate ma una tra tutte era quella che avevo selezionato e tenuto da parte per rifarla, è una ricetta di Nightfairy, un nome una garanzia per i dolci! Infatti sono venute ben lievitate con la "mitica" cupoletta (anche senza far riposare in frigo l'impasto per una notte). Considerate che il mio stampo era quello per le madeleines piccine, diciamo grandi come un cucchiaino, chiaramente se fossero state grandi come un cucchiaio avrebbero avuto una "gobbetta" ancora più alta. Il suggerimento: forno caldissimo a inizio cottura e poi abbassarlo dopo 2 minuti. Visto che se ne parlava qui con lei lo rivelo a tutti, lo stampo acquistato sempre da Tervi, non mi ha tradita e si sono staccate bene mantenendo la classica forma a conchiglietta. Prossimo acquisto? La sac a poche! Basta non se ne può più di cucchiaini, diti e utensili improbabili. :)

LES PETITES MADELEINES AL PROFUMO DI FAVA TONKA

125 gr di farina
2 uova
150 gr di zucchero a velo
1 gr di fave tonka
125 gr di burro
1 cucchiaino di lievito
1 pizzico di sale

Rompere le uova sbatterle leggermente e unirvi lo zucchero a velo, il composto deve risultare chiaro e abbastanza spumoso. Pestare le bacche di fava tonka (1 e 1/2 circa) utilizzando un mortaio ottenendo una polvere fina. Aggiungere il burro morbido e setacciare nel composto la farina, il lievito con un pizzico di sale e la polvere di fava tonka. Mettere in frigorifero 20 minuti per lasciarlo risposare.
Disporre il composto nella stampo e infornare, lasciar cuocere i primi 2-3 minuti a 200° poi abbassare, a 180° , forno statico per un totale di 10 minuti di tempo.